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Caso delle maestre dell’asilo di via Ionio, accusate di maltrattamenti sui bambini, la Cassazione annulla l’ordinanza di aggravamento delle misure cautelari. Soddisfatti i difensori. Le maestre restano sospese


POTENZA – Niente arresti per le tre educatrici dell’asilo di via Ionio già sospese dal lavoro agli inizi di ottobre del 2025 con l’accusa di maltrattamenti sui bambini. E niente sospensione per una quarta educatrice scampata alle restrizioni imposte dal gip.

MAESTRE ASILO VIA IONIO, NIENTE ARRESTI


Lo ha deciso la Corte di cassazione accogliendo i ricorsi presentati contro l’ordinanza di aggravamento delle misure cautelari spiccata a fine gennaio dal Tribunale del riesame. Su richiesta dei pm.
Le motivazioni alla base della sentenza dei giudici di piazza Cavour verranno depositate nelle prossime settimane.

LA SODDISFAZIONE DEI DIFENSORI


Il verdetto accolto con evidente favore dai difensori delle educatrici: Pantaleo Chiriaco, Stefania Fiore, Michele Riccio, Francesco Soldovieri, Giuseppe Vendegna e Gianluca Vitale.
«Non possiamo che essere soddisfatti dell’esito dell’impugnazione cui, speriamo, segua nella fase di merito una serena valutazione delle condotte oggetto di contestazione». Hanno dichiarato Soldovieri e Fiore. «Confidiamo in una positiva conclusione della vicenda processuale».

LE RICHIESTE DEI PM

La richiesta di aggravamento delle misure avanzata dai pm motivata dal rischio di reiterazione delle condotte contestate. Dal momento che «le indagate (…) sono sospese dalla professione di educatrici per la durata di un anno, ma ciò non esclude che le stesse possano lavorare in altri ambienti ove vi sia la presenza di bambini di piccola età, potendo essere assunte presso altri luoghi (quali ludoteche private) per lavori che implichino stretto contatto con i bambini ovvero affidamento a loro degli infanti».

LE MAESTRE DI VIA IONIO RESTANO SOSPESE


Dello stesso avviso si era mostrato il collegio del Tribunale del riesame, nell’ordinanza appena annullata, per cui: «la misura interdittiva applicata dal gip non appare sufficiente a contenere il pericolo di reiterazione criminosa, in quanto le occasioni in cui le indagate potrebbero ritrovarsi a contatto con bambini non sono limitate all’ambito scolastico nel quale hanno prestato attività lavorativa». Inoltre: «le modalità del fatto e le personalità delle loro autrici consentono di ritenere altamente probabile che le stesse commetteranno ulteriori delitti della stessa specie non appena ne avranno l’occasione, alla luce del perfezionarsi di numerosi episodi nel corso degli ultimi mesi, della natura e della gravità delle espressioni usate e delle condotte poste in essere nei confronti di bambini piccolissimi, nonché delle ragioni che hanno dettato i comportamenti contestati, individuabili in una condizione di insofferenza e mancanza di pazienza».

L’INCHIESTRA SUI MALTRATTAMENTI NELL’ASILO DI VIA IONIO


L’inchiesta sui maltrattamenti era partita dalla denuncia di una collega delle maestre indagate. Il Riesame aveva ritenuto il suo racconto credibile nonostante quanto riferito da una delle indagate durante l’interrogatorio di garanzia, a proposito di un suo risentimento per essere stata assegnata, al ritorno da un periodo di congedo, all’asilo di via Ionio, e non a quello in cui prestava servizio in precedenza.

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