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Il leghista Zullino  per protesta fa mancare il numero legale, slitta la relazione su Tempa Rossa. Esplodono i malumori nella maggioranza su nomine e temi “caldi” come il gioco d’azzardo. Centrosinistra e 5 Stelle attaccano la maggioranza: «Faide interne»


POTENZA – Una figuraccia davanti ai vertici di Total Italia, seduti in prima fila nei posti riservati al pubblico per assistere alla relazione del governatore Vito Bardi sui nuovi accordi per il programma di estrazioni di petrolio e gas nella valle del Sauro. E’ quanto accaduto ieri mattina in Consiglio regionale con la seduta sciolta per mancanza del numero legale dopo pochi minuti a causa dell’uscita dall’aula, per protesta, del leghista Massimo Zullino affianco agli esponenti di centrosinistra e Movimento 5 stelle. A spiegare le ragioni del suo gesto, poco più tardi, è stato lo stesso consigliere regionale che ha diffuso il testo di una lettera indirizzata al governatore criticando non meglio precisate decisioni assunte relazionandosi con le sole segreterie dei partiti che compongono la maggioranza di centrodestra senza un coinvolgimento dell’«intero Consiglio».

Zullino, che a persone di fiducia avrebbe confidato lo stupore persino per la nomina in quota Lega di Aniello Crescenzi ai vertici dell’Alsia, ha messo in guardia dalla possibile comparsa di «maggioranze diverse da quelle che hanno determinato gli elettori», e ha parlato di un «malumore» condiviso anche da «altri titolari di seggio» che per il momento preferiscono restare nell’ombra. Un modo “sottile” per rimarcare la qualifica di terzo eletto nella lista del Carroccio, dopo il vice-governatore, Francesco Fanelli, e il presidente del Consiglio, Carmine Cicala, ma davanti al capogruppo Tommaso Cicala e ai due subentrati, Dina Sileo e Aliandro Gianuario (al posto dello stesso Fanelli e di Donatella Merra, che sono scelti da Bardi per comporre la sua giunta). Nella lettera aperta al generale il presidente della commissione Salute del parlamentino lucano ha denunciato la presenza di consiglieri e dirigenti della macchina regionale che a parole sposerebbero la linea del «cambiamento rispetto al passato», ma nei fatti avallerebbero «posizioni consolidate in netta continuità con il passato». «In ogni caso – ha aggiunto – , il periodo di “rodaggio” è terminato. Dopo le parole pronunciate nel periodo di campagna elettorale, ora abbiamo il preciso dovere di passare ai fatti, di assumerci delle responsabilità chiare, soprattutto quando queste presuppongono scelte delicate, difficili ed impopolari». Impossibile non cogliere nelle parole di Zullino un riferimento implicito all’attacco frontale lanciato nei giorni scorsi dai compagni del Carroccio contro il direttore generale del San Carlo, Massimo Barresi, da lui più volte difeso. Come pure al suo disegno di legge, molto impopolare, di alleggerimento della normativa regionale di contrasto alla ludopatia, diventato oggetto di scontro in particolare con la “subentrata” Sileo, che è autrice di un disegno di legge di senso opposto e tra i principali detrattori del dg Barresi. «Il cambiamento non è da tutti». Ha concluso il consigliere venosino rivolto ancora a Bardi. «Come ben sa, il presidente, oltre ad essere garante del ruolo di governo, ha la responsabilità della tenuta dell’intera maggioranza in Consiglio. Inutile precisarle che confido nel suo buonsenso e nella comune voglia di fare grande la nostra amata Basilicata».

Di tutt’altro tono il comunicato diffuso dalla maggioranza dopo una riunione d’emergenza convocata da Bardi nella sala della giunta per affrontare la situazione dopo lo scivolone in aula. Riunione a cui Zullino non avrebbe partecipato. Il centrodestra ha accusato di irresponsabilità in primis le opposizioni, che «a fronte di argomenti all’ordine del giorno estremamente importanti e significativi, come ad esempio, il piano dei trasporti, (…) hanno contribuito a far cadere il numero legale». Subito dopo, però, non hanno mancato di sottolineare che «il mal di pancia dei singoli non può essere scaricato sulla collettività, su questa maggioranza e sul governo regionale».

Di qui la nuova convocazione del Consiglio decisa, «incidenti di percorso a parte», per oggi pomeriggio con un ordine del giorno che prevede l’approvazione del bilancio dell’Alsia per sbloccare l’erogazione degli stipendi ai suoi dipendenti, e una variazione di bilancio per stanziare le somme necessarie alla proroga del contratto per il servizio di trasporto pubblico locale che è in scadenza a fine mese. Da ultimo è prevista ancora una volta la relazione del governatore sul superamento dei rilievi che da agosto dell’anno scorso bloccano l’avvio delle estrazioni di Total a Tempa Rossa e l’aggiornamento degli accordi del 2006 sulle compensazioni economiche che la compagnia si impegna a riconoscere alla Regione, con circa 250milioni di euro in più in vent’anni, rispetto ai 6/700 già previsti nel 2006 (a seconda delle oscillazioni del prezzo del greggio), da destinare a un fondo per lo sviluppo di attività industriali. Nella Lega della Basilicata, intanto, pare sempre più vicina una resa dei conti dopo le critiche mosse dallo stesso Zullino e altri, tra i quali il duo composto dal presidente del Consiglio Cicala e il fratello sindaco di Viggiano, al segretario regionale del partito, il deputato novarese Marzio Liuni. Non per niente tra le giustificazioni del gesto compiuto gli amici del consigliere venosino ieri indicavano in aggiunta la volontà di “proteggere” il presidente dell’Assemblea dagli attacchi della minoranza per aver tenuto aperta troppo a lungo la votazione consentendo al consigliere forzista Dino Bellettieri rientrare in aula e tornare al suo posto. La sua protesta, insomma, sarebbe stata rivolta anche all’atteggiamento degli alleati azzurri, che ieri vedevano già assenti in Consiglio Vincenzo Acito (giustificato), e soprattutto il capogruppo Francesco Piro, pare a sua volta in polemica per le nomine appena effettuate da Bardi. Assenze che hanno lasciato la maggioranza al minimo degli 11 votanti richiesto per la validità della seduta, esposta alle manovre dell’opposizione per far saltare il banco non appena qualcuno – come è accaduto – si fosse allontanato. Oggi, ad ogni modo, Piro dovrebbe esserci. Resta solo da capire che farà Zullino e se i manager della multinazionale francese vorranno esserci di nuovo per assistere allo spettacolo.

BELLETTIERI (FI): “ERO USCITO A PRENDERE UN DOCUMENTO” – «Non c’è stata nessuna manovra di Forza Italia, né da parte mia per mettere in difficoltà la maggioranza. Ero uscito dall’aula un attimo per farmi consegnare un documento che mi serviva per la discussione e andare in bagno». È quanto ha dichiarato al Quotidiano il consigliere regionale Dino Bellettieri (FI), che ieri mattina ha dato il “la” all’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri di opposizione, seguiti dal collega di maggioranza Zullino. Una manovra che ha fatto venir meno il numero legale, nonostante il suo rientro di corsa per pigiare il pulsante di voto. Bellettieri ricorda che è da «un mese e mezzo» che attendeva la discussione prevista per ieri sulla situazione del trasporto pubblico locale, «per dare una risposta a 1.300 famiglie che vogliono sapere che ne sarà del lavoro con cui vanno avanti». «Quando ci si siede tra quei banchi – ha aggiunto – si lavora per il popolo e basta».

CENTROSINSITRA E 5 STELLE ATTACCANO – «I problemi politici interni alla maggioranza di centrodestra sono ormai conclamati». E’ quanto dichiarato dai consiglieri regionali del centrosinistra commentando quando accaduto ieri mattina nell’aula del parlamentino lucano con la seduta sciolta per mancanza del numero legale in seguito all’uscita dall’aula dei consiglieri di opposizione e del consigliere leghista Massimo Zullino. «In appena otto mesi dal proprio insediamento, Bardi e compagnia hanno dimostrato di non avere minimamente a cuore le sorti dei lucani – hanno dichiarato dal centrosinistra – e non riescono neanche ad assicurare il normale svolgimento delle attività istituzionali (…) abbiamo assistito solo al più becero accaparramento delle poltrone, alla affannosa ricerca di equilibri sulle postazioni, all’affidamento di incarichi importanti a parenti ed affini, a candidati non eletti e ad amici di cordata, applicando metodi aspramente criticati in passato». Duri anche i 5 stelle, per cui «la maggioranza Bardi è in totale confusione. Le faide all’interno della maggioranza sono sempre più numerose». I pentastellati hanno ricondotto i «dissidi» alla «mancata approvazione» del disegno di legge a prima firma Zullino che amplia la tolleranza in materia di gioco d’azzardo. «Si accettano scommesse – hanno aggiunto – sugli equilibri futuri di questo governo regionale. Ancora una volta le emergenze passano in secondo piano. Davvero imbarazzante assistere a questo spettacolo, il cambiamento rappresentato da questo centrodestra è solo di facciata, perlopiù malridotta»

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