Una filiale di Banca del Mezzogiorno
3 minuti per la letturaProseguono le proteste contro la chiusura annunciata della filiale di via del Gallitello a Potenza di Banca del Mezzogiorno
«BDM Banca (Banca del Mezzogiorno, ndr) ha presentato un piano nel quale all’apertura di 15 filiali (nessuna in Basilicata) si contrappone la chiusura di 10 filiali delle quali una in Basilicata, che colpisce la filiale di via del Gallitello, filiale “istituzionale” della banca. Nata quale servizio della tesoreria della Regione Basilicata e diventata nel tempo la filiale di riferimento istituzionale e dei dipendenti della Regione Basilicata, l’agenzia gravita nella zona a più alta densità abitativa, commerciale e di aziende di servizio del capoluogo di Regione. Riteniamo miope e inaccettabile la scelta aziendale che priverebbe il capoluogo non solo di un servizio essenziale per cittadini e imprese ma anche di un presidio istituzionale importante». E’ quanto dichiarano i segretari generali di First Basilicata, Fisac Basilicata, e Uilca Basilicata: Pierluigi Buccino, Bruno Lorenzo e Vito Daniele Cuccaro.
PROTESTE CONTRO LA CHIUSURA DELLA FILIALE BANCA DEL MEZZOGIORNO A POTENZA: “BARDI E CUPPARO INTERVENGANO CON URGENZA”
«Alla Regione, nelle persone del presidente Vito Bardi e dell’assessore al ramo competente Francesco Cupparo – aggiungono Buccino, Lorenzo e Cuccaro -, chiediamo un intervento rapido e risolutivo affinché questa decisione improvvida e illogica venga scongiurata, nella convinzione che la filiale del Gallitello debba continuare a rivestire un ruolo istituzionale e commerciale strategico e che ci siano i margini per il necessario ripensamento».
«Considerato il noto rapporto della Regione Basilicata con BdM (essendo questa banca tesoriere della Regione stessa e di numerosi altri enti locali) e il controllo azionario esercitato da Mediocredito Centrale (e per suo tramite dal Ministero dell’economia e delle finanze) su BdM, pensiamo che la Regione debba attivare tutti i canali possibili per affrontare la questione, riconoscendo il valore per il territorio della banca, rifondata nelle intenzioni come banca di riferimento del Mezzogiorno».
CHIESTA LA CONVOCAZIONE DELL’OSSERVATORIO REGIONALE SULLA DESERTIFICAZIONE BANCARIA
«In un quadro già preoccupante – proseguono i segretari regionali First, Fisac e Uilca – per la crescente desertificazione bancaria e dei servizi nella nostra regione e per l’incerto futuro di BdM, viste le recenti dichiarazioni del ministro Giorgetti riguardo alla possibile cessione di quote da parte dell’attuale azionista (ovvero lo Stato), questa chiusura, dall’enorme peso strategico e anche simbolico, sarebbe l’ennesimo segnale negativo per una banca, per un settore e per un tessuto economico già messi a dura prova da anni di difficoltà e di disinvestimenti».
«Chiediamo con determinazione la convocazione, quanto prima, dell’osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria, istituito con Legge regionale del 29 luglio 2025 anche su nostra forte pressione e per il quale manca ancora il decreto regionale di funzionamento, benché più volte da noi sollecitato». Concludono i sindacalisti. «Questo al fine di poter iniziare un confronto urgente e non più differibile non solo sulla vicenda che qui denunciamo ma su tutto il fenomeno della desertificazione bancaria, con le gravi conseguenze economiche e sociali che ne derivano, onde tentare di arginare un declino altrimenti irreversibile per il sistema sociale della nostra regione».
La chiusura della filiale di via del Gallitello è annunciata per marzo 2026.
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