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Oppido Lucano, Poliambulatorio e il consultorio: Due presidi a rischio chiusura. La denuncia dei consiglieri di opposizione.
OPPIDO LUCANO – Quale futuro per il poliambulatorio e il consultorio di Oppido Lucano. A porsi l’interrogativo i consiglieri comunali del gruppo “Noi, insieme per Oppido”, Antonio De Rosa, Vittorio Cilla, Vito Marone e Rocco Pappalardo. Il gruppo consiliare esprime forte preoccupazione per il futuro del Poliambulatorio e del Consultorio familiare «alla luce della riorganizzazione della sanità territoriale – si legge in una nota – prevista dal Pnrr e dal decreto ministeriale del 2022 che porterà all’attivazione, in Basilicata, delle “Case di comunità».
Già il 21 marzo 2022, «durante la fase iniziale del processo di riorganizzazione sanitaria regionale – hanno dichiarato i consiglieri comunali di opposizione Antonio De Rosa, Vittorio Cilla, Vito Marone e Rocco Pappalardo- il nostro gruppo in consiglio comunale presentò una mozione con la quale chiedeva al sindaco di attivarsi affinché Oppido Lucano fosse individuato come sede di una delle 17 Case della Comunità previste in Basilicata, valorizzando il Poliambulatorio Asp esistente, recently ristrutturato, e rafforzando così i servizi sanitari territoriali».
OPPIDO LUCANO, SUL POLIAMBULATORIO E CONSULTORIO: LA MOZIONE RESPINTA E LE ACCUSE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Ma «quella mozione non venne mai inserita all’ordine del giorno del Consiglio comunale». Il sindaco sostenne all’epoca «che la questione fosse già stata affrontata in sede regionale e che non vi fosse alcun ulteriore impegno da assumere». Oggi, purtroppo, «i fatti – hanno aggiunto gli esponenti di “Noi insieme per Oppido”-dimostrano quanto quell’atteggiamento si sia rivelato rinunciatario e politicamente debole rispetto a un tema fondamentale come il diritto alla salute pubblica». Il Poliambulatorio e il Consultorio familiare «rappresentano infatti presìdi essenziali di assistenza, prevenzione e prossimità – si legge ancora nella nota – Sono strutture che garantiscono servizi indispensabili a famiglie, donne, giovani, anziani e persone fragili, soprattutto in un territorio interno come il nostro, già segnato da spopolamento, invecchiamento della popolazione e difficoltà di accesso ai servizi».
IL RISCHIO DI DEPOTENZIAMENTO E L’ALLARME SULLA GUARDIA MEDICA
Il rischio concreto è che, con l’entrata in funzione delle Case della Comunità, si assista «a un graduale depotenziamento dei servizi oggi presenti a Oppido Lucano, impoverendo ulteriormente l’offerta sanitaria locale». A preoccupare è anche il totale immobilismo dell’Amministrazione comunale, «che fino ad oggi non ha informato adeguatamente la cittadinanza, non ha promosso nessun confronto pubblico con operatori sanitari e organizzazioni sindacali e non avviato alcuna iniziativa istituzionale a difesa del Poliambulatorio, del Consultorio e del personale sanitario, al quale va il nostro sincero ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni nonostante le tante difficoltà».
Per queste ragioni «chiediamo al sindaco di chiarire pubblicamente: se e a quali incontri con Asp a e con gli altri sindaci abbia partecipato nell’ambito di questa riorganizzazione sanitaria; quale posizione abbia assunto per difendere il Poliambulatorio, il Consultorio familiare e i servizi sanitari di Oppido Lucano; quali servizi rimarranno concretamente attivi presso la struttura sanitaria locale, considerato che a partire dal 24 maggio la Guardia medica pare essere già stata soppressa».
OPPIDO LUCANO, POLIAMBULATORIO E CONSULTORIO: LA BATTAGLIA DELL’OPPOSIZIONE PER DIFENDERE IL DIRITTO ALLA SALUTE
Indebolire i servizi sanitari territoriali «significa indebolire il diritto stesso dei cittadini a continuare a vivere nel proprio paese. Per questo continueremo a interloquire con i vertici dell’Asp al fine di ottenere chiarezza sul futuro della struttura sanitaria di Oppido Lucano e mettere in campo ogni iniziativa utile a difesa del diritto alla salute della nostra comunità».
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