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L’epurazione di Acquedotto lucano. Il nuovo dg taglia direzioni e uffici. Raffica di trasferimenti e ordini di servizio, via il  direttore tecnico, e  capi di sistema informativo e gestione documenti.


POTENZA – Assomiglia a una vera e propria epurazione quella avviata nei giorni scorsi dal nuovo direttore generale di Acquedotto lucano spa, Luigi Cerciello Renna. A meno di un mese dalla sua nomina come braccio operativo dell’amministratore unico Alfonso Andretta. Lungo l’elenco di dirigenti e funzionari che ne hanno fatto le spese. Stando alle notizie che trapelano dalla sede di via Grippo, però, il caso più eclatante è senz’altro quello dell’ormai ex direttore dell’area tecnica Salvatore Gravino, incaricato della supervisione sui laboratori e gli impianti di depurazione. Poi ci sono i referenti dei sistemi informativi e della gestione documentale, saltati entrambi.  

ACQUEDOTTO LUCANO, RIORGANIZZAZIONE: SOPPRESSE DIREZIONI E AREE

In una delle prime determine a sua firma, ad ogni modo, il neo dg avrebbe messo nero su bianco che «tutti i dirigenti sono da ritenersi pro tempore» in vista di una «riorganizzazione aziendale che sarà attuata dopo studio e ascolto». Il bilancio, per il momento, è di tre direzioni soppresse, delle sei previste dal modello organizzativo introdotto nel 2009. Più sei “aree”, che sono l’equivalente di una “struttura complessa” in ambito pubblico, su sedici. 

Scomparse le poltrone e riassunte le funzioni in capo alla direzione generale, insomma, chi le occupava ha dovuto accontentarsi giocoforza di sedute, e di mansioni, di ripiego.  Rinunciando alle indennità aggiuntive legate al ruolo, e non al rendimento, che incidono non poco sulla busta paga.

AZZERAMENTO DELLE SEDI PERIFERICHE DELL’UFFICIO LEGALE

Ma il nuovo corso si è abbattuto anche su chi è stato lasciato al suo posto. almeno per ora. Come gli avvocati in forza all’ufficio legale, che in un colpo solo si sono appena visti abrogare il regolamento interno di funzionamento del settore, e poi sopprimere, «con effetto immediato», tutte le sedi periferiche. Risultato: da domani chi risiede a Lauria e a Matera dovrà viaggiare ogni giorno per raggiungere la sede legale di Acquedotto a Potenza. In caso contrario dovrà rinunciare ai privilegi del ruolo e accontentarsi a sua volta di un incarico, e di mansioni di ripiego.  Stesso discorso per chiunque ricopra «ruoli di middle management e di responsabilità».

OBIETTIVO: RAFFORZARE L’UNITARIETÀ GESTIONALE

In una determina inviata alla totalità dei dipendenti Cerciello Renna spiega che quest’ultimo provvedimento, in particolare, è motivato dalla volontà di rafforzare «il governo dei processi aziendali favorendo l’unitarietà gestionale e la fluidità e puntualità della catena decisionale». Quanto al funzionamento dell’ufficio legale  la direzione generale si è impegnata a predisporre in tempi ragionevoli: «un nuovo strumento regolatorio che assicuri pieni conformità alle previsioni della legge professionale e disciplini tanto l’ambito contenzioso quanto quello pre-contenzioso».

ACQUEDOTTO LUCANO, CLIMA SURRISCALDATO E ANSIA DA INTRANET

Il clima in via Grippo è talmente surriscaldato che fonti del Quotidiano riferiscono di crisi di pianto e ansia da intranet: il terrore che assale chi arriva in ufficio e deve accendere il computer per controllare le comunicazioni interne ricevute. Anche i dipendenti più anziani parlano di una situazione senza precedenti nella storia della società fondata nel 2002 da Regione e 119 comuni lucani su 131 per gestire il servizio idrico integrato in Basilicata. Certo, con la vittoria del centrodestra guidato dal governatore Vito Bardi, nel 2019, era apparso chiaro a tutti che alcune rendite di posizione, di  derivazione politica, potessero venire meno. Ma in pochi pensavano a qualcosa del genere a distanza di 6 anni dalla disfatta del sistema di potere che per un trentennio è stato espressione del centrosinistra lucano.

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POSSIBILE SPOILS SYSTEM E SILENZIO DELLA POLITICA

A oggi, peraltro, non è ancora chiaro quante delle direzioni e delle aree soppresse rivivranno nella nuova organizzazione e a chi verranno assegnate. Se ci sarà il più classico degli spoils system, con un avvicendamento tra dirigenti vicini al centrosinistra e al centrodestra oppure no.

Lui, Cerciello Renna, arrivato a marzo per guidare la Direzione appalti sconvolta da un’inchiesta dei pm di Potenza su mazzette e gare pilotate, per il momento non si scopre. Con chi lo avvicina si mostra determinato a risolvere le tante criticità che minano la stessa sopravvivenza di Acquedotto lucano spa. E la politica per ora lo lascia fare. Per ora.

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