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Due ex senatori presentano una proposta di referendum sul passaggio di Matera dalla Basilicata alla vicina Puglia
Si riapre la discussione sull’approdo di Matera nella vicina Regione Puglia. A sollevare nuovamente la questione che ha animato in passato le iniziative dei materani sono gli ex senatori Di Maggio e Danzi che annunciano per oggi, giovedì 10 ottobre, la presentazione della «richiesta di indizione del Referendum per decidere sul passaggio della città dalla Basilicata alla Puglia».
«La proposta con il quesito da sottoporre agli aventi diritto al voto, sarà consegnata corredata da oltre 50 firme come prevede la normativa. Il Consiglio comunale dovrà entro 15 giorni pronunciarsi sull’ammissibilità per materia e sulla formulazione del quesito che dev’essere breve e comprensibile. Nei successivi 15 giorni la decisione dev’essere comunicata ai proponenti che avranno a quel punto 60 giorni di tempo per raccogliere le firme necessarie che saranno validate sempre dalla Segreteria comunale nei successivi 30 giorni. Il Referendum è indetto nei 120 giorni successivi alla presentazione delle firme».
«Con questo passaggio – spiegano Danzi e Di Maggio – avviamo formalmente l’iter per consentire ai cittadini materani di esprimersi sulla permanenza della città in Basilicata o sul suo passaggio in Puglia. Crediamo si tratti di una consultazione necessaria visto il momento storico che sta vivendo Matera che potrebbe determinare un effetto domino nella decomposizione di un sistema regionale che sta mostrando tutti i suoi limiti».
In realtà l’articolo 58 dello statuto comunale prevede la possibilità di chiedere un referendum dalla maggioranza dei consiglieri o per iniziative popolare ma su materie di competenza comunali.
Come si articola il referendum per il passaggio di Matera in Puglia?
«Su proposta della maggioranza assoluta dei Consiglieri comunali il Sindaco indice un referendum consultivo fra i cittadini tratti nelle liste elettorali per pronunciarsi in questioni interessanti l’intera comunità locale e in materia di esclusiva competenza comunale; oltre che ad iniziative degli organi comunali il referendum consultivo può essere promosso ad iniziativa popolare, quale consultazione inerente le scelte dell’Amministrazione in relazione a indirizzi e decisioni che riguardano la vita della città ed il suo sviluppo, anche già oggetto di specifici provvedimenti in merito dell’Amministrazione. La proposta di referendum è articolata in unica domanda formulata in modo breve, chiaro, tale da lasciare obiettiva libertà di opzione. Sulla sua ammissibilità, si esprime entro 30 giorni la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari con parere motivato».
“Difficile immaginare” che la questione spostamento in Puglia possa essere “di esclusiva competenza comunale”, di certo però la richiesta avanzata dai due ex senatori riapre una discussione che già era stata fatta più volte in passato anche con una raccolta di migliaia di firme su iniziativa di Matera Si Muove per avviare un percorso di trasferimento verso la Puglia che però risulta essere evidentemente molto complesso sotto il profilo delle procedure e dei vincoli normativi per poter essere realizzato e la cui ultima parola in merito tocca al Governo nazionale.
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Politici deliranti a spese nostre…Pensate al tratto ferroviario Ferrandina -Matera, nonché al collegamento stradale antiquato e pericoloso sempre Ferrandina-Matera e dare un aeroporto alla Lucania investendo sulla pista Mattei di Pisticci…
Diventa una enclave in terra lucana,se non vi sentite lucani possiamo fare a meno dei Sassi ,abbiamo di meglio…il Vulture,i castelli federiciani le dolomiti lucane,i boschi del Pollino e mi fermo.Buon viaggio ai materani in Puglia
La Puglia è infinita bellezza dí patrimonio
Non si tratta di non sentirsi lucani, ma della buona amministrazione. Le strade e i servizi da Matera alla Puglia sono enormemente meglio gestiti che da Matera al resto della Basilicata. Sembra che Bari abbia più interesse a far crescere Matera, la Regione Basilicata invece sembra si interessi ad altri territori. Non è assolutamente vero che la Basilicata può far benissimo a meno dei sassi di Matera, infatti grazie a Matera tutta la Basilicata ha avuto benefici per la capitale europea della cultura, smettiamola di dire baggianate. Un luogo unico e attrattivo va accompagnato nella sua crescita e non ostacolato, attualmente mi sento di dire che Matera si è portata dietro una zavorra e la politica e le istituzioni devono rendersene conto.
Non credo che Matera andrà mai in Puglia, se dovesse accadere potrebbe avere un ruolo da protagonista e spero che Melfi o Policoro saranno all’altezza.