Un’istantanea scattata in piazza Albino Pierro di notte
2 minuti per la letturaPotenza, notti agitate a Piazza Pierro, appello a forze dell’ordine e Comune: «Più controlli, cartelli, lucchetti al campo». Lo sfogo di una residente: «Sfrecciano sui macchinini, urlano e rispondono male»
POTENZA – “Macchinini” e motorini che sfrecciano sotto casa sgasando, schiamazzi fino a tardi, il parco “invaso” da ragazzi grandi che lasciano anche qualche danno: le notti in piazza Albino Pierro sono queste, a sentire Carla (nome di fantasia), residente di rione Macchia Giocoli.
«Quando arriva l’estate è sempre così», dice al telefono.
Lo sfogo lo aveva affidato prima a una pagina di Facebook: «Gruppo di mononeuroni con macchinino con stereo a palla e motorini con marmitte modificate. Gareggiano come se nulla fosse a Piazza Albino Pierro. Chiami l’emergenza e ti rispondono dopo mille quesiti, nonostante il rombo dei vandali in sottofondo: “vedremo di mandare una pattuglia!” tralasciando i modi poco cordiali dell’operatore. Quindi cosa avrei dovuto fare visto che neanche gli infissi con isolamento acustico potevano fare qualcosa con i marmittoni e stereo a palla? Litigare con i mononeuroni o mettermi i tappi alle orecchie e lasciarli gareggiare fino a notte fonda!?! Ci dobbiamo rassegnare all’inciviltà e al degrado!?!?».
PIAZZA PIERRO A POTENZA, LO SFOGO DEI RESIDENTI
Facile intuire il livello di insofferenza raggiunto da Carla e, a giudicare dai commenti, anche da altri.
«In via Calice, la lunga parallela a piazza Pierro, i macchinini vanno a fare continuamente le “tirate”. Ogni giorno gare», dice lei.
Una notte si sveglia di soprassalto. Sente il marito gridare: «Questi gli rispondevano a tono. Ho chiamato le forze dell’ordine, mi hanno fatto quasi il terzo grado per promettermi “poi mandiamo una pattuglia”. Quando sono tornata a letto, non era ancora venuta»
«Qui c’è un campo, all’una vengono e sfogano i propri istinti. Sono tutti ragazzi grandi. Abbiamo fatto varie segnalazioni al Comune: quel campo non è regolamentato, non è chiuso. Forse basterebbe un semplice cartello di divieto, un lucchetto e cartelli che avvisino i piloti di Formula 1 che qui passano famiglie e bambini in bici».
TRA AGGRESSIONI VERBALI E INSULTI
Carla parla di «aggressioni verbali, parolacce pesanti e volgari. Lo stereo a palla, questi “subwoofer” sparati nella notte».
Chi ha figli che devono ritirarsi tardi si preoccupa.
A scanso di equivoci sottolinea: «Noi nel rione siamo assolutamente inclusivi. Qui ci sono tante famiglie di cultura araba con cui andiamo d’accordo, io stessa insegno a molti di loro».
Carla ce l’ha con i giovani che arrivano rombando su microcar e ciclomotori («Passano di qua anche di pomeriggio, sfrecciano come i pazzi, mentre i bimbi vanno in bici e i genitori vorrebbero stare tranquilli»).
«La maleducazione va fermata. Tanti sacrifici per comprarsi casa e poi ritrovarsi così. Non è giusto», sospira.
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