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di PIERANTONIO LUTRELLI
La sala consiliare di Scanzano era gremita all’inverosimile, sembrava il 2003 ai tempi della lotta contro il decreto del sito unico delle scorie, che ironia della sorte ricorre oggi. Invece si discuteva di agricoltura per iniziativa della Provincia, che ha convocato ieri mattina il Consiglio, approvando all’unanimità due provvedimenti a sostegno del settore agricolo colpito da «una crisi, legata a situazioni debitorie e di mercato, e aggravata dai recenti danni procurati dal maltempo». Si tratta di una variazione di bilancio per un importo di 2,5 milioni di euro, utile a finanziare interventi urgenti sul sistema delle infrastrutture dopo le piogge dei giorni scorsi e di un ordine del giorno che sollecita interventi istituzionali, legati al riconoscimento dello stato di calamità, e alla situazione di crisi del settore. La Provincia, nell’assicurare il proprio contributo per la soluzione dei diversi problemi di settore, invita «tutti gli attori istituzionali e, in primo luogo, il Governo nazionale e la Regione Basilicata, oltre ai sindaci, a esercitare compiutamente tutte le funzioni e le competenze per affrontare in maniera preminente la difesa e la salvaguardia del territorio». Con il documento, si auspica che si «costituisca un clima unitario e condiviso tra tutti i soggetti istituzionali, sociali ed economici» affinché sinergicamente «contribuiscano a dare risposte efficaci e possibilmente ultimative alla grave crisi che interessa il settore rurale». La perdurante crisi del mondo agricolo dovuta alla difficoltà di fare reddito per i coltivatori diretti vista la difficoltà di collocare i prodotti sui mercati a prezzi soddisfacenti, lo scorso due novembre nel Metapontino ha subìto quasi il colpo di grazia per via dell’alluvione. Aziende intere sono state invase dalle acque. L’assessore all’Agricoltura del Comune di Scanzano, “padrone di casa”, Luigi Boccarelli è rimasto molto soddisfatto per intenti emersi nella seduta consiliare di ieri. «L’incontro di oggi (ieri, ndr) -ha detto al Quotidiano- nasce da lontano, da quando la nostra amministrazione ha voluto porre al centro del dibattito politico il territorio nel suo insieme, con tutte le sue criticità. Il nostro -ha spiegato- è un territorio rurale nato dalla Riforma fondiaria a seguito di opere idrauliche con la realizzazione di canali e idrovore che prosciugando l’acqua, la immettono nel mare. Questo sistema di captazione delle acque richiede un governo efficace ed efficiente del territorio, altrimenti si creano problemi di futuro per le popolazioni che sempre più numerose si riversano su questo territorio. La realizzazione di opere di urbanizzazione comporta uno squilibrio strutturale rispetto al piano di captazione delle acque creato antecedentemente. Quindi, si rende necessaria una rivisitazione del governo delle acque. Con le dighe si è creato uno sbarramento delle acque a valle, che ha creato un eccessivo sviluppo della vegetazione spontanea nei letti fluviali e, soprattutto, la mancanza di trasporto a mare della sabbia e dei detriti che arricchivano le coste evitando l’erosione. Succede che quando piove e aprono le dighe, i notevoli volumi di acqua uniti alla pioggia non trovano il percorso originario nel letto del fiume e pertanto inondano i terreni e le case coloniche. Un’altra criticità è rappresentata dallo stato in cui versa il Consorzio di Bonifica, che è proprietario della maggior parte dei canali del metapontino e non riesce ad adempiere la sua funzione a causa della crisi economica in cui riversa. E’ quello che è avvenuto nei giorni scorsi -ha concluso- e per fortuna è piovuto per poche ore». La seduta è stata caratterizzata dagli interventi, introdotti dal presidente, Franco Stella, di amministratori locali, dei senatori Antezza, Bubbico, Chiurazzi e Latronico (Pdl), dei rappresentanti e delle associazioni agricole di categoria. Presenti anche i consiglieri regionali Luca Braia (Pd) e Paolo Castelluccio (Pdl).

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