•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Tempo di lettura 7 Minuti


Il leghista Zullino  per protesta fa mancare il numero legale, slitta la
relazione su Tempa Rossa. Esplodono i malumori nella maggioranza su
nomine e temi “caldi” come il gioco d’azzardo. Centrosinistra e 5 Stelle
attaccano la maggioranza: «Faide interne»


POTENZA – Una figuraccia davanti ai vertici di Total Italia, seduti in
prima fila nei posti riservati al pubblico per assistere alla relazione
del governatore Vito Bardi sui nuovi accordi per il programma di
estrazioni di petrolio e gas nella valle del Sauro.
E’ quanto accaduto ieri mattina in Consiglio regionale con la seduta
sciolta per mancanza del numero legale dopo pochi minuti a causa
dell’uscita dall’aula, per protesta, del leghista Massimo Zullino
affianco agli esponenti di centrosinistra e Movimento 5 stelle.
A spiegare le ragioni del suo gesto, poco più tardi, è stato lo stesso
consigliere regionale che ha diffuso il testo di una lettera indirizzata
al governatore criticando non meglio precisate decisioni assunte
relazionandosi con le sole segreterie dei partiti che compongono la
maggioranza di centrodestra senza un coinvolgimento dell’«intero
Consiglio».
Zullino, che a persone di fiducia avrebbe confidato lo stupore persino
per la nomina in quota Lega di Aniello Crescenzi ai vertici dell’Alsia,
ha messo in guardia dalla possibile comparsa di «maggioranze diverse da
quelle che hanno determinato gli elettori», e ha parlato di un
«malumore» condiviso anche da «altri titolari di seggio» che per il
momento preferiscono restare nell’ombra. Un modo “sottile” per rimarcare
la qualifica di terzo eletto nella lista del Carroccio, dopo il
vice-governatore, Francesco Fanelli, e il presidente del Consiglio,
Carmine Cicala, ma davanti al capogruppo Tommaso Cicala e ai due
subentrati, Dina Sileo e Aliandro Gianuario (al posto dello stesso
Fanelli e di Donatella Merra, che sono scelti da Bardi per comporre la
sua giunta).
Nella lettera aperta al generale il presidente della commissione Salute
del parlamentino lucano ha denunciato la presenza di consiglieri e
dirigenti della macchina regionale che a parole sposerebbero la linea
del «cambiamento rispetto al passato», ma nei fatti avallerebbero
«posizioni consolidate in netta continuità con il passato».
«In ogni caso – ha aggiunto – , il periodo di “rodaggio” è terminato.
Dopo le parole pronunciate nel periodo di campagna elettorale, ora
abbiamo il preciso dovere di passare ai fatti, di assumerci delle
responsabilità chiare, soprattutto quando queste presuppongono scelte
delicate, difficili ed impopolari».
Impossibile non cogliere nelle parole di Zullino un riferimento
implicito all’attacco frontale lanciato nei giorni scorsi dai compagni
del Carroccio contro il direttore generale del San Carlo, Massimo
Barresi, da lui più volte difeso. Come pure al suo disegno di legge,
molto impopolare, di alleggerimento della normativa regionale di
contrasto alla ludopatia, diventato oggetto di scontro in particolare
con la “subentrata” Sileo, che è autrice di un disegno di legge di senso
opposto e tra i principali detrattori del dg Barresi.
«Il cambiamento non è da tutti». Ha concluso il consigliere venosino
rivolto ancora a Bardi. «Come ben sa, il presidente, oltre ad essere
garante del ruolo di governo, ha la responsabilità della tenuta
dell’intera maggioranza in Consiglio. Inutile precisarle che confido nel
suo buonsenso e nella comune voglia di fare grande la nostra amata
Basilicata».
Di tutt’altro tono il comunicato diffuso dalla maggioranza dopo una
riunione d’emergenza convocata da Bardi nella sala della giunta per
affrontare la situazione dopo lo scivolone in aula. Riunione a cui
Zullino non avrebbe partecipato.
Il centrodestra ha accusato di irresponsabilità in primis le
opposizioni, che «a fronte di argomenti all’ordine del giorno
estremamente importanti e significativi, come ad esempio, il piano dei
trasporti, (…) hanno contribuito a far cadere il numero legale».
Subito dopo, però, non hanno mancato di sottolineare che «il mal di
pancia dei singoli non può essere scaricato sulla collettività, su
questa maggioranza e sul governo regionale». Di qui la nuova
convocazione del Consiglio decisa, «incidenti di percorso a parte», per
oggi pomeriggio con un ordine del giorno che prevede l’approvazione del
bilancio dell’Alsia per sbloccare l’erogazione degli stipendi ai suoi
dipendenti, e una variazione di bilancio per stanziare le somme
necessarie alla proroga del contratto per il servizio di trasporto
pubblico locale che è in scadenza a fine mese.
Da ultimo è prevista ancora una volta la relazione del governatore sul
superamento dei rilievi che da agosto dell’anno scorso bloccano l’avvio
delle estrazioni di Total a Tempa Rossa e l’aggiornamento degli accordi
del 2006 sulle compensazioni economiche che la compagnia si impegna a
riconoscere alla Regione, con circa 250milioni di euro in più in
vent’anni, rispetto ai 6/700 già previsti nel 2006 (a seconda delle
oscillazioni del prezzo del greggio), da destinare a un fondo per lo
sviluppo di attività industriali.
Nella Lega della Basilicata, intanto, pare sempre più vicina una resa
dei conti dopo le critiche mosse dallo stesso Zullino e altri, tra i
quali il duo composto dal presidente del Consiglio Cicala e il fratello
sindaco di Viggiano, al segretario regionale del partito, il deputato
novarese Marzio Liuni. Non per niente tra le giustificazioni del gesto
compiuto gli amici del consigliere venosino ieri indicavano in aggiunta
la volontà di “proteggere” il presidente dell’Assemblea dagli attacchi
della minoranza per aver tenuto aperta troppo a lungo la votazione
consentendo al consigliere forzista Dino Bellettieri rientrare in aula e
tornare al suo posto.
La sua protesta, insomma, sarebbe stata rivolta anche all’atteggiamento
degli alleati azzurri, che ieri vedevano già assenti in Consiglio
Vincenzo Acito (giustificato), e soprattutto il capogruppo Francesco
Piro, pare a sua volta in polemica per le nomine appena effettuate da
Bardi. Assenze che hanno lasciato la maggioranza al minimo degli 11
votanti richiesto per la validità della seduta, esposta alle manovre
dell’opposizione per far saltare il banco non appena qualcuno – come è
accaduto – si fosse allontanato.
Oggi, ad ogni modo, Piro dovrebbe esserci. Resta solo da capire che farà
Zullino e se i manager della multinazionale francese vorranno esserci di
nuovo per assistere allo spettacolo.

BELLETTIERI (FI): “ERO USCITO A PRENDERE UN DOCUMENTO” –
«Non c’è stata
nessuna manovra di Forza Italia, né da parte mia per mettere in
difficoltà la maggioranza. Ero uscito dall’aula un attimo per farmi
consegnare un documento che mi serviva per la discussione e andare in
bagno».
E’ quanto ha dichiarato al Quotidiano il consigliere regionale Dino
Bellettieri (FI), che ieri mattina ha dato il “la” all’abbandono
dell’aula da parte dei consiglieri di opposizione, seguiti dal collega
di maggioranza Zullino. Una manovra che ha fatto venir
meno il numero legale, nonostante il suo rientro di corsa per pigiare il
pulsante di voto.
Bellettieri ricorda che è da «un mese e mezzo» che attendeva la
discussione prevista per ieri sulla situazione del trasporto pubblico
locale, «per dare una risposta a 1.300 famiglie che vogliono sapere che
ne sarà del lavoro con cui vanno avanti».
«Quando ci si siede tra quei banchi – ha aggiunto – si lavora per il
popolo e basta».

CENTROSINSITRA E 5 STELLE ATTACCANO – «I problemi politici
interni alla maggioranza di  centrodestra sono ormai conclamati».
E’ quanto dichiarato dai consiglieri regionali del centrosinistra
commentando quando accaduto ieri mattina nell’aula del parlamentino
lucano con la seduta sciolta per mancanza del numero legale in seguito
all’uscita dall’aula dei consiglieri di opposizione e del consigliere
leghista Massimo Zullino.
«In appena otto mesi dal  proprio insediamento, Bardi e compagnia hanno
dimostrato di non  avere minimamente a cuore le sorti dei lucani – hanno
dichiarato dal centrosinistra – e non riescono neanche ad assicurare il
normale svolgimento delle attività istituzionali (…) abbiamo assistito
solo al più becero accaparramento delle poltrone, alla affannosa ricerca
di equilibri sulle postazioni, all’affidamento di incarichi importanti a
parenti ed affini, a candidati non eletti e ad  amici di cordata,
applicando metodi aspramente criticati in  passato».
Duri anche i 5 stelle, per cui «la maggioranza Bardi è in totale
confusione. Le faide all’interno della maggioranza sono sempre più
numerose».
I pentastellati hanno ricondotto i «dissidi» alla «mancata approvazione»
del disegno di legge a  prima firma Zullino che amplia la tolleranza in
materia di gioco d’azzardo.
«Si  accettano scommesse – hanno aggiunto – sugli equilibri futuri di
questo governo regionale. Ancora  una volta le emergenze passano in
secondo piano. Davvero  imbarazzante assistere a questo spettacolo, il
cambiamento  rappresentato da questo centrodestra è solo di facciata, 
perlopiù malridotta»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA