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Il leader del Carroccio Matteo Salvini con il senatore salentino Roberto Marti, che ha preso il posto di Marzio Liuni

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POTENZA – Un pacchetto di proposte per imprimere una svolta leghista alla macchina della Regione, a partire da un rinnovato rapporto col territorio e i suoi 131 comuni.
E’ questo l’obiettivo del nuovo commissario regionale della Lega Basilicata, il senatore salentino Roberto Marti, che giovedì sera a Matera, davanti al vicesegretario federale Andrea Crippa, ha raccolto il testimone dal deputato novarese Marzio Liuni.
Senatore, meno di un anno fa il trionfo alle regionali con la Lega che all’improvviso di ritrova a essere il partito di maggioranza relativa in Consiglio e oggi l’avvicendamento ai vertici del partito dopo una serie di turbolenze interne. Che sta succedendo?
«La Lega al Sud è ovunque il primo partito e conta ormai una forza pari al 30%, grazie soprattutto al consenso del nostro leader Matteo Salvini, ma resta sempre in formazione giovane e di recente strutturazione. Abbiamo portato in consiglio regionale un grande rinnovamento per questo è inevitabile che occorra del tempo per entrare nel merito delle questioni, anche dove ci sono “grupponi” di 6 consiglieri regionali come qui. Ora, però, quel tempo è abbondantemente trascorso. Ciò che la Lega, Salvini e il vicesegretario federale Andrea Crippa si aspettano, dopo aver creato aspettative importanti, è che queste si traducano in proposte e risoluzioni, soprattutto nelle assemblee legislative. Tanto più se si è al governo di una Regione. Il gruppo delle Lega deve essere incisivo, su tutte quelle tematiche su cui Salvini, girando nei paesi, ha parlato rivolgendosi alla pancia della gente. Non intendo solo programmi complessi ma anche semplice buona amministrazione, che crei facilitazioni alla vita di ciascun cittadino e alle amministrazioni comunali che si rivolgono alla Regione».
E il ruolo del partito in tutto questo?
«La Lega segue un principio per cui tutti devono lavorare per tramutare in fatti concreti quello che Matteo Salvini propone ai cittadini. Chi si è candidato è stato eletto anche grazie al consenso ottenuto da Salvini, per questo ci si aspetta che porti avanti quello Salvini sta facendo anche in queste ore in Emilia Romagna e Calabria. Io sono convinto che qui in Basilicata consiglieri e assessori ci credano. Non permetterò che esistano correnti interne al partito perché nella Lega c’è una sola bandiera e un unico leader che è Salvini. Che ci siano culture, mentalità differenti tra militanti e dirigenti è comprensibile e ben accetto se queste trovano sintesi e si traducono in una maggiore produzione di risposte concrete per i cittadini. Nel partito c’è tutto lo spazio che serve per dimostrare quanto uno ha voglia di lavorare. Se invece ci sono persone che lavorano per obiettivi differenti non perdiamo tempo. Quello che Salvini diceva 8 mesi fa va portato subito in Consiglio regionale. Per questo nei prossimi giorni faremo una riunione sulle proposte di legge già presentate e quelle ancora in lavorazione e chiederò un incontro col presidente della giunta regionale per conoscerlo e avere il piacere di disquisire sulle cose da fare, oltre che coi vertici degli altri partiti alleati».
Ma la Lega Basilicata oggi cos’è?
«Il partito in questo momento è stato formalmente azzerato perché se arriva un commissario è perché c’è una macchina che cammina ed è già bene attrezzata ma deve inserire una marcia differente. Vanno messe in chiaro alcune cose, fatte delle valutazioni e solo dopo si può iniziare a costruire il partito in ogni singolo comune. Il mio primo impegno sarà l’istituzione di un coordinamento regionale, come c’è in tutte le altre regioni d’Italia. Poi verranno i coordinamenti provinciali e quelli cittadini, in modo che chiunque abbia voglia di lavorare possa avere un suo ruolo. Ovviamente i sindaci in tutto questo sono fondamentali e da domani saranno attori determinanti per la Lega con i rispettivi gruppi consiliari. Perché è evidente che a un certo punto bisogna scegliere: se c’è la Lega non c’è il civismo».
Che intende?
«Noi siamo aperti al civismo che si vede rappresentato nelle nostre proposte, ma una volta che uno aderisce deve scegliere se essere della Lega o soltanto di un partito civico che vota Salvini e la Lega. Capisco che nelle piccole comunità non ci si presenta con i simboli di partito, ma le comunità che vogliono sposare la causa vanno invitate a vivere il partito. Non si possono fare soltanto abbinamenti ideali. Serve un coinvolgimento reale delle persone. Se ci sono sindaci disponibili a fare questo percorso, quindi, verrà accelerato. Ai sindaci che sono già con noi, invece, dico che avranno un ruolo sempre più importante all’interno del partito, ma gli chiederemo di coinvolgere quanti più amministratori possibili perché è questo quello che ci chiede Matteo».
Si riferisce al sindaco di Viggiano Carmine Cicala, di cui parlava anche il suo predecessore, per l’anomalia rappresentata dall’assenza di un gruppo della Lega nel suo consiglio comunale?
«Cicala era a Matera con altri sindaci che condividevano questa idea di un loro coinvolgimento attivo all’interno del partito. Nella prossima riunione, a cui presenzierà anche Crippa, coordinerà i passaggi di questo maggiore coinvolgimento che non è solo lavorare per l’adesione di altri amministratori ma la creazione di un collegamento costante col Consiglio regionale. Questo è il vero ruolo territoriale della Lega: mettere in relazione i sindaci con chi scrive le leggi. Un partito territoriale non può che partire dal loro lavoro di concerto con quello della Regione».
Liuni ha parlato della necessità di estirpare la malerba dalla Lega della Basilicata. Condivide?
«Marzio ci ha semplicemente spiegato come far crescere un bel prato, e noi seguiremo i suoi consigli. Daremo pari dignità a tutti senza fare differenziazioni. Nella Lega il singolo militante è più importante di un senatore ed è così che si deve procedere».
Ma quest’allergia all’idea di correnti interne al partito non rischia di compromettere i suoi rapporti col lucano Pasquale Pepe, che in Senato siede proprio al suo fianco?
«E perché si dovrebbero rovinare? Pepe conosce come me le regole della Lega. Lui non ha altra intenzione se non di creare un partito omogeneo, che è quello che sta facendo da commissario, a sua volta, ad Avellino. Lavoriamo entrambi per l’unità. Parlare di correnti, a mio avviso, è una distorsione giornalistica. Pepe peraltro è già il più alto attore istituzionale leghista della Regione, sta partecipando con me, in Senato, al percorso di crescita di Salvini nel Centro Sud. Quindi non ha senso questa domanda».
Però l’esistenza di sensibilità diverse s’è già manifestata anche pubblicamente. Parlo, ad esempio, della proposta di legge sul gioco d’azzardo presentata dal consigliere regionale Massimo Zullino, che per Liuni sarebbe addirittura incompatibile con la linea della Lega a riguardo.
«Io questa proposta non la conosco. A breve valuteremo tutti assieme, il partito con Crippa e il gruppo dei consiglieri e degli assessori, questa e tutte le proposte di legge già presentate e ancora da presentare, per preparare un pacchetto da condividere col presidente della Regione e il resto della maggioranza nel giro di una quarantina di giorni. Poi daremo compiti specifici a consiglieri e presidenti di commissione per ordinare il lavoro per la loro approvazione. Possiamo usufruire di modelli di legislazione come Veneto e Lombardia. Sono fiducioso che saremo in grado di dare risposte utili ai cittadini».
Quanto sarà presente Marti in Basilicata?
«Bisogna capire quanto vorrà lavorare il partito, ma di voglia in giro mi pare che ce ne sia tanta. Io verrò tutte le volte che sarà necessario».
Sta già lavorando anche per le comunali a Matera?
«A Matera, come in tanti altri paesi dove si andrà al voto in primavera, lavoreremo tutti assieme per la costruzione della lista della Lega e la costituzione di un tavolo di coalizione per le necessarie valutazioni sul candidato sindaco».

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