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POTENZA – Denise Pipitone potrebbe essere qui in Basilicata, in un paese del potentino. E’ quanto afferma un uomo che ha contattato la redazione della Rai di Potenza dopo l’appello lanciato a Chi l’ha visto? dalla madre della bimba di 4 anni scomparsa nel 2004 a Mazzara del Vallo.
«Dalla voce posso dire che era una persona adulta e istruita che parlava in maniera forbita». Ha spiegato al Quotidiano il caporedattore del Tgr Basilicata Oreste Lopomo. «Non ha voluto dare le sue generalità, ma ha confermato di aver riconosciuto la ragazza nella foto sul profilo Facebook da cui è partito il messaggio per la madre di Denise».
Di quel messaggio comparso sulla bacheca di Piera Maggio, si era parlato a lungo mercoledì sera durante la trasmissione sugli scomparsi condotta da Federica Sciarelli. «Sono Denise, mamma», aveva scritto ad agosto la ragazza. Una giovane dell’età che avrebbe oggi Denise, truccata e coi capelli lunghi e curati. Ma dai lineamenti simili in maniera impressionante con quelli della piccola di cui non si sa nulla ormai da 11 anni.
«Ci ha assicurato che è lei e vivrebbe qui in un centro del potentino – aggiunge Lopomo – con una famiglia arrivata in regione da qualche anno».
La notizia sembra destinata a riaprire il giallo ed è probabile che nelle prossime ore procura e forze dell’ordine avviino delle verifiche a riguardo. Intanto Chi l’ha visto? spiega di aver ricevuto anche altre segnalazioni, che a questo punto andranno vagliate una per una.
La ragazza dietro quel profilo facebook era stata già contattata al telefono da un’inviata della trasmissione e aveva negato di essere lei l’autrice del messaggio. Salvo poi chiedere se sarebbero andati a prenderla, Denise, se fosse stata lì con lei.
«Ok scusa ma se adesso Denise è qua voi la venite a prendere?». Queste le sue parole registrate dai microfoni della giornalista.
Sempre durante la trasmissione Piera Maggio e il suo legale, Giacomo Frazzitta, avevano chiesto che venga effettuato il test del Dna della giovane, per confrontarlo con quello di Denise. Poi hanno evidenziato come il cognome – straniero – indicato sul social network, coincida con quello trascritto nelle carte dell’inchiesta del capo di un campo Rom vicino Mazzara del Vallo dove la bimba venne cercata inutilmente qualche giorno dopo la sua scomparsa.
Solo una settimana fa il caso di Denise aveva subito quella che a molti era apparsa una brusca battuta d’arresto con la conferma in Appello dell’assoluzione di Jessica Pulizzi, la giovane accusata di avere rapito la sorellastra di 4 anni (figlia dello stesso padre), una volta abbandonata la pista del rapimento ad opera degli zingari.
Durante il processo d’appello era emersa anche un’intercettazione ambientale del 2004, in cui Jessica avrebbe accusato sua madre di averla uccisa. Un’intercettazione considerata rilevante da cui sarebbe già partita una nuova inchiesta della Procura di Marsala.

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