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Un cane pastore maremmano

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SOVERATO (CATANZARO) – Una tragedia ha squarciato un afoso pomeriggio di agosto a Soverato. Simona Cavallaro, 20 anni, figlia di un noto gioielliere, è morta sbranata dai cani mentre si trovava nella pineta di Monte Fiorino, nel vicino comune di Satriano. Cani, evidentemente, non randagi ma da pastore, secondo l’ipotesi più accreditata dalle forze dell’ordine intervenute (LEGGI LA NOTIZIA).

La dinamica dei fatti è tanto semplice quanto cruenta. La ragazza si è recata nel pomeriggio di ieri con un ragazzo nell’area picnic della pineta, per effettuare una specie di sopralluogo in vista di una scampagnata con gli amici da organizzare domenica. Sul posto i due sarebbero stati avvicinati da questo branco di cani, almeno una quindicina, forse 18, e pare dopo un iniziale momento in cui le bestie si sarebbero avvicinate “pacificamente”, è scattata l’aggressione. Il ragazzo sarebbe fuggito rifugiandosi presso un casolare, da dove ha subito chiamato i carabinieri che prontamente si sono recati nella pineta e si sono messi alla ricerca della ragazza, trovata senza vita con le laceranti e letali ferite provocate dai cani.

Simona Cavallaro

La scena che i militari della Compagnia di Soverato, guidati dal tenente Luca Palladino, si sono trovati davanti, è stata dunque impressionante. Mentre si recavano sul posto il magistrato di turno e il medico legale Isabella Aquila, partiva la caccia ai cani, con l’ausilio dei veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e gli agenti della polizia municipale di Satriano. Diversi cani venivano accalappiati, alcuni di loro si mostravano piuttosto aggressivi anche nei confronti delle forze dell’ordine.

La notizia della morte assurda di Simona, nel giro di qualche ora, si diffondeva nella città della povera ragazza, conosciuta e stimata. Studentessa a Milano, si trovava nella sua Soverato per trascorrere le vacanze estive, con la famiglia e gli amici di sempre. Sgomenta la comunità nell’apprendere la tragedia, senza parole per spiegare una vicenda così particolare, drammatica. Le indagini dei carabinieri non potranno che indirizzarsi verso l’individuazione degli eventuali responsabili di questi cani. Secondo indiscrezioni, sarebbero riconducibili ad un allevatore e alcuni di loro avrebbero anche il microchip ovvero risulterebbero iscritti all’anagrafe canina. D’altronde, così dovrebbe essere: tutti i cani da gregge devono essere iscritti all’anagrafe canina e i controlli sanitari sugli allevamenti dovrebbero vertere anche su questo.

Sta di fatto, che di cani randagi non si tratta. I randagi non sono, per loro natura, bestie stanziali, mentre quelle che hanno aggredito la povera ragazza sono rimaste poi nell’area della pineta. Un’area, fra l’altro, abbastanza frequentata, specie durante i giorni festivi come l’ultimo ferragosto. Le indagini proseguiranno nella giornata odierna, allorquando saranno presumibilmente stati recuperati tutti i cani del branco che ha ucciso Simona.

Mentre si indaga, la comunità soveratese affonda nel dolore. Proprio nella data – la beffa della sorte – in cui si celebra la giornata internazionale del cane.

IL SINDACO

“Non è un fenomeno di randagismo perché abbiamo una convenzione con una società che si occupa dei cani randagi. Si tratta di un branco di cani maremmani pastori da gregge quindi bisogna comprendere a chi è riconducibile il branco”.

Queste le parole del sindaco di Satriano Massimiliano Chiaravalloti che a LaPresse ha confermato che quanto accaduto a Sara Cavallaro non è legato al fenomeno del randagismo. “Siamo un comune virtuoso sotto questo profilo, paghiamo 40 mila euro l’anno la società che si occupa di questo. Non abbiamo cani randagi. Siamo in attesa dell’autopsia per dichiarare il lutto cittadino”, ha aggiunto il sindaco che attende insieme alla comunità l’esito delle indagini ancora in corso.

“Sappiamo che solitamente i cani pastore non attaccano ma in questo caso bisogna accertare cosa sia accaduto perché anche all’arrivo dei carabinieri i cani hanno tentato un aggressione sventata con dei colpi in aria”, ha concluso il sindaco di Satriano, Chiaravalloti.

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