Il luogo dell'incidente. Nel riquadro, la vittima Pietro Graziadei
2 minuti per la letturaIncidente stradale, un centauro originario di Viggianello è morto nel Nord Italia. Il decesso di Pietro Graziadei è avvenuto in ospedale di Livorno Ferrarsi.
VIGGIANELLO (POTENZA) – Una nuova terribile tragedia si è abbattuta su un lucano che viveva e lavorava fuori regione e, ancora una volta, la morte è stata provocata da un incidente in moto. È stato questo l’atroce destino di Pietro Graziadei, originario di Viggianello, che ha perso la vita a soli 54 anni per i traumi successivi a una caduta mentre era in sella alla sua Yamaha nel vercellese. Il centauro era residente a Livorno Ferraris e, da una prima ricostruzione, è rovinato sull’asfalto dopo aver perso il controllo del mezzo: erano circa le 23 di giovedì scorso. La caduta sarebbe avvenuta in corrispondenza dello spartitraffico di Via Pretti.
Tempestivamente soccorso (sul posto i sanitari del 118 ed i carabinieri), è stato trasportato presso l’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli, dove purtroppo è spirato intorno all’una di notte. Sulle cause della caduta sono in corso le indagini dei militari di Santhià, al momento sembra che la vittima abbia perso il controllo della motocicletta senza il coinvolgimento di altri veicoli. Possibile abbia urtato lo spartitraffico prima della caduta, ma questo passaggio della dinamica non è ancora definitivo. Non è stato chiarito neppure che cosa abbia fatto perdere stabilità al mezzo. La richiesta di soccorso è partita intorno alle 23.20. Sul posto è arrivata un’ambulanza da Santhià.
LA CORSA IN OSPEDALE E IL RICORDO A VIGGIANELLO DEL CENTAURO MORTO NELL’INCIDENTE
Le condizioni del motociclista sarebbero parse subito molto serie, tanto che i sanitari hanno disposto il trasferimento in codice rosso al Sant’Andrea. Graziadei è stato ricoverato in rianimazione, dove i medici hanno tentato inutilmente di salvargli la vita: le ferite erano troppo gravi. Il decesso è avvenuto meno di due ore dopo la caduta. A Viggianello era conosciuto e stimato, da tutti viene ricordato come una persona tranquilla e perbene. Grossomodo, tornava nel borgo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino una volta l’anno, per andare a trovare la mamma Nicolina che vive nel centro storico.
Lascia anche tre sorelle e un fratello. Lavorava in fabbrica, come tanti compaesani e corregionali era stato di fatti costretto a fare la valigia.Una terribile tragedia avvenuta poche ore prima di quella che ha colpito Andrea De Stefano, altro lucano morto venerdì scorso a 31 anni, anch’egli per una caduta in moto in seguito alla quale era finito contro un furgone. Residente a Magnago (provincia di Milano), De Stefano è morto sul colpo. Il tragico incidente è avvenuto a Lonate Pozzolo (nel varesotto), lungo la Strada statale Bustese. Il giovane era originario di Maratea ed è cresciuto a Latronico, con il padre Francesco e la mamma Lucia.
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