Il Centro olio Total "Tempa rossa" di Corleto Perticara (PZ)

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Il ministero ri-autorizza, dopo 15 mesi di stop, la partenza delle estrazioni (anche di gas). L’obiettivo del Centro Total di Corleto Perticara è raggiungere i 50mila barili di produzione entro 3 mesi


POTENZA – Sono ripartite ieri mattina, dopo 15 mesi di stop, le prove di produzione di petrolio e gas del Centro olio Tempa Rossa di Corleto Perticara e dei sei pozzi collegati, gestiti dalla multinazionale francese Total.
Il segnale è arrivato, dopo una simulazione delle procedure di evacuazione del personale in caso di incidente, con l’accensione della fiaccola di sicurezza che svetta a oltre 130 metri di altezza sul resto dell’impianto.
A dare il via libera è stato il Ministero dello sviluppo economico, che mercoledì ha preso atto della delibera con cui a fine novembre la giunta regionale guidata dal governatore Vito Bardi ha ritirato la diffida notificata alla compagnia ad agosto dell’anno scorso dalla vecchia amministrazione (guidata dalla governatrice facente funzioni Flavia Franconi). Da allora, infatti, Total e i suoi partner Shell e Mitsui avrebbero adempiuto a una serie di prescrizioni contenute nelle autorizzazioni che parevano rimaste lettera morta. Poi c’è stata la firma di un accordo integrativo sulle compensazioni ambientali che verranno corrisposte alla Regione in aggiunta alle royalty calcolate, come per legge, sui quantitativi di petrolio e gas estratti. Così sono venute meno anche le residue resistenze di via Verrastro sui termini economici della concessione, da cui si spera che possa partire un rilancio complessivo, economico e sociale, della Valle del Sauro e non solo.
L’avvio delle estrazioni di petrolio e gas del secondo giacimento lucano dopo quello della Val d’Agri gestito da Eni e Shell (in produzione da una ventina d’anni), era stato autorizzato nel 2006 e previsto, inizialmente, per la fine del 2011. Ma ha subito un notevole rallentamento a dicembre del 2008 a causa di una prima inchiesta sulle corruttele legate agli appalti per la realizzazione del Centro olio, per cui sono tuttora a processo per concussione gli ex vertici di Total e un ingegnere del Comune di Corleto.
Nei prossimi 100 giorni la compagnia francese punta a raggiungere il massimo di produzione autorizzata: 50mila barili di greggio al giorno, che ai prezzi attuali valgono da soli qualcosa come 2.700.000 euro, a cui andrebbero sommati anche 230mila metri cubi di gas (destinati a una contribuzione in natura a favore della Regione Basilicata attraverso una società di proprietà della stessa Regione, Sel spa).
Fino ad allora, però, ci sarà da collaudare l’intera infrastruttura messa a servizio del giacimento, costata 1,6 miliardi di euro.
Sulla base di accordi stipulati negli anni scorsi con Eni, grazie al partner comune Shell, il petrolio di Tempa Rossa verrà immesso a giorni alterni nello stesso oleodotto che già porta quanto estratto in Val d’Agri a Taranto. Nella città dei due mari, in attesa del completamento di un nuovo molo per le petroliere della compagnia francese, dovrebbe essere anche raffinato nello stabilimento di proprietà del cane a sei zampe, per poi essere immesso sul mercato sotto forma di prodotti di uso comune come catrame, benzina e diesel.

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