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La Zes Cultura di Matera, il progetto della “Fabbrica giardino” a La Martella da oltre 38 milioni di euro si arresta. Soppressa la struttura di missione, tutto passa a un costituendo Dipartimento per il Sud. Intanto il tempo passa e la burocrazia rallenta tutto.


MATERA- Frenata per la Zes Cultura deca pitata ad oggi del suo punto di riferimento cioè la struttura di missione che aveva definito la copertura finanziaria dell’intervento per la città di Matera.  I rapporti di questa struttura passano ad un neonato dipartimento per il Sud ma finchè il passaggio burocraticamente non si completa la procedura e l’attivazione del progetto rimane sospesa. Una partenza  rallentata dunque da inquietanti segnali di novità destinati a modificare il governo della Zes unica.  Oggi quindi si impone la conferma delle risorse finanziarie per garantire l’attuazione dell’insediamento industriale sia per le ricadute economiche ed occupazionali sia per la sua specificità.

LA RIORGANIZZAZIONE BUROCRATICA

Di fatto in un recente decreto legge convertito in legge nell’ottobre scorso è stata definita l’istituzione presso la presidenza del Consiglio di un “dipartimento per il Sud” che deve essere disciplinato “con decreto del presidente del Consiglio dei ministri. 

Entro trenta giorni poi da questo decreto si adotterà il decreto di organizzazione interna ed è soppressa la struttura di missione Zes”. In sostanza in attesa che il dipartimento per il Sud vada a regime e subentri alla struttura di missione della Zes il percorso della Zes cultura non può procedere perchè manca di fatto ad oggi del suo interlocutore principale. Una frenata che certamente non fa piacere ma che, se non ci saranno cambi di indirizzo o ripensamenti del nuovo dipartimento, non dovrebbe avere conseguenze dirette sul progetto stesso. Almeno questa è la convinzione e l’auspicio portato avanti anche recentemente. Ma certo la novità preoccupa e pone più di un interrogativo anche perchè era di oltre 38 milioni di euro la cifra che era stata garantita dalla struttura di missione della Zes per portare avanti il progetto della fabbrica giardino e della Zes cultura a Matera.

 L’autorizzazione unica del progetto materano era arrivata dalla struttura di missione Zes il 3 luglio scorso e al suo interno si poneva il termine di un anno per l’inizio dei lavori stessi del progetto cioè luglio del 2026 e l’ultimazione dei lavori era stabilita all’interno della stessa autorizzazione nei tre anni successivi all’inizio dei lavori.

OBIETTIVO: LA FABBRICA-GIARDINO

 Il progetto, richiamando Olivetti, prevede spazi aziendali calmierati in un parco urbano di 16 ettari. Spazi che siano non esuberanti ma “ad altezza di albero” ed esprimano architettura di qualità e funzionalità. Un percorso definito ed una copertura economica acquisita che ora quantomeno subiscono una frenata perchè l’interlocutore cambia. Una novità che può essere di fatto un freno importante rispetto all’obiettivo di avanzamento del progetto che sembrava essere già entrato in una fase operativa e che invece ora dovrà attendere quantomeno conferme. Non c’è più la struttura di missione Zes ma questa rientra all’interno del dipartimento per il Sud in un percorso ancora tutto da ridefinire.

LE RAGIONI DEL PROGETTO (DE RUGGIERI)

«La reputazione nazionale ed internazionale della città di Matera, capitale europea della cultura 2019 si è nutrita della scelta di aver dato valore economico alla cultura. E’ stata quindi logica la proposta di insediare fabbriche della conoscenza riconoscendo nella produzione culturale il ruolo distintivo della città e ritenendo l’armatura culturale del territorio matrice di identità e strumento di sviluppo e lavoro» spiega al “Quotidiano” l’avvocato Raffaello De Ruggieri che ha portato avanti il progetto e lo ha anche recentemente presentato in un’audizione in commissione regionale.

«Matera ha tradotto in progetto la coerenza di tale scelta senza paura di partire dal Sud in quanto convinta che il mezzogiorno debba rivendicare ciò che serve e non già ciò che manca. Ed oggi ciò che serve sono spazi di produzione capaci di esprimere lavoro e occupazione. Non è una aspirazione ma una esigenza morale per contenere la dilagante migrazione delle energie giovanili e professionali che sta disertificando i territori meridionali.

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Matera non può essere solo attraente, ma deve ospitare nuovi fermenti imprenditoriali delle filiere della tecnologia avanzata.  È questa la finalità del progetto industriale “Zes della Cultura di Matera: la fabbrica-giardino di La Martella, con il motto “pensare per fare”. La programmata ZES della Cultura è chiamata a questa missione: insediare imprese manifatturiere culturali, creative e del Made in Italy, capaci di creatività innovativa e occupazione “buona”» conclude De Ruggieri.

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