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Sanità: Lea, Gimbe boccia la Basilicata. La Regione è 17esima nel 2023, risultando inadempiente per il Nuovo Sistema di Garanzia. Per la Fondazione, anche i Lep devono essere definiti come tutte le  materie.


Diciassettesimo posto in Italia. Nel più ampio contesto di un trend diviso, sostanzialmente, con quasi tutto il Sud. È un quadro ben poco consolatorio quello che la Fondazione Gimbe traccia attorno ai Livelli essenziali di assistenza (Lea) in Basilicata, con il territorio lucano a mostrarsi carente su tutti e tre gli ambiti presi in considerazione (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera), attestandosi, nel migliore dei casi, al dodicesimo posto (per quel che riguarda il primo comparto), con una performance comunque insufficienti a issarsi dalla “zona rossa” delle regioni inadempienti.

Se la risposta sul fronte della prevenzione è stata tutto sommato positiva, con 68 punti totali (meglio di territori come Lazio e Campania), l’andamento negativo è stato riscontrato soprattutto nell’area distrettuale (17esimo posto con 52 punti) e in quella ospedaliera (16esimo, con 69), per un totale complessivo di 189 punti. Peggio, va solo in Abruzzo, Calabria, Sicilia e Valle d’Aosta. L’analisi Gimbe, in sostanza, vede sei regioni non in linea con gli standard richiesti dai livelli assistenziali (inclusa la Sardegna, sedicesima), con dati riferiti all’ultimo anno disponibile, il 2023.

LEA IN BASILICATA, LE CRITICITÀ DEL NUOVO SISTEMA DI GARANZIA E LA MOBILITÀ PASSIVA

Al netto della forbice dei due anni e dei potenziali interventi intercorsi, la Fondazione torna quindi a bacchettare il sistema sanitario lucano, dopo quanto emerso nell’ottavo Rapporto, pubblicato a ottobre (e riferito sempre al 2023) e nel quale, in primo luogo, veniva contestata la necessità, per molti lucani, di ricorrere a cure fuori regione. Risultati non in linea con il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg) che, chiaramente, richiede una maggiore armonizzazione dei tre ambiti presi in esame per la valutazione sia dei Livelli essenziali di assistenza che dei Livelli essenziali di prestazione (Lep).

La stessa Gimbe ha rimarcato le forti differenze regionali, parlando proprio del Sud Italia come l’area del Paese maggiormente in ritardo nell’adempimento richiesto dal Nsg. Il quale, in ogni caso, «fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – come evidenziato dal presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata».

IL DIVARIO CON IL NORD: IL PESO DELL’ASSISTENZA DISTRETTUALE

In pratica, pur in presenza di dati numerici, il trend registrato in relazione al Nuovo Sistema di Garanzia sarebbe puramente indicativo. Il che, in buona sostanza, significa la potenziale presenza di livelli criticità estremamente limitanti per consentire ai sistemi sanitari interessati di mettersi in carreggiata. Del resto, tra le Regioni con le performance migliori e quelle più indietro, il divario supera agilmente i 40 punti. La Basilicata, ad esempio, paga lo scotto peggiore proprio sull’Area distrettuale, avendo accumulato ben 44 punti di ritardo rispetto al Veneto (primo a 96) e ben 21 dalla prima regione del Sud, il Molise (73). Leggermente migliori le prestazioni sugli altri due fronti, con i 68 punti della macro-area della Prevenzione che valgono “solo” un -30 dall’accoppiata di testa Trento e Veneto, e i 69 dell’Area ospedaliera a segnarne 28 in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento.

LE PROSPETTIVE DI MIGLIORAMENTO: DEFINIZIONE DEI LEP E CAPILLARITÀ

Un primo impulso al miglioramento, secondo Gimbe, potrebbe arrivare dalla definizione dei Lep, ancora non coincidenti sia «sul piano sostanziale» che sul fronte normativo coi Lea. L’obiettivo è muovere le performance regionali al fine di non cristallizzare le divisioni esistenti. Il che, in casa lucana, significa in primis lavorare sulla capillarità delle prestazioni. Al momento, dati alla mano, il vero punto debole.

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