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Potenza, inchieste in Comune, rischi in giunta, aumentano anche le voci che chiedono un rimpasto complessivo: Il dilemma di Telesca, coi fari dei pm sull’urbanistica riparte la giostra per succedere al compianto assessore Torlo.


POTENZA- Potrebbe essere la giunta comunale la vittima indiretta delle inchieste  sul Comune. Da quella giornalistica sui lavori in una scuola affidati a una ditta di amici degli amici del sindaco, manco iscritta alla Camera di commercio per questo tipo di attività, a quella sulla “pergola fotovoltaica” realizzata sul palazzo della moglie del primo cittadino. E’ bastata la notizia dell’acquisizione di atti avviata dai carabinieri, infatti, per riaccendere i riflettori sulle deleghe all’Urbanistica riassunte dal sindaco Vincenzo Telesca cinque mesi orsono. Dopo la morte del compianto assessore Enrico Torlo.

Deleghe contese da diversi esponenti della  maggioranza consiliare, che il sindaco ha ritenuto di trattenere, almeno fino a oggi, per non compromettere gli equilibri della sua mega-coalizione. Nei prossimi giorni è destinata a farsi sempre maggiore la pressione sul primo cittadino perché nomini l’assessore mancante. Lasciando la guida degli uffici finiti nel mirino dei pm a qualcuno al di sopra di ogni sospetto. Lo scorso settembre, d’altronde, era stato proprio Torlo a cavare d’impaccio il sindaco, rispondendo in aula a un’interrogazione della minoranza sulla tettoia realizzata su “palazzo Telesca”. Proprio a ridosso del tempietto di San Gerardo.

IMBARAZZO SUGLI ATTI INCRIMINATI

Ove mai dovesse esserci una nuova interrogazione sul punto alla luce degli ultimi eventi, quindi, sarebbe difficile immaginare una situazione più inopportuna. Col primo cittadino chiamato a rispondere dell’operato degli uffici che hanno cestinato esposti e segnalazioni di vario tipo al riguardo. Incluse le considerazioni di alcuni tecnici, fatte proprie dalla minoranza, per cui l’impatto visivo di quei pannelli andrebbe ridotto al minimo “poggiandoli” sulle falde del tetto o sul piano di calpestio della terrazza.

I NOMI CHE CIRCOLANO PER LA DELEGA

Nelle ultime  settimane erano circolati anche diversi nomi per l’assessorato da assegnare. In primis quello del coordinatore regionale dei Verdi, Donato Lettieri, che all’inizio della consiliatura rinunciò  a favore di Torlo. Ma anche quello di Giampiero Iudicello,  ultimo consigliere  rimasto nel gruppo di Basilicata casa comune dopo la fuoriuscita della vicesindaca Federica D’Andrea e degli altri consiglieri vicini al patron del Potenza Calcio, Donato Macchia. Non sono passate inosservate, poi, alcune uscite pubbliche di un fedelissimo di Telesca come  Francesco Catapano, proprietario dei locali del comitato elettorale dell’allora candidato sindaco.

L’IPOTESI DEL RIMPASTO DI GIUNTA

Mentre in alternativa a Lettieri qualcuno ha ipotizzato che la scelta potesse ricadere su  Attilio Giuliani,  unico consigliere eletto nella lista che al primo turno aveva sostenuto la corsa a sindaco dell’attuale presidente del consiglio comunale Pierluigi Smaldone. Sebbene nel caso di una sua designazione verrebbe sostituito in consiglio da Luca Lorenzo, voce critica considerata tra le più vicine al dem Roberto Speranza. A suggerire un rinvio della decisione sarebbero state le richieste con cui sono stati accompagnati alcuni di questi nominativi. Richieste tendenti a un ripensamento complessivo dell’esecutivo cittadino. Per passare da una giunta dei prescelti del sindaco, a una giunta  di assessori indicati da forze politiche strutturate e autonomamente presenti in loro rappresentanza. Archiviando una volta per tutte la fase “civica”, dei  portatori di voti e di interessi vari, che vestono e svestono  casacche e simboli in base alle convenienze. 

ANTICIPARE IL CAMBIO PER GESTIRE LE INCHIESTE

Gli accordi raggiunti all’indomani della vittoria elettorale già prevedevano questo passaggio a una seconda fase a metà consiliatura. In ragione dei fatti più recenti e delle inchieste, quindi, si va facendo largo anche l’idea di anticipare i tempi di un annetto. Rinviando la nomina del successore di Torlo all’inizio del 2026, per inserirla in un rimpasto complessivo della giunta. Con l’obiettivo di utilizzare la mediazione dei partiti anche per gestire la delusione degli esclusi. A partire da quella di chi sarà costretto ad assistere al prosieguo della consiliatura da casa, avendo rinunciato al seggio in consiglio per accettare la chiamata in giunta.

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