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CHE POTENZA abbia bisogno di qualche scintilla per riaccendere la sua passione, da venerdì sera è un poco più chiaro a tutti. Le fiaccole in piazza Prefettura non si vedevano da un bel po’ di tempo. I cori della Ovest, in mezzo al fruscio di via Pretoria, non riecheggiavano dalla notte dei tempi. La presentazione della squadra in mezzo alla sua gente è stata un’idea azzeccata. Quantomeno ha trasmesso ai prossimi protagonisti dell’avventura in rossoblù un messaggio chiaro: cosa è il Potenza per Potenza e i potentini. In campo, siamo certi, dopo quella gran bella festa, daranno tutti qualcosa in più. Perchè solo facendosi amare, con il gioco, l’attaccamento alla maglia, il sudore e, perchè no, pure qualche buon risultato, chiameranno a raccolta sempre più gente allo stadio e la città potrà riappropriarsi della sua squadra, proprio come è apparso durante la presentazione. Quello che rifletteva dagli sguardi di tanti che si sono riavvicinati alle vicende del Potenza, e che erano in piazza,  era proprio il desiderio di voler tornare a tifare per i rossoblù. Determinanti in tal senso le mosse dela società, l’organizzazione, la chiarezza del progetto e anche gli uomini scelti, l’allestimento di una squadra competitiva e che a breve sarà anche completata. Fondamentale per schiarire anche qualche dubbio ulteriore la presenza del main sponsor Renzo Corvezzo. La sua apparizione, molto spesso annunciata e poi rimandata, era necessaria per dare un volto e una voce a chi ha idee ambiziose per il rilancio del calcio in città e mette a disposizione qualche quattrino. E chi se ne importa se questo è legato anche all’evidente necessità commercioale di un imprenditore che con la Basilicata ha davvero molto poco da spartire. Il punto in comune sarà il Potenza e la voglia dei suoi tifosi di tornare a sentisi comunità, uniti sotto la stessa bandiera, proprio come emergeva dalla platea ce ha già preso a cuore chi ne difenderà i colori. La Potenza diffidente resta tale, magari non sottoscriverà l’abbonamento o ne sottoscriverà molto pochi, ma con il tempo e con le giuste scintille qualcosa si muoverà, è certo. La prima, quella di venerdì sera, è già un primo seme: dall’entusiasmo della piazza può ripartire l’avventura.

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