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Sequestro beni per oltre un milione di euro, a presunti affiliati del clan Casamonica. Il provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza ha colpito 5 persone vicine al clan coinvolte in un traffico di droga nella zona di Lamezia
LAMEZIA TERME – I narcos del quartiere Capizzaglie di Lamezia “collaboravano” anche con i Casamonica della Capitale nella fornitura in particolare di cocaina.
SEQUESTRO BENI CLAN CASAMONICA, AUTO, CASE E DENARO
Per quest’ultimi, dopo le condanne, è stato disposto il sequestro di 3 unità immobiliari, 3 autoveicoli e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di 959.000 euro (oltre alle disponibilità finanziarie che sono in fase di individuazione), direttamente e/o indirettamente riconducibili a 5 persone, vicine al clan dei Casamonica. I destinatari dei sequestri sono i fratelli Angelo, Maurizio, Yuri e Fabiola Lupparelli, tutti di Roma, nonché Federico De Vito, figlio di Fabiola Lupparelli, originario di Lamezia
IL PROCESSO SVEVIA
Il sequestro odierno, mercoledì 24 settembre, emesso dal Tribunale di Roma – misure di prevenzione, su richiesta della Procura di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia tra origine dalle condanne inflitte a ottobre del 2024 per quasi quattro secoli di carcere complessivi (da un massimo di 20 anni di carcere a un minimo di un anno) al termine del processo di primo grado “Svevia”. Il processo si è celebrato con il rito abbreviato, per 32 dei 34 imputati (due sono stati assolti) coinvolti a febbraio 2023 nell’inchiesta “Svevia” coordinata dalla Dda che portò all’arresto di 46 persone (40 in carcere, 6 ai domiciliari mentre per 3 il gip dispose l’obbligo di presentazione alla Pg).
Sequestro eseguito dai miliari del del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, in collaborazione con il servizio centrale G. I.C.O. e con il supporto dei reparti territoriali e del Gico del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Roma,
I CONTATTI CON LA COSCA LAMETINA GIAMPÀ
Tra i condannati in primo grado Yuri Lupparelli di Roma, condannato a 8 anni, ritenuto legato ai Casamonica. Le indagini (coordinate dei pm Elio Romano e Chiara Bonfadini), furono eseguite dal Nucleo Operativo e Nucleo Mobile della Guardia di Finanza di Lamezia, smantellarono una presunta organizzazione dedita allo spaccio di droga, fortemente radicata nel quartiere Capizzaglie di Lamezia e al cui vertice ci sarebbe stato Antonio Galiano della cosca Giampà, con saldi canali di approvvigionamento che dal Reggino, passando da San Luca e Rosarno, fino alla Capitale grazie alla collaborazione con il clan dei Casamonica.
IL SODALIZIO CRIMINALE
Il sodalizio poteva contare anche su di un’ampia disponibilità di armi. I ruoli di promotori e organizzatori sarebbero stati riconosciuti a Giorgio Galiano (a processo con il rito ordinario), che sfuggì a un agguato mafioso nel 1997, ritenuto dominus assoluto del sodalizio, il quale – stando alle accuse – dettava direttive ai propri figli Antonio e Angelo di 34 anni sulle modalità di conduzione dello spaccio di sostanze stupefacenti, impartiva disposizioni su come dovevano comportarsi gli spacciatori ed acquirenti, sul linguaggio criptico da utilizzare, sulle modalità di custodia della droga e del denaro.
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