INDICE DEI CONTENUTI
- 1 Vito Leccese, lei ha partecipato alla cerimonia di apertura di Matera 2026, il 20 marzo scorso. Ci sono margini di collaborazione fra Bari e Matera? Se ne è già parlato in qualche modo?
- 2 Bari ha ospitato due incontri storici con Papa Francesco, il primo nel 2018 con le chiese ortodosse, cattoliche e orientali, il secondo nel 2020 sul Mediterraneo e le frontiere di pace. Per Matera dialogo sarà la parola chiave nel corso del 2026, alla luce della realtà che ci circonda, quanto può intervenire questo tema nell’attività delle amministrazioni locali?
- 3 Lei è un’attivista della prima ora, sin da quando aveva 20 anni. Oggi proprio questo impegno è un tema altrettanto delicato (in queste ore proprio un pugliese, il molfettese Domenico Centrone, che era a bordo della Flotilla è ancora detenuto in Libia). Lei ritiene che questo strumento sia ancora efficace come accadeva quando lei era più giovane?
- 4 Tra gli aspetti che uniscono Matera e Bari c’è il turismo. Ci sono secondo lei le condizioni perché nasca un lavoro comune attraverso le due aree territoriali?
- 5 In tema di Capitali, anche il cinema unisce i due territori e Bari si può definire la Capitale del cinema anche grazie a realtà come il Bif&st e con le altre attività che promuove in questo senso. Anche in questo caso, possono esserci linee comuni su cui lavorare insieme anche alla luce del ruolo che Matera riveste nel cinema?
Il sindaco di Bari, Vito Leccese, guarda a Matera 2026: collaborazione su infrastrutture, turismo, cinema e politiche del dialogo. Focus su Mediterraneo, diritti e cooperazione tra Puglia e Basilicata. «Puglia e Basilicata dovrebbero collaborare anche in altri campi, non solo per l’acqua»
La politica gli è entrata dentro già a 20 anni quando, giovane attivista, aveva cominciato a capire che l’impegno diretto è soprattutto presenza attiva, concreta, operativa. L’esperienza di Vito Leccese comincia con i Verdi, poi con la presidenza di Legambiente e per la prima volta nella storia politica barese, l’ingresso in giunta con il sindaco Dalfino proprio negli anni in cui la storia della città cambierà per sempre con l’ingresso nel porto di Bari della nave “Vlora” con il carico umano di albanesi in fuga, nel 1991. Tante le battaglie sui fronti civili e oggi alla guida di Bari, quelle esperienze portano sulla stessa strada dell’attualità. Dal capoluogo pugliese a Matera, la strada è breve da molti punti di vista. Ecco come lo spiega.
Vito Leccese, lei ha partecipato alla cerimonia di apertura di Matera 2026, il 20 marzo scorso. Ci sono margini di collaborazione fra Bari e Matera? Se ne è già parlato in qualche modo?
I rapporti di collaborazione in particolare con il sindaco Nicoletti ci sono sempre, a prescindere dagli eventi e dall’anno che sta vivendo Matera che porta avanti politiche importanti nel Mediterraneo e sullo scenario internazionale. Stiamo lavorando, alla luce di un protocollo d’intesa già esistente, sul rafforzamento delle reti trasportistiche e materiali. Sono certo che nella seconda metà del 2026, sotto il profilo della cooperazione culturale, riusciremo a realizzare qualche evento a Matera e a Bari al teatro Petruzzelli».
Bari ha ospitato due incontri storici con Papa Francesco, il primo nel 2018 con le chiese ortodosse, cattoliche e orientali, il secondo nel 2020 sul Mediterraneo e le frontiere di pace. Per Matera dialogo sarà la parola chiave nel corso del 2026, alla luce della realtà che ci circonda, quanto può intervenire questo tema nell’attività delle amministrazioni locali?
«È fondamentale non solo per le istituzioni ma anche all’interno delle comunità. Il contesto geopolitico, purtroppo, non lo favorisce ma dà spazio alle prove di forza. Bari è sempre stata una città di grande apertura al dialogo e all’ospitalità, anche per patrimonio genetico essendo la città di San Nicola il Santo più venerato al mondo, il Santo dalla pelle scura, il Santo che viene dall’Oriente e lo fa dialogare con l’Occidente. Come disse Papa Francesco nel 2020 ‘Bari è capitale dell’unità della Chiesa’ per il ruolo che svolge nell’ecumenismo religioso. Le condizioni internazionali non favoriscono il dialogo; tocca a noi incrementare questo strumento grazie al quale si ha conoscenza e si abbattono i pregiudizi».
Lei è un’attivista della prima ora, sin da quando aveva 20 anni. Oggi proprio questo impegno è un tema altrettanto delicato (in queste ore proprio un pugliese, il molfettese Domenico Centrone, che era a bordo della Flotilla è ancora detenuto in Libia). Lei ritiene che questo strumento sia ancora efficace come accadeva quando lei era più giovane?
«Bisogna andare anche oltre l’impegno all’interno delle istituzioni, essere militanti quotidianamente a favore dei diritti. Credo che quello che sta facendo la Global Sumud Flotilla non è solo attivismo che richiama le nostre coscienze e quelle dei governanti, ma è un impegno importantissimo a favore della pace, della centralità del dialogo e della solidarietà. E’ una missione che viene svolta nel mare Mediterraneo che per i latini era il ‘Mare nostrum’ che univa terre, popoli e sponde. Oggi invece è diventato scenario di guerra e cimitero per tanti migranti».
Tra gli aspetti che uniscono Matera e Bari c’è il turismo. Ci sono secondo lei le condizioni perché nasca un lavoro comune attraverso le due aree territoriali?
«Se Bari è esplosa sul piano turistico è anche perché Matera è stata Capitale europea della Cultura nel 2019. Bari ha rappresentato l’hub dei collegamenti per i tantissimi visitatori di Matera in quella occasione; ha avuto un effetto trainante per far conoscere e scoprire le bellezze della nostra città; la cooperazione territoriale e istituzionale sono fondamentali perché credo non ci siano gerarchie o campanili che tengano rispetto alla solidarietà fra territori e comunità».
In tema di Capitali, anche il cinema unisce i due territori e Bari si può definire la Capitale del cinema anche grazie a realtà come il Bif&st e con le altre attività che promuove in questo senso. Anche in questo caso, possono esserci linee comuni su cui lavorare insieme anche alla luce del ruolo che Matera riveste nel cinema?
«Penso che ci siano comuni identità territoriali. Matera è vicinissima a Bari e questo, oltre al confine di una regione che non è la Puglia, questi collegamenti che riguardano l’infrastrutturazione sociale possano passare anche dal cinema. Bari si è riscoperta attrattiva anche per le grandi produzioni e questo è molto importante. Si potrebbero attivare collaborazioni molto più stringenti. Le due Regioni dovrebbero collaborare molto di più in altri campi che non siano quelli tradizionali, legati all’acqua. Il legame forte che c’è fra Puglia e Basilicata riguarda soprattutto il ciclo idrico ma credo si debbano percorrere anche altre strade. Se si cresce bene si cresce tutti insieme, se c’è solidarietà fra territori, il futuro è garantito».
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