La palazzina dopo il crollo della facciata
2 minuti per la letturaCrollo della facciata esterna di una palazzina a Lamezia, tre persone nel registro degli indagati. Ipotesi crollo causato da lavori di scavo
LAMEZIA TERME – Crollo di costruzioni o altri disastri dolosi sono le ipotesi di reato formulate dalla Procura della Repubblica nei confronti del committente dei lavori, l’escavatorista e il responsabile tecnico dei lavori di scavo, con l’utilizzo di un escavatore, che avrebbero causato il 2 settembre scorso il crollo della facciata laterale della palazzina (crollata come se fosse cartapesta) a quattro piani fuori terra adibito a civile abitazione in via Galluppi, nel quartiere Cafaldo di Lamezia Terme, alle spalle della chiesa del Carmine, senza fortunatamente causare vittime visto che in quel momento era disabitata. La Procura ha anche disposto il sequestro dell’escavatore, la stessa palazzina crollata e alcune aree pubbliche nei pressi del crollo.
L’inchiesta della Procura
La Procura aveva fin da subito aperto un’inchiesta e al termine dei rilievi tecnici e delle perizie, ha iscritto nel registro degli indagati tre persone. Fin dalle prime battute dell’inchiesta si era ipotizzato che i lavori di scavo in corso avrebbero fatto venire giù la facciata che ha causato anche lo sgombero di 15 famiglie. Alcuni giorni prima del crollo, infatti, era stato aperto un cantiere (fin da subito sottoposto a sequestro così come la palazzina interessata al crollo) per la realizzazione di un fabbricato vicino a quello interessato al crollo ed erano in corso lavori di scavo nei pressi alla palazzina crollata. Dalle prime verifiche effettuate, si fece strada l’ipotesi che le vibrazioni dello scavo in corso fossero state la causa del crollo e forse anche i lavori di alcune settimane prima, sempre nella stessa zona per la demolizione di un altro vecchio fabbricato.
Nessuna vittima e famiglie sgomberate
Al momento del crollo, verificatosi nella tarda mattinata del 2 settembre scorso, per fortuna erano da poco andati via per la pausa pranzo alcuni operai impegnati nei lavori di scavo. La zona per i lavori, infatti, era pure transennata visto l’utilizzo di un escavatore. Un miracolo, insomma, che in quelle abitazioni nel centro storico del quartiere Cafaldo a quell’ora ci fosse solo una sola persona che però era dalla parte opposta del crollo, facendo comunque in tempo ad evacuare l’abitazione dopo l’avviso di un familiare che aveva notato la caduta dei primi calcinacci pensando fosse un terremoto.
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