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LAMEZIA TERME – Dopo aver curato la pratica come legale di una famiglia, incassa dalla compagnia assicurativa Reale Mutua (con bonifico sul conto intestato a lui con delega ad operare conferita alla moglie) la somma di 240mila euro come risarcimento per un incidente stradale mortale avvenuto il 10 maggio del 2016. La somma era destinata alla moglie della vittima dell’incidente e ai figli minori (all’epoca dei fatti).
Alla fine, dopo aver incassato la somma in un’unica soluzione, invia somme tramite vari bonifici ai reali destinatari, trattenendo per se la somma complessiva di 57mila e 500 euro. In particolare, sul conto intestato all’avvocato con delega operare conferita alla moglie dell’avvocato, veniva accreditata la somma di 240 mila euro, di cui 40mila spettante alla moglie della vittima e 100mila euro ciascuno alle figlie all’epoca minorenni, oltre alla somma complessiva di 23mila euro a titolo di onorari per l’attività professionale svolta.
Avvocato di Lamezia a giudizio: la denuncia della moglie della vittima e le indagini
Ora, l’avvocato del foro di Lamezia Terme, Nicolino Sesto, dopo la denuncia della moglie della vittima che più volte aveva chiesto le somme spettanti a lei e alle sue due figlie minori (all’epoca dei fatti) e le indagini svolte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, dovrà affrontare un processo con l’accusa di appropriazione indebita aggravata dall’aver commesso il fatto abusando della relazione di prestazione d’opera.
La violazione di un obbligo imposto dal Giudice tutelare
L’avvocato, tra l’altro, per poter incassare le somme destinate alle figlie della vittima dell’incidente mortale, aveva chiesto l’autorizzazione al Giudice tutelare del tribunale di Lamezia perchè all’epoca erano minori e il Giudice, nel concedergli l’autorizzazione, lo obbligava a depositare le somme su un conto vincolato non a rischio.
Il legale, invece, contravvenendo alle disposizioni del Giudice, le avrebbe trattenute sul proprio conto, limitandosi a versare – secondo le accuse – con distinti bonifici, la somma di 35mila euro sul un conto della moglie della vittima, la somma complessiva di 135 mila euro (bonifici di 75mila euro prima e di 65 mila euro poi) sul conto intestato a una sola delle figlie della vittima nonché la somma complessiva di 12mila e 500 euro (tramite sei distinti bonifici) su una carta prepagata intestata alla vedova della vittima, trattenendo per se la somma complessiva di 57mila e 500 euro nonostante le richieste verbali e scritte della vedova alla quale l’avvocato avrebbe riferito che nulla le era più dovuto.
Anche questo è emerso nel corso delle indagini sfociate in un decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti dell’avvocato, emesso dal pm Emanuela Costa che ha diretto e coordinato le indagini del Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme. Il processo è fissato per il 26 maggio 2026.
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