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CHE peccato non poter vedere sullo schermo gigante le scale mobili del ponte attrezzato. “La sorpresa” dei potentini sarà lo sblocco dell’impianto che arriverà con anno e gestore nuovi (Trotta è appena subentrato a Cotrab). Che peccato, perché  lo spot involontario per Potenza sarebbe stato ancora più scintillante: in mancanza delle scale mobili più lunghe d’Europa, bisogna accontentarsi di quelle dai muri sbrecciati e umidi che portano a via Marconi, forse più in linea con certe atmosfere cupe del film di Ivan Polidoro nonostante le esplosioni di colore delle opere d’arte permanenti esposte all’interno dell’impianto.
È una storia dolente eppure prevale il sole nelle scene cittadine, un po’ di cielo grigio solo nelle sequenze ossianiche tra boschi e stagni. I potentini riscoprono l’orgoglio di una città bella e questa è un’altra sorpresa: una skyline che si staglia dietro il verde di Rossellino o illuminata, da osservare da una terrazza sconosciuta ai più; un teatro che la cinepresa fa apparire più grande e dunque bello di quel che è; i dialoghi sulle scalinate del Duomo e le tag dei writers sui muri. E poi l’operazione di branding (dalle felpe della squadra di calcio alle panchine), le farmaciste avvenenti di Trerotola, il protagonismo bipartisan dei politici citati o riconoscibili nei tg (il sindaco Dario De Luca, Filippo Bubbico e Vincenzo Folino), il servizio di Carla Zita della NuovaTv sulla differenziata a Poggio Tre Galli che riscatta la città da percentuali di raccolta da maglia nera.
Il Viviani è omaggiato con riprese sorrentiniane all’interno (la simmetria di Mario Ierace che tira le linee del campo prima del malore; la carrellata sugli spalti con il verde delle montagne sullo sfondo) e verticalità metropolitana da Gomorra all’esterno: il parcheggio dietro le tribune dello stadio disegnate dai tubi Innocenti è sovrastato dal bellissimo palazzo in vetri di BancApulia e più su, in una stratificazione che disegna la storia della città, dai palazzi antichi del borgo che tutto sembra controllare — anche gli affanni umani nel loro vortice che si muove tra minibus, Audi e Suv, il reparto Oncologia del San Carlo e il Pick Up del “bomber” a Castello. Per finire nel bar di Bucaletto luogo dell’anima.   Non può mancare l’entusiasmo delle comparse che durante la proiezione al Due Torri si filmano sullo schermo con lo smartphone – anche questo sarà marketing dal basso – e il gioco dell’“indovina la location”. Battute quando le riprese dall’interno di un mezzo pubblico saltellano causa buche o quando un altro autobus passa dopo una breve attesa (impossibile!) della protagonista Adriana Caggiano peraltro da un luogo, piazza del Sedile, che solo la fiction può rendere percorribile: sotto quella pensilina si fa tutto tranne che aspettare il pullman.
E se è ancora presto per immaginare il cine-turismo alla Montalbano di chi magari verrà apposta per individuare i vicoletti degli insert onirici con il cavallo e i tangueri, chi girerà dal 1° gennaio in poi sappia che troverà il ponte attrezzato funzionante. Anche nella speranza di nuovi ciak potentini, la Lucana Film Commission ha sbloccato altri 200mila euro per lo scorrimento del Bando alla crisi. E questa è un’altra bella “sorpresa”.

e.furia@luedi.it

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