Il presidio degli operai Ferrosud all’alba di ieri

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Gli operai sono scesi dal tetto ma continuano con i presidi in azienda e al tribunale. L’assessore Cupparo ha convocato i sindacati per lunedì in vista del Mise


MATERA – Sono scesi dal tetto del capannone, i dieci operai della Ferrosud che per quattro giorni hanno tenuto questo estremo presidio di protesta, contro la decisione dell’azienda di accedere a un nuovo Concordato, questa volta “ in bianco”, quindi con maggiori rischi per i lavoratori.
La decisione è maturata nella mattinata di ieri, dopo la convocazione formalizzata dall’assessore regionale, Francesco Cupparo, di un incontro a Potenza per lunedì prossimo.
Un timido passo avanti istituzionale, nella vertenza che si è particolarmente inasprita nell’ultima settimana. I lavoratori restano comunque in sciopero permanente, tenendo attivo sia il presidio in azienda che quello presso il tribunale, dove mercoledì prossimo i legali dei sindacati saranno ricevuti dal presidente Pica, per discutere sui nodi giuridici della nuova richiesta di Concordato.
La prossima tappa, dopo la Regione, sarà il 12 dicembre al tribunale di Arezzo, che dovrà decidere sulla proprietà dell’azienda tra l’attuale Gruppo Malena e la precedente “Cometi”. Quindi, il 13 dicembre l’incontro già fissato al ministero dello Sviluppo economico.
Cupparo sottolinea, in una nota, «la responsabilità dimostrata da lavoratori e sindacati nel sospendere la forma di protesta estrema attuata. In questa delicatissima fase della vertenza –prosegue Cupparo– è necessario mantenere nervi saldi ed attrezzarsi nel modo migliore per reggere la trattativa al Mise, che resta l’interlocutore istituzionale privilegiato per individuare modalità, forme e strumenti di soluzione.
Per questo, ritengo che vada isolato, da parte di lavoratori e sindacati, ogni tentativo di strumentalizzare la legittima esasperazione a fini politici e per dividere i soggetti in campo – Regione, lavoratori ed organizzazioni sindacali – che solo se uniti in un’unica e condivisa strategia saranno in grado di raggiungere i risultati da tutti auspicati. Sul mio impegno diretto credo, come sanno bene in primo luogo i lavoratori, di non aver nulla da dimostrare. Tra i primi impegni istituzionali a seguito della nomina ad assessore il 27 maggio scorso ho fatto visita allo stabilimento di Matera ed incontrato lavoratori, sindacati e rappresentanze imprenditoriali, in modo da approfondire, attraverso una verifica sul campo, i problemi che riguardano l’importante realtà produttiva, con i conseguenti risvolti sull’occupazione che dovranno avere al contempo anche riflessi sul miglioramento dei servizi ferroviari della regione.
Sono numerose le sollecitazioni che insieme al Presidente Bardi –ultima quella del 25 ottobre scorso– abbiamo fatto pervenire al Mise, per ottenere l’incontro finalmente messo in calendario per il 13 dicembre prossimo, evitando che si ripeta quanto accaduto in precedenza con l’assenza della proprietà. Inoltre, gli incontri in Prefettura a Matera, grazie alla preziosa mediazione del prefetto Martino Demetrio, sono stati ulteriori passaggi di impegno istituzionale. Per la Giunta regionale –continua l’assessore– il punto fermo è un Piano industriale di rilancio della Ferrosud di Matera facendo in modo che lo stabilimento di Matera-Jesce produca in loco, salvaguardando i posti di lavoro e quindi bloccando, definitivamente, ogni ipotesi di trasferimento dei lavoratori in altre fabbriche del settore. Ho, quindi, salutato come elemento positivo la firma da parte del Consorzio industriale di Matera per l’atto di comodato d’uso del binario Jesce Casal Sabatini per aprire una partnership con Rete ferrovie italiana e permettere così un efficientamento logistico e di competitività aziendale che resta un primo passo importante, perché la Ferrosud di Matera deve tornare a rappresentare un presidio produttivo di riferimento nazionale nel settore produttivo di carri e materiali rotabile ferroviario. 
Non possiamo accontentarci di soluzioni tampone, magari con qualche commessa in più per poi tornare al punto di partenza. Strettamente intrecciato al futuro dello stabilimento c’è il temadell’adeguamento ed ammodernamento delle infrastrutture del trasporto pubblico locale ed interregionale. Su questo – dice l’assessore – il Governo deve dare segnali chiari ed inequivocabili perché i piani di ammodernamento di Rfi-Trenitalia e delle Fal tengano conto delle esigenze di mobilità delle nostre comunità e prevedano commesse a Matera e nell’altro stabilimento lucano di Tito».

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