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Nel 2025 la Basilicata registra un nuovo aumento del consumo di suolo: 113 ettari in un anno. Cresce l’allarme per cementificazione, frane e rischio idrogeologico, secondo il rapporto Ispra.
Un aumento regolare, quasi inesorabile. Segno evidente di un’estensione antropica che, laddove possibile, prende in consegna quello che può, esponendosi alle conseguenze dirette delle proprie scelte.
CONSUMO SUOLO, AUMENTO INESORABILE
Né la Basilicata né il resto del territorio italiano si è sottratto, negli anni, alla problematica del consumo di suolo. Anzi, nel tempo l’aumento delle superfici coperte è stato pressoché costante, con variazioni al rialzo che hanno portato anche i territori meno densamente abitati a fare i conti con statistiche tutt’altro che rosee, specie quando le previsioni meteorologiche annunciano piogge abbondanti. Il suolo lucano, anche se nelle ultime settimane alle prese con la carenza di precipitazioni, non sfugge ai rischi legati alla saturazione del territorio, specie per quel che riguarda il deflusso delle acque.
IL RAPPORTO ISPRA
Nell’ultimo anno, secondo quanto appurato dal rapporto Ispra (Report Europe’s Environment 2025), presentato a Roma il 28 ottobre scorso, la Basilicata ha consumato 113 ettari del proprio suolo, ossia lo 0,31% in più e con un 3,21% (quindi oltre 32 mila, 321 chilometri quadri) già completamente sottratto. Dato che, sulla scala nazionale, si piazza a fondo classifica ma che, se rapportato alla complessità del territorio regionale, assume (pur restando fra i più bassi in Italia) ben altre proporzioni. Anche perché accompagnato da un dislivello piuttosto evidente per quanto concerne il suolo ripristinato, corrispondente ad appena 22 ettari.
CONSUMO SUOLO IN BASILICATA, POTENZA E MATERA A CONFRONTO
Il quadro risulta quindi comune al resto del Paese, pure restando, la Basilicata, fra le regioni meno soggette a forti picchi nella scala di monitoraggio pluriennale. Il consumo di suolo, infatti, è stato pressoché regolare a partire dal 2006, subendo un’accelerazione di fatto mai più frenata dal 2012 in avanti. Complessivamente, è il territorio della provincia di Potenza a registrare i numeri più elevati: ben 22.661 ettari dei 32.101 consumati, corrisponde all’area del Potentino, che ne ha rosicchiato un ulteriore 3,46%. Un dato decisamente più contenuto per quel che riguarda il Materano, alle prese con 9.440 ettari consumati al 2024 (+2,47%), tuttavia con percentuali non dissimili. A pesare, infatti, non è tanto il territorio provinciale, quanto quello dei due capoluoghi. In quest’ottica è infatti Matera a indossare la maglia nera, segnando 2.209 ettari consumati fino allo scorso anno, contro i 1.869 di Potenza. Numeri che, nonostante tutto, cambiano ancora in termini percentuali: 5,68% di Matera contro il 10,74% di Potenza. A influire è chiaramente l’estensione territoriale che, pur premiando Matera, registra una densità abitativa maggiore nel capoluogo di Regione, variando perciò le percentuali “a favore” di quest’ultima.
LE CRITICITÀ
In ogni caso, in Basilicata come nel resto del Paese, il consumo di suolo costituisce una criticità. Prova ne sia che, negli ultimi mesi, è stato ripetuto l’allarme lanciato tanto sull’erosione costiera quanto sull’aumento della superficie esposta a frane, altra diretta conseguenza di un territorio sempre più fragile a fronte di un’antropizzazione elevata (al netto dell’emergenza demografica lucana). Proprio l’Ispra, non più tardi dell’estate scorsa, allertava sul rischio idrogeologico in Basilicata, aumentato del 2% tra il 2021 e il 2024.
CONSUMO SUOLO, L’ALLARME EROSIONE COSTIERA
Un dato preoccupante, considerando l’esposizione di un quinto della popolazione a potenziali smottamenti. Situazione che, il 5 novembre scorso, aveva portato l’associazione Ehpa Basilicata a puntare il dito contro la cementificazione selvaggia, chiedendo il rispetto dei principi di rigenerazione urbana prevista dalla legge regionale 25/09.
L’APPELLO DI EHPA BASILICATA CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA
L’obiettivo, mettere un argine ai rischi della speculazione edilizia, variabile che costituisce una sostanziale (e a conti fatti incontrollata) spallata alle percentuali di suolo consumato. In un contesto di fragilità in cui ogni numero fa la differenza.
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