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Qualità della vita in Basilicata. Le criticità lucane nelle classifiche del Sole 24 Ore dedicate a bambini, giovani e anziani. Matera tiene sui giovani, Potenza evita il crollo sugli over 65


La Basilicata continua a rincorrere il resto del Paese sul terreno della Qualità della Vita. La sesta edizione degli indici generazionali elaborati dal Sole 24 Ore restituisce infatti l’immagine di un territorio che fatica a garantire condizioni competitive per bambini, giovani e anziani, con Potenza e Matera collocate quasi sempre nella seconda metà della classifica nazionale.
Una terra uniforme con un territorio frammentato, che viaggia a velocità drammaticamente differenti. Le pagelle annuali restituiscono l’immagine speculare di una regione capace di balzi sorprendenti sul fronte dell’attrattività giovanile, ma contemporaneamente frenata da storici e pesanti deficit nei servizi essenziali, nell’assistenza medica e nel welfare di prossimità.

BASILICATA, QUALITÀ DELLA VITA, IL DATO CRITICO LEGATO ALL’INFANZIA

Il dato più critico riguarda l’area dell’infanzia. Nella graduatoria dedicata ai bambini tra 0 e 14 anni Potenza si piazza al 78esimo posto, mentre Matera scivola addirittura al 90esimo. Un distacco enorme rispetto alle province leader, dominate da Firenze, Milano e Aosta. Il risultato segnala una fragilità strutturale che investe servizi scolastici, opportunità educative, infrastrutture sociali e capacità di trattenere famiglie giovani sul territorio. La fotografia conferma un fenomeno noto da anni: il calo demografico lucano continua a incidere sulla tenuta dei servizi locali. Nei piccoli centri della regione, soprattutto nelle aree interne, la riduzione della popolazione infantile produce accorpamenti scolastici, impoverimento dell’offerta formativa e crescente difficoltà nell’accesso ai servizi di prossimità. Elementi che finiscono inevitabilmente per riflettersi negli indicatori nazionali.
Sul fronte dei giovani emergono invece differenze più marcate tra le due province.

IL DATO DI MATERA E POTENZA

Matera riesce a contenere il divario nazionale conquistando il 37esimo posto, mentre Potenza resta più indietro al 50esimo. In un Mezzogiorno che occupa quasi interamente la parte bassa della graduatoria, il risultato materano rappresenta uno dei pochi segnali relativamente positivi dell’intera Basilicata. A favorire Matera sarebbero alcuni indicatori legati alla vivibilità urbana e alla dimensione territoriale, mentre continuano a pesare le difficoltà occupazionali e il basso livello di istruzione universitaria. Non a caso, nella classifica nazionale relativa alla percentuale di laureati tra i 25 e i 39 anni, la provincia dei Sassi compare soltanto all’86esimo posto. Un dato che evidenzia quanto il tema della formazione qualificata continui a rappresentare una delle principali emergenze del Sud interno.

QUALITÀ DELLA VITA IN BASILICATA, GLI INDICATORI DEGLI OVER 65

Il quadro cambia nuovamente osservando gli indicatori dedicati agli over 65. In questo caso Potenza si colloca al 75esimo posto e Matera al 64esimo. Nessuna delle due province riesce però ad avvicinare le realtà del Nord-Est, dominate da Trieste, Trento e Milano. La graduatoria degli anziani misura soprattutto servizi sanitari, assistenza domiciliare, reti sociali, accessibilità urbana e aspettativa di vita. Temi particolarmente sensibili in Basilicata, dove l’invecchiamento della popolazione procede più rapidamente rispetto alla media nazionale. In molti comuni lucani gli over 65 rappresentano ormai una quota largamente prevalente dei residenti, mentre la riduzione dei giovani rende più fragile anche il sistema di assistenza familiare tradizionale.

IL DATO SUL BENESSERE

Nella classifica generale sul benessere generazionale Potenza si attesta al 73esimo posto e Matera al 75esimo, segno di un equilibrio sostanzialmente modesto su tutte le fasce d’età. Le due province restano quindi lontane non solo dalle eccellenze del Nord, ma anche da alcune realtà meridionali che negli ultimi anni hanno mostrato maggiore capacità di crescita. L’indagine del Sole 24 Ore introduce quest’anno anche nuovi parametri legati ai servizi di prossimità e alle reti relazionali. Elementi che diventano decisivi soprattutto nei territori caratterizzati da isolamento geografico e dispersione abitativa. Proprio qui emerge una delle principali contraddizioni lucane: qualità ambientale elevata e dimensione urbana sostenibile non bastano più a compensare carenze occupazionali, riduzione dei servizi e fuga dei giovani. Per la Basilicata, dunque, il tema non è soltanto scalare qualche posizione in classifica. La vera sfida riguarda la capacità di costruire territori in cui le diverse generazioni possano ancora immaginare un futuro stabile senza essere costrette a partire.

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