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Nessun errore ha commesso il Gip e, soprattutto, a nessuna tanto stigmatizzata omissione materiale della parte dispositiva può e deve essere imputata la disposta scarcerazione per decorrenza dei termini».
È quanto sostiene, in un documento, la sezione di Reggio Calabria dell’Associazione nazionale magistrati facendo riferimento alla scarcerazione di tre presunti affiliati alla cosca Cordì di Locri, Domenico Cordì, Cosimo Ruggia e Domenico Panetta. «Il gip, Carlo Alberto Indellicati – è detto ancora nel documento – nell’emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico degli indagati, oggi scarcerati, ha escluso, nella parte motivazionale del provvedimento, la sussistenza dei gravi indizi dell’aggravante mafiosa. Ed è a tale statuita modifica della imputazione, ferme restando le successive fisiologiche valutazioni degli organi di impugnazione, che andavano commisurati i termini di durata della custodia cautelare nella fase procedimentale in atto.
E, difatti, a differenza della sentenza il cui dispositivo letto in udienza costituisce l’atto con il quale il giudice estrinseca la volontà della legge nel caso concreto, di modo che le affermazioni contenute nella relativa motivazione, qualora non trovino rispondenza nel dispositivo, non sono, di per sè sole, suscettibili di conseguenze giuridiche, l’ordinanza, emessa a seguito di rito camerale, data la contestualità della motivazione e del dispositivo, presenta il carattere unitario del complesso procedimento logico nel quale si compendia la decisione adottata, sicchè non essendovi momento distintivo, neanche temporale, tra dispositivo e motivazione, ma costituendo dette parti del provvedimento nel loro insieme la decisione, la stessa va letta e valutata nella sua inscindibile interezza; principio, questo, affermato comunemente dalla giurisprudenza di legittimità».
«Quanto deliberato successivamente, nelle varie naturali sedi della impugnazione – afferma ancora l’Anm di Reggio Calabria – fa parte della normale dialettica processuale che fisiologicamente si è sviluppata conducendo ai consequenziali provvedimenti».

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