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LAMEZIA TERME – Due assoluzioni per concorso in omicidio confermate, una pena per associazione mafiosa ridotta e una condanna a 10 anni sempre per associazione mafiosa, annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello. Questa la sentenza emessa dalla Cassazione contro Angelo Anzalone e Vincenzo Torcasio i quali, un anno fa, al processo d’appello bis erano stati assolti dall’accusa di concorso in omicidio (quello di maggio del 2003 quando fu ucciso Antonio, personaggio di spicco dall’omonima cosca, davanti al commissariato da cui era uscito dopo aver firmato sul registro dei sorvegliati speciali) e condannati per associazione mafiosa. Il tutto nell’ambito del filone omicidi relativamente al processo Andromeda tenutosi contro la cosca Iannazzo – Cannizzaro – Daponte.
Ricorsi della Procura inammissibili
Ora la Cassazione, dopo il ricorso del procuratore generale contro la sentenza d’appello bis di luglio 2025, in totale accoglimento delle argomentazioni difensive dell’avvocato Antonio Larussa, ha dichiarato inammissibili i ricorsi del procuratore generale contro l’assoluzione di Angelo Anzalone e Vincenzo Torcasio, entrambi di 48 anni, in relazione all’omicidio di Antonio Torcasio per il quale i due erano rimasti coinvolti in concorso.
Le condanne in primo grado
In particolare, Angelo Anzalone in primo grado era stato condannato dal gup con l’abbreviato nel febbraio del 2017 alla pena dell’ergastolo per l’omicidio di Torcasio, con il ruolo di esecutore materiale e con il compito di guidare la moto con a bordo il killer che materialmente sparò contro Antonio Torcasio, mentre Vincenzo Torcasio è stato accusato di aver avuto il ruolo di “specchietto”. Secondo quanto emerse, l’omicidio sarebbe stato commesso nell’ambito della guerra di mafia fra i Torcasio e i Cannizzaro. La condanna all’ergastolo per Anzalone era stata confermata nel luglio del 2018 dalla Corte di Assise di Appello di Catanzaro. Successivamente la seconda sezione penale della Corte di Cassazione annullava la condanna all’ergastolo per Anzalone con rinvio alla Corte di Assise di Appello, confermando la sussistenza del reato di associazione mafiosa.
Anche Vincenzo Torcasio, in relazione al medesimo omicidio, veniva condannato in primo grado a 30 anni di reclusione, poi ridotta a 16 anni nel primo giudizio di appello. Anche in questo caso la seconda sezione penale della Corte di Cassazione annullava la condanna per l’omicidio in relazione alla posizione del Vincenzo Torcasio con rinvio alla Corte di Assise di Appello, confermando la sussistenza del reato di associazione mafiosa. Nel luglio dello scorso anno, al processo d’appello bis, la procura generale aveva richiesto la pena dell’ergastolo per Anzalone, mentre la Corte di Assise di Appello di Catanzaro assolveva Anzalone dal reato di omicidio pluriaggravato di Antonio Torcasio anche dall’agevolazione mafiosa e lo condannava alla pena di anni 10 di reclusione per il reato di associazione mafiosa, condanna che ora in Cassazione è stata annullata con rinvio ad altra sezione di Corte d’Appello.
L’appello bis
Nel luglio dello scorso anno, infatti, la Procura generale aveva richiesto la condanna a 30 anni di reclusione mentre la Corte di Assise di Appello di Catanzaro assolveva Vincenzo Torcasio dal concorso in omicidio pluriaggravato anche dall’agevolazione mafiosa e condannava alla pena di 10 anni di reclusione sia Anzalone che Vincenzo Torcasio per associazione mafiosa. Sentenza impugnata per l’associazione mafiosa in relazione alla pena, mentre la Procura Generale di Catanzaro chiedeva l’annullamento dell’assoluzione per l’omicidio di Antonio Torcasio nei confronti di entrambi.
Ora la sesta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, in totale accoglimento delle argomentazioni difensive dell’avvocato Antonio Larussa, dichiarava inammissibili i ricorsi del Procuratore Generale contro l’assoluzione relativamente all’omicidio cosicché i proscioglimenti di Anzalone e Vincenzo Torcasio in merito all’omicidio davanti il commissariato di polizia diventano definitivi, accoglieva il ricorso della difesa in ordine al trattamento sanzionatorio con rinvio alla Corte di Assise di Appello, rideterminando la pena per Vincenzo Torcasio a 4 anni e 8 me per il reato di associazione mafiosa, pena inferiore a quanto già espiato in fase cautelare da Vincenzo Torcasio, revocando altresì l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, sostituita con quella di 5 anni e revocava totalmente l’interdizione legale.
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