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A Potenza avanti coi lavori all’ex Coni malgrado lo stop del Consiglio di Stato: «Aspettare costa più di risarcire». A effettuare la demolizione sarà la ditta che ha realizzato l’albergo del sindaco
Avanti con l’apertura del cantiere da 5milioni e mezzo di euro, a Potenza, per la ristrutturazione del palazzetto ex Coni di Montereale. Nonostante lo stop del Consiglio di Stato per sospette irregolarità nell’appalto.
EX CONI, AVANTI CON LA RISTRUTTURAZIONE DEL PALAZZETTO
Lo ha deciso l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Telesca dando via libera a poco più di mezzo milione di euro di demolizioni.
La determina a firma del dirigente dell’ufficio Lavori pubblici e reti, Domenico Berterame, è di ieri e arriva a poco meno di due mesi di distanza dall’ordinanza con cui i giudici di Palazzo Spada avevano congelato la situazione per poter valutare il merito della causa a bocce ferme («res adhuc integra»).
LE RICHIESTE DELLA SIMEA
I magistrati amministrativi avevano accolto, in particolare, le richieste in tal senso della ditta Simea srl di Cosenza, classificatasi seconda nella gara lampo effettuata a marzo dietro alla potentina Pace Rocco Costruzioni srl.
Per il Comune di Potenza, però: «sospendere l’esecutività del contratto in attesa della sentenza di merito, comporterebbe concretamente la perdita parziale o totale del finanziamento concesso in quanto, sulla base del cronoprogramma approvato, risulterebbe tecnicamente impossibile terminare i lavori nei tempi previsti dalla legge e confermati dal Ministero». Inoltre: «la perdita del finanziamento costituirebbe un danno irreversibile per la collettività, superiore al rischio, solo eventuale, di esporre il Comune a richieste risarcitorie nel caso si decidesse di non sospendere l’esecutività del contratto».
IL RISCHIO DI PERDERE I FONDI
In parole povere: se non si parte subito i lavori non verranno mai ultimati prima del 31 dicembre 2027 che è l’ultimo giorno utile per i progetti ex Pnrr, rifinanziati con fondi statali. Dunque i soldi non ancora spesi, andranno persi. Mentre nel caso in cui il Consiglio di Stato dovesse dare ragione a Simea anche nel merito, disponendo il suo subentro in un cantiere già avviato, il Comune dovrebbe risarcirle al più il mancato guadagno per la parte di lavori già effettuati.
Secondo l’amministrazione quest’ultima sarebbe una prospettiva «economicamente di gran lunga inferiore al danno che la collettività subirebbe dalla perdita del finanziamento».
EX CONI, IL COMUNE “FORZA LA MANO”
Di qui la decisione di “forzare la mano” in ragione di un’originale interpretazione del Testo unico degli enti locali che prevede che «la pubblica amministrazione, prima di disporre la sospensione o la revoca di un atto amministrativo proceda alla valutazione dell’interesse pubblico prevalente», e che vada effettuato «un bilanciamento comparativo tra gli interessi coinvolti, privilegiando in casi simili la salvaguardia di finanziamenti vincolati e il principio di buon andamento».
Nella determina appena approvata si arriva a sostenere che il Consiglio di Stato «non sospende espressamente l’aggiudicazione o il contratto, bensì unicamente la sentenza del Tar Basilicata», che aveva confermato l’aggiudicazione alla Pace Rocco Costruzioni.
LA DETERMINA
Nella determina si fa riferimento a un incontro tenutosi a Roma, nella sede della Direzione centrale per la finanza locale del Ministero dell’Interno alla presenza del sindaco, del suo capo di gabinetto Luca Di Mase, dell’ingegner Berterame e di un legale dell’avvocatura comunale. Incontro in cui sarebbe stato confermata al Comune la perdita del finanziamento se i lavori non fossero stati ultimati nei tempi previsti.
Viene citata, poi, un’interlocuzione col Consiglio di Stato che ha concesso un’anticipazione dell’udienza per la discussione nel merito del ricorso di Simea dal 15 gennaio al 2 dicembre. Troppo poco, però, per l’amministrazione, che anche a fronte della possibilità di una sentenza di qui a un mesetto: «stima che il termine per la conclusione dei lavori slitterebbe, nell’ipotesi più favorevole, al mese di marzo/aprile 2028, ben oltre il termine ultimo confermato dal Ministero».
IL CRONOPROGRAMMA
«L’attuale fase del cronoprogramma – prosegue la determina – prevede la redazione e l’approvazione del Progetto delle demolizione dell’immobile nonché la successiva demolizione. Dette fasi dovranno in ogni caso essere effettuate anche in caso di subentro del secondo classificato e non pregiudicherebbero né impedirebbero il subentro di quest’ultimo nel caso di accoglimento dell’istanza di merito». Inoltre, in questa ipotesi, la prosecuzione di dette attività consentirebbe al soggetto subentrante di poter proseguire i lavori nei tempi del cronoprogramma».
AGGIUDICAZIONE LAVORI ALLA PACE
L’aggiudicazione dei lavori al Coni alla Pace costruzioni aveva sollevato fin da subito diverse perplessità dal momento che la stessa Pace costruzioni ha curato la ristrutturazione del palazzo acquistato nel 2022 in piazza Matteotti dalla moglie di Telesca. Lì dove ha appena aperto i battenti la sua nuova attività di affittacamere.
I rapporti tra Pace e il sindaco, funzionario in aspettativa della Stazione appaltante della Regione, sono stati oggetto di un duro attacco anche di recente da parte dell’opposizione in consiglio comunale.
In seguito a un ulteriore affidamento diretto di lavori stradali alla ditta di Lavangone la minoranza ha parlato di un vero e proprio «sistema Telesca», e di «logiche di favore e prossimità personale a scapito della concorrenza».
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