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La Cgil Calabria, la Filt e le Camere del lavoro calabresi hanno scritto al Presidente della Repubblica consegnandogli le firme raccolte per richiamare l’attenzione per la modernizzazione del sistema dei trasporti in Calabria». «A differenza delle popolazioni della Val di Susa – sostengono – i calabresi vogliono investimenti e la modernizzazione del sistema ferroviario ad alta velocità. Come Cgil, rappresentando l’esasperazione delle popolazioni e delle comunità locali, abbiamo raccolto, in pochi giorni, oltre dieci mila firme per protestare contro il taglio dei treni notturni e a lunga percorrenza che isolano la Calabria dal resto del Paese. In questa fase della vita del Paese e dell’Europa ci sono sicuramente tanti motivi di preoccupazione, tante difficoltà e tanti disagi che si ripercuotono inevitabilmente soprattutto sulle fasce più deboli e più esposte. Ma la questione dei trasporti in Calabria sta diventando una preoccupazione davvero seria perchè le condizioni della mobilità, non solo ferroviaria, sono al punto più basso degli ultimi cinquanta anni».
Nella lettera inviata a Napolitano la Cgil sostiene che «il taglio dei treni a lunga percorrenza e l’abbandono degli investimenti e di modernizzazione della rete da parte delle Ferrovie dello Stato ha isolato la Calabria e soprattutto la fascia jonica da dove non ci sono treni neanche per Roma, ha prodotto nuovi esuberi nel settore e negli appalti ed ha aumentato enormemente i prezzi dei biglietti per raggiungere le città del nord. Va evidenziato, inoltre, che anche il trasporto regionale è collassato. Ogni mattina centinaia di pendolari, studenti e lavoratori dipendenti, rischiano di non potersi recare a scuola o a lavoro, perchè i treni vengono improvvisamente soppressi per guasti tecnici o per altri motivi. Un dato rende l’idea meglio delle parole: nello scorso mese di gennaio i treni soppressi in Calabria sono stati 271. Oltre al trasporto ferroviario, sono note poi le condizioni dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, per il cui completamento occorrono due miliardi e 800 milioni di euro».

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