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Alcune malate oncologiche durante la recente conferenza stampa a Matera

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Raccolta firme a Matera per una petizione contro la chiusura di senologia. Le malate oncologiche lo avevano annunciato contro lo spostamento delle operazioni. La consigliera Verri: «La politica eserciti il proprio ruolo con soluzioni percorribili


Nel pomeriggio di ieri, giovedì 12 marzo 2026, le firme sfioravano quota 2000. L’impegno delle malate oncologiche di Matera contro la chiusura della chirurgia senologica al Madonna delle Grazie, è sbarcato sulla piattaforma “Change.org” dove le adesioni sono aumentate velocemente lasciando prevedere un numero ancora più alto con il passare del tempo.

CHIUSURA SENOLOGIA A MATERA, LA PETIZIONE RACCOGLIE OLTRE DUEMILA FIRME


La loro è una voce che si è già alzata qualche giorno fa con una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione e ai vertici sanitari affinchè le operazioni per carcinoma mammario, effettuate finora nell’ospedale Materano, non siano trasferite a Potenza e al Crob di Rionero, come invece previsto da una delibera regionale di novembre scorso.

LE RASSICURAZIONI CHE NON RASSICURANO


Le rassicurazioni della Asm, che poche ore dopo la conferenza stampa del gruppo di decine di donne operate aveva convocato un incontro con la stampa, non hanno rassicurato ma sono sembrate piuttosto un soluzione-tampone che non considera i disagi delle malate e delle loro famiglie nell’eventualità di un trasferimento in altra sede per la fase più difficile dalla malattia, l’operazione.

SENOLOGIA A MATERA, L’INTERVENTO DELLA CONSIGLIERA M5S VERRI


Sulla vicenda è intervenuta con una nota anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Viviana Verri che ha scritto: «Quando si parla di sanità inevitabilmente si fanno i conti con numeri, standard e riferimenti normativi che orientano le scelte. Ma quando questi parametri vengono applicati a realtà come quella lucana, il rischio è che si traducano in tagli ai servizi essenziali.
Secondo alcuni standard fissati dal Decreto ministeriale 70/2015, non vi sarebbero i volumi necessari per proseguire l’attività chirurgica. In un’ottica di razionalizzazione il problema potrebbe apparire risolto – precisa ancora – Ma, nella realtà, questa decisione pesa fortemente sulla vita delle pazienti oncologiche del Materano, costrette ad affrontare costi e disagi legati agli spostamenti verso Potenza e Rionero, oltre alla rottura di un rapporto di cura costruito nel tempo con l’équipe multidisciplinare che le ha seguite fino ad oggi».

«SI PERDE UN SERVIZIO DI GRANDE VALORE»

«Non sono mancate le rassicurazioni da parte dell’Asm sul coinvolgimento del presidio ospedaliero materano nel percorso terapeutico delle pazienti, anche attraverso la partecipazione attiva del chirurgo senologo di Matera. Resta però un dato di fondo: l’ospedale Madonna delle Grazie perde un servizio di grande valore.

Tutto questo – sottolinea ancora l’esponente del Movimento 5 Stelle – accade mentre nelle commissioni regionali approda il Piano sanitario, nel quale si ragiona per grandi obiettivi e formule ricorrenti come prevenzione, equità, eccellenze, innovazione, telemedicina, lavoro di équipe e cabina di regia.
Ma il modo in cui questi principi dovrebbero tradursi in un assetto realmente efficiente dei servizi sul territorio resta ancora poco chiaro. Molto è demandato ad atti delle aziende sanitarie e ospedaliere, rispetto ai quali cittadini e rappresentanti istituzionali rischiano troppo spesso di restare semplici spettatori.

IL CASO DELLA CHIUSURA DI SENOLOGIA A MATERA

Vicende come quella della senologia a Matera misurano invece tutta la distanza che ancora separa gli obiettivi dalla loro attuazione, i principi dalla realtà concreta in cui devono trovare applicazione.
Ed è proprio nel colmare questa distanza che si gioca la sfida di una sanità davvero efficiente, capace di non costringere migliaia di lucani a curarsi altrove o, peggio, a rinunciare alle cure.

Sul tema della senologia a Matera – aggiunge, lanciando un appello – serve ora che la politica torni a esercitare fino in fondo il proprio ruolo, individuando soluzioni percorribili.
Anche da esponenti della maggioranza sono arrivati richiami alla necessità di costruire intese tra le strutture sanitarie per evitare il totale smantellamento del servizio a Matera.
Se la politica ha ancora voce nelle scelte che incidono direttamente sull’offerta sanitaria e sulla vita dei pazienti, questo è il momento di farla sentire».

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