INDICE DEI CONTENUTI
- 1 IL RIFIUTO DELLA POLITICA DA PARTE DI RANUCCI E GLI ACCERTAMENTI INVESTIGATIVI SU LAVITOLA
- 2 LE POLEMICHE IN RAI, LO STOP ALLE REPLICHE DI REPORT E L’ACCUSA DI CENSURA
- 3 DOPO L’INDAGINE CHE VEDE COINVOLTO LAVITOLA E LO STOP ALLE REPLICHE RANUCCI: «VERGOGNOSE CONGETTURE»
- 4 L’ESPOSTO DI FRATELLI D’ITALIA E LE RIVELAZIONI SUGLI AFFARI ENERGETICI NELL’ALTO LAZIO
Attentato Ranucci, il lucano Lavitola: «Saremmo stati dei fessi a farci esplodere da soli». La Rai sospende repliche di Report, il conduttore: «Vergognoso».
«Saremmo stati due stupidi a farci l’attentato da soli». L’imprenditore di origini lucane Valter Lavitola, indicato dagli inquirenti come il presunto mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, che secondo l’accusa avrebbe avuto l’obiettivo di “promuoverlo” come possibile candidato del campo largo, decide di rompere il silenzio. Dopo aver rilasciato dichiarazioni spontanee al procuratore Lo Voi, ai microfoni del Tg1 risponde pubblicamente alle accuse: «Faccio presente che l’attentato è stato fatto a ottobre e il sondaggio è stato fatto a giugno; sarei stato proprio un imbecille, oppure ho sbagliato il calendario, o peggio ancora che l’avremmo fatto io e lui assieme. Saremmo stati due deficienti, non solo uno».
Un sondaggio, precisa poi Lavitola a La Repubblica, «nato a ridosso di Natale, ero all’estero, a un cocktail, una cena in piedi». Il lucano, che proprio in Basilicata fu mandato nel 1995 da Berlusconi e da ambienti socialisti e famiglie massoniche per organizzare le liste di Forza Italia e del centrodestra, precisa al quotidiano che a quella cena «c’erano vecchi amici dell’Internazionale socialista. Ho sempre mantenuto i contatti con i progressisti. Uno di loro, autorevolissimo, straniero, mi racconta che avevano sondato alcuni personaggi illustri italiani in vista delle elezioni. Comunque nel sondaggio Ranucci era andato fortissimo. Talmente bene che stentavo a crederci anche io».
IL RIFIUTO DELLA POLITICA DA PARTE DI RANUCCI E GLI ACCERTAMENTI INVESTIGATIVI SU LAVITOLA
Ma il conduttore di Report, per ammissione dello stesso Lavitola, non era entusiasta: «Mi ha risposto: sei impazzito. Mi riteneva farneticante. Non ne voleva sapere di entrare in politica». Sull’indagine, che nelle ultime ore si sta concentrando sull’analisi di diversi appunti manoscritti, tre telefoni cellulari e due chiavette Usb, Lavitola, figlio di Pasquale, noto cardiologo ed endocrinologo originario di Noepoli, nel Potentino, che in seguito si trasferì a Salerno per motivi professionali, città dove è poi nato Valter, non si pronuncia: «Ho già parlato ai magistrati».
Lavitola decide però di commentare le parole del giornalista di Report, che riferendosi all’attentato subìto ha dichiarato: «Non può averlo fatto Lavitola; se lo ha fatto, non lo ha fatto per farmi del male». «Mi dispiace, mi offende. Se dubitasse davvero di me gli sputerei in faccia. Il solo fatto che abbia messo quel ‘se’ mi porta a mettere in discussione se c’è o non c’è questa amicizia».
Su questo aspetto è intervenuto Lino Ricchiuti, viceresponsabile nazionale del Dipartimento Imprese e Mondi Produttivi di Fratelli d’Italia, che in una nota dichiara: «Quello che sta venendo a galla sul caso Ranucci racconta molto del centrosinistra di oggi. È lo schema di sempre: prendere una persona, trasformarla in simbolo e costruirci sopra una battaglia. E quando l’unica strategia rimasta è delegittimare l’avversario, vuol dire che un progetto vero per l’Italia semplicemente non esiste”.
LE POLEMICHE IN RAI, LO STOP ALLE REPLICHE DI REPORT E L’ACCUSA DI CENSURA
Il caso, nelle ultime ore, trascende gli ambienti giudiziari, innescando polemiche e reazioni anche all’interno della Rai. Il direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, in quota Fratelli d’Italia, ha dichiarato: «Chi aveva problemi con Report andava a cena nel ristorante di Lavitola». Parole alle quali l’ex direttore de L’Avanti replica senza mezze misure: «Ho già dato mandato al mio legale di querelarlo».E mentre gli inquirenti sono al lavoro per chiarire il movente dell’attentato, ancora sconosciuto nonostante gli arresti della “squadra” che, secondo l’accusa, il factotum di origini camerunensi di Lavitola avrebbe assoldato per realizzare e piazzare la bomba il 16 ottobre davanti all’abitazione di Ranucci, a Pomezia, la Rai decide di sospendere «cautelativamente» le repliche estive di Report «a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico.
Resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report, che tornerà in onda a partire dal prossimo mese di novembre».La redazione del programma di Rai3 parla apertamente di «censura». Lo stesso Ranucci, sui propri canali social, afferma: «Sospendere le repliche di Report per cautelare un marchio aziendale è una decisione che rischia di avere la stessa lettura che le bombe davanti casa mia siano state messe per amore. La conseguenza di questa decisione è che a essere sospesa è la qualità del lavoro di una squadra e, soprattutto, la memoria di fatti importanti di questo Paese».
DOPO L’INDAGINE CHE VEDE COINVOLTO LAVITOLA E LO STOP ALLE REPLICHE RANUCCI: «VERGOGNOSE CONGETTURE»
Le repliche di Report avevano come argomenti, fra gli altri, le stragi di via D’Amelio e Capaci, i presunti legami tra il generale Vannacci e la massoneria, il crollo del ponte Morandi e le nomine al Ministero della Cultura. Per Ranucci, lo stop alle replica si tratta di «vergognose congetture. Questa non è la protezione del “patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico” e della trasmissione, ma è la delegittimazione non solo della mia persona, ma anche di tutto il lavoro dei singoli giornalisti che in modo autonomo e indipendente hanno curato inchieste importanti e che sono vero patrimonio per l’informazione e la democrazia», dichiara il giornalista tramite il suo ‘avvocato Roberto De Vita.Ad agitare ulteriormente gli ambienti della Rai è anche Fratelli d’Italia che, come anticipato da Il Messaggero e poi confermato da fonti parlamentari, sta preparando un esposto da presentare in Procura sul conduttore di Report.
L’ESPOSTO DI FRATELLI D’ITALIA E LE RIVELAZIONI SUGLI AFFARI ENERGETICI NELL’ALTO LAZIO
Secondo il quotidiano romano, FdI chiede alla Procura di fare luce sulla situazione descritta da Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti Rai, a proposito della presunta influenza, anche professionale, che Valter Lavitola avrebbe esercitato su Sigfrido Ranucci: «So che chi aveva un problema con Report passava da Lavitola». L’altra vicenda sulla quale il partito di Giorgia Meloni chiede chiarezza riguarda gli affari del lucano Lavitola nel settore energetico nella zona dell’Alto Lazio, e le risposte negative che FdI avrebbe dato in merito ad autorizzazioni e altri aspetti legati a questi progetti. Un diniego che, secondo la ricostruzione pubblicata da Il Messaggero, avrebbe spinto Lavitola a chiedere a Ranucci un particolare “accanimento” nei servizi di Report contro esponenti del partito della Premier.
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