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MATERA – Freddo, poltrone a volte in pessime condizioni, tappezzeria sporca.
Il cine teatro Duni è sempre più al centro delle polemiche, con spettatori sempre meno contenti di frequentarlo. I problemi della struttura, però, non sono il risultato di un capriccio perfido dei proprietari.
E’ Antonio Padula a spiegarlo con chiarezza, aggiungendo che i lavori per la ristrutturazione costerebbero almeno 2 milioni di euro, una cifra che i soci non riescono a recuperare.
«Qualche tempo fa, grazie ai fondi Piot presentammo un progetto che speravamo potesse essere finanziato e che riguardava un centro congressi da allocare nella struttura.
Invece non è stato così. Al Comune – aggiunge Padula – abbiamo presentato alcune proposte per un nuovo volume culturale ma nemmeno in questo caso è stato possibile mettere a frutto queste idee. Vogliamo vendere la struttura – aggiunge – e per questo, solo verbalmente, abbiano proposto all’amministrazione comunale di diventare socio di maggioranza ma pare che ci siano delle difficoltà».
Problemi che illustra il sindaco Salvatore Adduce: «Nella finanziaria 2013 è stato inserito un divieto molto chiaro: i Comuni non possono acquisire quote in società, nè acquistare immobili o acquistarli. A prescindere dalla nostra eventuale disponibilità e da costi per questa operazione che non sarebbero certo irrilevanti, la vicenda è condizionata da questo elemento. Siamo impossibilitati a compiere operazioni di questo tipo.
Purtroppo a volte capita che alcune amministrazioni comprino strutture senza farne più niente e per questo la Finanziaria 2013 ha posto un freno».
Tutto fermo, dunque e in prospettiva nulla sembra poter sbloccare una vicenda che ruota attorno ad un teatro già esempio significativo di architettura.
Bisogna rassegnarsi?

a.ciervo@luedi.it

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