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TITO – E’ tutto pronto per la nuova edizione dell’ “Hemp –act”, il 28 dicembre al Centro per la creatività giovanile “Cecilia” di Tito a partire dalle 19.45. L’evento organizzato dall’associazione “Lucanapa”, quest’anno, ha come tema l’evoluzione della specie. Ci sarà la presentazione di un libro “Riconversione: un’utopia concreta. Idee, proposte e prospettive per una conversione ecologica e sociale dell’economia” e, a partire dalle 21, due eventi imperdibili: prima il nuovo spettacolo di Sabina Guzzanti dal titolo “Come ne venimmo fuori” e poi il live dell’ex Afterhours Giorgio Ciccarelli che porta il titolo del suo primo album da solista “Le cose cambiano” (il 27 sarà anche al circolo  Linea Gotica di Ferrandina). In anteprima rispetto a questo suo nuovissimo spettacolo Sabina Guzzanti si concede ad alcune domande per il Quotidiano del sud. Sabina, con “Come ne venimmo fuori” lei torna al teatro, dopo il suo film sulla trattativa Stato- mafia. Da quale esigenza nasce questo spettacolo?

«E’ uno spettacolo di satira dove si ride, si riflette e si ascolta un punto di vista sulla società di oggi. E’ il frutto di tante letture e riflessioni fatte in questi anni osservando come è cambiata non solo la società, ma anche la testa della gente e le relazioni umane».

Ci racconterà da un ipotetico futuro del nostro tempo, parlando di politica, ma anche di società. Perché come cittadini non riusciamo a trovare posto in questa società se non facendo ricorso alla nostra parte “oscura” e cioè  quella della furbizia, dell’approfittare?

«Ognuno di noi ha un lato oscuro e direi per fortuna, perché se non ci fosse questa oscurità forse non esisterebbe la creatività e la voglia di capire. Solo che il lato oscuro deve stare al posto suo, non deve stare al governo per esempio, né al governo del paese né deve governare le nostre scelte come individui».

Gli uomini e le donne che lei ci mostra  con la sua satira, sono davvero protagonisti o semplici maschere del neo-liberismo, cioè di una sistema imposto dalle lobby economiche? E’ positiva sul futuro?

«Siamo tutti “maschere” in un certo senso. Tutti possiamo cambiare, dare il meglio o dare il peggio. Per questo è importante ricordarsi di combattere contro le idee distruttive e non contro le persone. Sono positiva perché so che il cambiamento dipende da noi. La nostra cultura tende a farci dimenticare le nostre responsabilità perché ci sia un cambiamento».

Il passaggio tra liberismo e neo-liberismo e le altre storture del periodo che lei nello spettacolo definisce “di merda” , dipendono anche del popolo. Davvero si può imporre qualcosa al popolo senza che intimamente lo voglia? E’ normale che per tanti in Italia Putin sia diventato un idolo in questo tempo di guerra?

«Si può se la gente viene privata dell’istruzione, della cultura e della possibilità di un dialogo vero. Tutti sperimentiamo quanto noi stessi riusciamo o meno a trovare una dimensione di indipendenza di giudizio. Quando ci sentiamo centrati, autonomi e quando ci sentiamo persi, in balia degli eventi. Putin non so nemmeno di chi sia l’idolo onestamente. La guerra è sempre stata generata da interessi economici. Anche di questo si parla nello spettacolo».

Ha in mente un nuovo film?

«Mi metterò a pensare a un nuovo film. Per ora continuerò con questo tour spero a lungo perché penso che sia uno spettacolo importante».

Concludiamo. Cosa è per lei la Bellezza?

«La Bellezza è la coerenza fra quello che si è e quello che si esprime, che ci rende fluidi, spontanei. La bellezza è essere a proprio agio direi».

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