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'Ndrangheta. Maxi inchiesta milanese
latitante calabrese in manette

Basilicata

Medici era sfuggito all'perazione del 13 luglio scorso delle Dda di Milano e Reggio Calabria che aveva portato all'arresto di oltre 300 persone

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E' stato arrestato dai carabinieri del gruppo operativo di Monza, Giuseppe Medici, che era sfuggito alla maxi-operazione contro la 'ndrangheta del 13 luglio scorso delle Dda di Milano e Reggio Calabria che aveva portato ad oltre 300 arresti, 160 dei quali nella sola Lombardia, dove, secondo quanto accertato dalle indagini, la mafia calabrese si stava infiltrando con sempre maggiore forza e 'puntavà ai lavori dell’Expo 2015.
Il latitante Giuseppe Medici, calabrese di 52 anni, arrestato due giorni fa a Milano e destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Milano Andrea Ghinetti, su richiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del pm Paolo Storari, è accusato di associazione mafiosa.
In particolare, stando alle indagini, avrebbe fatto parte della 'localè della 'ndrangheta di Mariano Comense (Como), una delle 15 'locali' individuate dagli inquirenti tra Milano, Como e Pavia. Come spiegato nell’ordinanza di custodia cautelare, Medici sarebbe stato uno degli interlocutori di Carmelo Novella, il boss che era a capo della 'Lombardia' (una sorta di 'cupola' della 'ndrangheta nel nord Italia) e che è stato ucciso nel luglio del 2008, perchè voleva rendere autonome le cosche del nord rispetto a quelle calabresi. Il latitante lavorava come aiuto cuoco in un ristorante frequentato dai boss Cosimo Barranca e Vincenzo Mandalari.
Il primo è stato arrestato nel luglio scorso, mentre il secondo è tuttora latitante. Quando è stato catturato, Medici, (già coinvolto nell’operazione 'I fiori della notte di San Vitò che nel giugno del '94 portò in carcere 370 persone, e poi assolto dalle accuse), aveva con sè documenti falsi.

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