Il tribunale di Lamezia Terme
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Droga a Lamezia dal Reggino e dalla Capitale, il pm chiede condanne per quasi un secolo di carcere per 9 imputati nel processo Svevia
LAMEZIA TERME- Quasi un secolo di carcere complessivo (da un massimo di 30 anni a un minimo di 2) รจ stato chiesto dal pm Romano Gallo nei confronti di 9 dei 12 imputati (per 3 il pm ha chiesto di non procedere per prescrizione) che hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario relativamente al processo Svevia, scaturito dallโomonima operazione di febbraio 2023 quando le indagini del Nucleo Operativo e Nucleo Mobile della Guardia di Finanza di Lamezia, coordinato dalla Dda di Catanzaro, smantellarono una presunta organizzazione dedita allo spaccio di droga, fortemente radicata nel quartiere Capizzaglie di Lamezia.
Al vertice ci sarebbe stato Antonio Galiano (per il quale รจ stata chiesta la pena piรน pesante di 30 anni di reclusione) ritenuto esponente della cosca Giampร , che avrebbe mantenuto saldi canali per l’approvvigionamento della droga che, dal Reggino, passando da San Luca e Rosarno, si spingevano fino alla Capitale grazie alla collaborazione con il clan dei Casamonica da dove sarebbero arrivati fiumi di droga (cocaina in particolare).
LE RICHIESTE
Il pm, al termine della sua requisitoria, al collegio giudicante del tribunale di Lamezia ha chiesto:
- Carmela Alfieri, 40 anni, di Roma, non doversi procedere per prescrizione.
- Marco Cosentino, 37 anni, di Lamezia, 8 anni di reclusione e 45 mila euro di multa.
- Giorgio Galiano, 71 anni, di Lamezia, 30 anni e 100 mila euro di multa.
- Pasquale Gigliotti, 44 anni di Lamezia, 7 anni, 6 mesi e 30 mila euro di multa.
- Salvatore Iannelli, 26 anni, di Lamezia, 3 anni e 3mila euro di multa
- Vincenzo Iannelli, 55 anni, di Lamezia; 6 anni e 3mila euro di multa
- Angelo Lupparelli, 46 anni, di Roma, chiesto il non doversi procedere per prescrizione
- Maurizio Lupparelli, 42 anni, di Roma, 16 anni, 6 mesi di reclusione e 40mila euro di multa
- Antonio Mauro, 35 anni, di Lamezia, 15 anni e 70 mila euro di multa
- Francesco Muraca, 46 anni, di Lamezia, 2 anni e 3mila euro di multa e inoltre lโassoluzione per un altro capo
- Raffaele Scalise, 48 anni, di Lamezia, 15 anni e per altri capi non doversi procedere per prescrizione
- Saverio Torcasio, 39 anni, detto โil geometraโ, chiesto il non doversi procedere per prescrizione.
DUE ANNI FA, 32 CONDANNE CON L’ABBREVIATO
Come si ricorderร , a febbraio 2024, giunsero 32 condanne per complessivi quasi quattro secoli di carcere (da un massimo di 20 anni di carcere a un minimo di un anno) su 34 imputati giudicati con il rito abbreviato (due furono assolti), tutti coinvolti a febbraio 2023 nellโinchiesta โSveviaโ coordinata dalla Dda di Catanzaro che portรฒ allโarresto di 46 persone (40 in carcere, 6 ai domiciliari mentre per 3 il gip dispose lโobbligo di presentazione alla Pg).
LE INDAGINI E I COLLEGAMENTI CON I CASAMONICA
Le indagini (coordinate dai pm Elio Romano e Chiara Bonfadini), furono eseguite dal Nucleo Operativo e Nucleo Mobile della Guardia di Finanza di Lamezia. Furono inoltre supportate da migliaia di intercettazioni in cui emersero anche gli stabili e continuati fonti di approvvigionamento per i narcos lametini che avrebbero sfruttato in particolare i legami di parentela acquisiti con la famiglia Lupparelli di Roma collegata con i Casamonica.
Dalle indagini emerso anche che i ruoli di promotori e organizzatori sarebbero stati riconosciuti a Giorgio Galiano, che sfuggรฌ a un agguato mafioso nel 1997, ritenuto dominus assoluto del sodalizio, il quale โ stando alle accuse – dettava direttive ai propri figli Antonio e Angelo di 34 anni sulle modalitร di conduzione dello spaccio di sostanze stupefacenti, impartiva disposizioni su come dovevano comportarsi gli spacciatori ed acquirenti, sul linguaggio criptico da utilizzare, sulle modalitร di custodia della droga e del denaro. A settembre scorso, tra lโaltro, dopo le condanne con lโabbreviato, รจ stato disposto il sequestro di 3 unitร immobiliari, 3 autoveicoli e disponibilitร finanziarie, per un valore complessivo di 959.000 euro, direttamente e/o indirettamente riconducibili ai fratelli Lupparelli ritenuti contigui al clan dei Casamonica.
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