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Caso del bimbo rimasto a digiuno a scuola per un disguido nel pagamento del pasto. L’associazione Famiglia Futura replica e rilancia: «Porre le scuse non è segno di debolezza ma di una presa di consapevolezza»
Il vero problema è che mancano le risposte. O almeno quelle che consentono alle famiglie di avere più chiarezza. Nella nota di risposta al Comune e alla scuola, sul caso del bambino rimasto a digiuno a scuola per un disguido nel pagamento del pasto, il vice presidente dell’associazione Famiglia Futura, Guido Galante, infatti torna sulla vicenda ma, al tempo stesso, chiede di avere informazioni sul “Progetto di vita” e sul bando per i “Centri estivi” e si dice disponibile all’avvio di tavoli tematici.
BIMBO LASCIATO A DIGIUNO, FAMIGLIA FUTURA CHIEDE SPIEGAZIONI
I passaggi della nota diffusa ieri, lunedì 18 maggio 2026, si soffermano, poi, su alcuni aspetti che il caso segnalato nei giorni scorsi dalla lettera di una madre, pubblicata dal Quotidiano, ha portato allo scoperto. Tacciata di strumentalizzazione dalla risposta del Comune, l’associazione chiede una presa di responsabilità e di coscienza e sottolinea ciò che accade ogni giorno «Nelle famiglie che quotidianamente operano tra mille difficoltà, con un dispendio fisico, emotivo e mentale senza pari, con responsabilità e attenzione a tutela dei propri figli, in una società sempre meno inclusiva, solidale e umana».
LA REPLICA DI FAMIGLIA FUTURA AL COMUNE
“Famiglia futura” specifica di essere stata “costretta” a replicare e aggiunge: «I due replicanti hanno sbadatamente dimenticato di rispondere delle loro palesi inadempienze. La prima da parte del Comune – si legge ancora – in quanto il sistema di ‘alert’, previsto dal regolamento pubblico, che doveva segnalare alla famiglia l’esaurimento del borsellino elettronico già tre giorni prima, ed in seconda battuta il primo giorno di morosità, non ha funzionato, poiché i genitori non hanno ricevuto alcun avviso né via Sms né via mail. La seconda da parte dell’istituzione scolastica (tralasciando l’aspetto prettamente umano, educativo e formativo) che ha negato il pasto al bambino, in quanto, come appunto da regolamento comunale, proprio per sopperire a questa eventuale disfunzione del sistema elettronico, è prevista comunque la somministrazione del pranzo all’alunno nel caso di primo giorno di mancato pagamento.
BIMBO LASCIATO A DIGIUNO, «”PRASI COMUNE”, AGGRAVANTE, NON ATTENUANTE»
«Il fatto poi che quanto accaduto sia ‘prassi comune’, rappresenta a nostro avviso – proseguono – una aggravante, e non certo una attenuante». Grave è soprattutto l’aspetto umano del caso: «La discriminazione è infatti insita nel negare un pasto ad un bambino, che sia con o senza disabilità, per meri motivi economici (peraltro legati ad importi irrisori) – prosegue la nota – Nessuno ha denunciato ‘brutalità’, non è necessario essere brutali per umiliare, discriminare, ferire un bambino.
Bastano poche semplici parole: ‘Tu non puoi mangiare’ mentre i compagni sì».
IL SUGGERIMENTO AL SINDACO
Infine un suggerimento al sindaco: «Ricordiamo al Primo Cittadino che denunciare una falla del sistema – aggiunge Famiglia Futura – non equivale ad un attacco personale e politico, e soprattutto che, in date circostanze, porre le dovute scuse non è segno di debolezza, ma di auspicabile presa di consapevolezza, che errare è umano e che dagli errori si può e si deve migliorare».
In sintesi, resta da sottolineare quanto a sostegno del minore e della sua famiglia, non una voce finora si sia alzata da nessuna parte, a cominciare dalla comunità materana, per richiamare diritti e doveri ma soprattutto il buonsenso che in questa vicenda avrebbe consentito di evitare botta e risposta tra le parti in causa.
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