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Morti sul lavoro, Basilicata “bianca”: Nella classifica delle province Potenza e Matera sono tra gli ultimi posti. I dati dello studio dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega


Morti sul lavoro, nel primo quadrimestre 2026 buone notizie per la Basilicata: è in zona bianca, ovvero è  tra le regioni  con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale. Potenza e Matera sono tra gli ultimi posti per casi di morte sul lavoro nella classifica delle province. È lo scenario che emerge dallo studio dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega guidato dal presidente Mauro Rossato.  In Italia si registra un -4,5% rispetto al 2025: calano le vittime ma l’insicurezza resta alta. A finire in zona rossa ad aprile 2026, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 8,1 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Sicilia, Liguria, Veneto, Puglia e Campania. In zona arancione: Molise, Toscana, Piemonte e Sardegna. In zona gialla: Umbria, Lombardia, Emilia-Romagna e Marche. Zona bianca: Lazio, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Trentino-Alto Adige, Basilicata e Valle d’Aosta.

MORTI SUL LAVORO: I DATI SULLE VITTIME E LA CLASSIFICA DELLE REGIONI PIÙ COLPITE COMPRESO LA BASILICATA

Ad aprile 2026 sono 278 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 196 in occasione di lavoro (15 in meno rispetto ad aprile 2025) e 82 in itinere (2 in più rispetto al 2025). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (30). Seguono: Veneto (26), Sicilia (22), Campania (19), Piemonte (16), Toscana (15), Puglia (14), Lazio ed Emilia-Romagna (13), Liguria (8), Sardegna (5), Marche (4), Umbria (3), Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia e Calabria (2), Molise e Trentino-Alto Adige (1). L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).

Nel primo quadrimestre del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (27,7). Seguono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni (13,9) e quelli tra i 15 e i 24 anni (8,6). In termini assoluti, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (78 vittime su un totale di 196).

L’IDENTIKIT DELLE VITTIME: FOCUS SU DONNE, STRANIERI E SETTORI ECONOMICI

In totale sono 28 le donne decedute nel 2026 (come nel 2025). Di queste, 16 hanno perso la vita in occasione di lavoro (4 in più del 2025) e 12 in itinere (4 in meno del 2025), cioè nel percorso casa-lavoro. Sono 77 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 278, di cui 53 deceduti in occasione di lavoro e 24 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 20,5 morti ogni milione di occupati, contro un indice di 6,6 degli italiani. Alla fine di aprile 2026 i settori più colpiti sono Costruzioni, Trasporti e Magazzinaggio e Attività Manifatturiere.

AUMENTANO LE DENUNCE DI INFORTUNIO NEL PAESE

Le denunce di infortunio totali, registrate a fine aprile 2026, sono 204.573, in aumento del 6,4% rispetto ad aprile 2025. Il numero più elevato di denunce totali si registra nelle Attività Manifatturiere (21.460). Seguono: Sanità (11.707), Costruzioni (11.316), Trasporto e Magazzinaggio (10.289) e Commercio (10.252). Ad aprile 2026, le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 76.571 (60.767 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 128.002 (112.250 in occasione di lavoro). Infine, le denunce dei lavoratori stranieri sono 41.648 su 204.573 (circa 1 su 5), 35.085 in occasione di lavoro su un totale di 173.017 (ancora circa 1 su 5).

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