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Debiti fuori bilancio nel comune di Matera, lunga agonia. Vera mannaia per il Comune che negli ultimi 6 anni ha riconosciuto milioni. Dal ponte al Peep di via Gravina, decine di sentenze e cifre che si sono moltiplicate.


La mannaia dei debiti fuori bilancio si abbatte periodicamente ma sempre più pesantemente sui conti del Comune di Matera. E come un pugile che subisce colpi sempre più pesanti, la preoccupazione che si possa andare al tappeto diventa sempre più forte. Eppure nel tempo le situazioni che si vanno a raccontare sono molto simili tra di loro. Situazioni che hanno portato nel recente passato a debiti da un milione di euro per il ponte di via Gravina dove il Comune attendeva un rimborso che invece non è arrivato per il superamento dei termini di prescrizione nella richiesta di risarcimento. Ma altri 2,5 milioni sono stati pagati dalla precedente Amministrazione per il Peep di via Gravina con una somma ridotta a circa il 60 per cento della previsione iniziale e ad una dilazione di tre anni.

Centinaia i debiti fuori bilancio maturati e riconosciuti negli ultimi anni. Addirittura una richiesta di commissione di inchiesta era arrivata in passato dall’ex assessore al bilancio Quintano anche con riferimento a quanto avvenuto per il ponte di via Gravina ma alla gestione del settore  più in generale. L’ultima analisi chiara dei numeri del 2020 ottenuta dai revisori dei conti parlava di oltre 200 procedimenti e un rischio potenziale di oltre 44 milioni di euro.

DEBITI FUORI BILANCIO AL COMUNE DI MATERA: LA SITUAZIONE FINANZIARIA ATTUALE E LE DIRETTIVE PER I DIRIGENTI

Oggi non abbiamo un dato aggiornato ma il sindaco ci dice che la situazione “non è rosea”, c’è un debito che risale al 2005 da 2,5 milioni di euro e interessi per circa 2,2 milioni di euro che si aggiungono. In più un fondo di accantonamento contenzioso che nei tre anni fino al 2028 supera i 12,5 milioni di euro. Tutti dati che non inducono ad alcun ottimismo e che richiedono la necessità di riflettere su una situazione che rischia, prima o poi e senza accorgimenti preventivi, di mettere ko come un gancio ben assestato il Comune di Matera senza consentirgli di rialzarsi dal ring.

Tra le tappe più significative dell’escalation delle ultime ore che porterà all’utilizzo esclusivo dell’avanzo di amministrazione (oltre 6,5 milioni di euro) per fronteggiare i debiti verso il demanio maturati e gli accantonamenti necessari in previsione future va ricordato molto più recentemente che solo il 1 dicembre scorso il Consiglio comunale riconosceva un debito per bollette non pagate  che si è moltiplicato fino a raggiungere i 317 mila euro complessivi. «Ho ritenuto opportuno emanare una direttiva per tutti i dirigenti del Comune» aveva  spiegato all’epoca Virginia Terranova segretario generale dell’ente che da poco si era insediata, «perché ho verificato che non c’era un’attenzione particolare per il riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio o meglio c’era un rimbalzo di responsabilità abbastanza preoccupante per tutta l’Amministrazione.

LE CONTESTAZIONI SUI COSTI E LE PROPOSTE DELLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE

Il singolo dirigente competente per l’istruttoria perché quel debito rientrava nel proprio settore terminata l’istruttoria e notificato il titolo esecutivo non procedeva a redazione e sottomissione al Consiglio comunale del riconoscimento della legittimità del debito. Subito dopo l’inoltro della direttiva sono pervenuti una serie importante di proposte di debito fuori bilancio a cominciare da quella con Banca Farmafactoring».Il debito faceva riferimento ad una serie di bollette di luce e gas non pagate in atti passati ma sulla cui entità non c’è stata mai una vera condivisione e si è proceduto ad una serie di controversie ed è un altro caso esemplificativo che ha richiesto non pochi interventi anche in Consiglio comunale perchè la cifra tra l’entità reale del debito e quanto si è moltiplicato in termini di interessi moratori è elemento significativo sia pure in misura diversa rispetto a quanto sta avvenendo oggi con il demanio.

In un’intervista al “Quotidiano” di maggio 2022 l’ex assessore al bilancio Eustachio Quintano spiegava: «Oggi forse sulla questione debiti fuori bilancio il Comune dovrebbe aprire una commissione d’inchiesta per capire cosa è successo e perché. Ma forse oggi l’unica interessato a muoversi su queste questioni sia la Corte dei Conti». «Abbiamo verificato una serie di fragilità e affidato le cause più importanti all’esterno da quella sulle tariffe della Tari a quella post rescissione della scuola Bramante, a quella per il ricorso in Cassazione Tamburrino. Abbiamo anche inserito due persone dell’avvocatura per avviare il recupero crediti» continuava ancora Quintano.

MATERA, DEBITI FUORI BILANCIO: L’IMPATTO DEL CONTENZIOSO SUL FUTURO ECONOMICODEL COMUNE

La situazione in numeri assoluti di debiti fuori bilancio, in numeri di procedimenti aperti e in numeri di debito potenziale non pare essere cambiata nè tantomeno migliorata. La questione contenzioso rimane la vera spada di Damocle che da diversi decenni finisce per penalizzare le scelte del Comune di Matera o comunque condizionarle fortemente come è avvenuto anche questa volta con il debito con il demanio. Rimangono poi le domande senza risposta ma che hanno necessità di averla e cioè sul come sia possibile che maturino debiti che non vengono immediatamente portati a pagamento nel momento in cui maturano vedendo così l’ammontare sostanzialmente moltiplicato nel tempo anche oltre quelli che sono i classici ritardi dovuti all’andamento giudiziario regolare. 

Di certo negli ultimi 5-6 anni il Comune di Matera si è trovato a pagare debiti per oltre dieci milioni di euro complessivi, si è trovata a non riuscire ad incassare risorse che ha dovuto cacciare a proprie spese, ha subito sotto il profilo economico danni ingenti che finora sono stati sopportati ma che non potranno esserlo ancora a lungo anche nel futuro. L’andamento di cui si parla è quello che si vede chiaramente nei titoli, negli articoli, nelle tante parole spese da ex sindaci ed ex assessori. Oggi è il tempo di vedere se e come intervenire per riuscire a limitare i danni e a renderli quantomeno sostenibili. Altrimenti la gestione oculata che è un vanto degli anni per gli amministratori cittadini verrà nel tempo annullata dai debiti. 

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