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Donna in stato di alterazione alcolica prima ha devastato un bar a Badolato e poi ha aggredito i carabinieri: il Questore emette un Daspo Willy.
BADOLATO (CATANZARO) – Prima la devastazione di un locale, poi la furia cieca contro le forze dell’ordine. Protagonista della vicenda una donna già nota alle autorità che, nei giorni scorsi, ha seminato il panico nei pressi di un bar di Badolato, in provincia di Catanzaro. Per lei è ora scattato il provvedimento di D.A.C.Ur. (Divieto di Accesso ai Centri Urbani), il cosiddetto “Daspo Willy”, emesso dal Questore di Catanzaro, Giuseppe Linares. Secondo quanto ricostruito, la donna si trovava in un evidente stato di alterazione alcolica quando ha iniziato a danneggiare gli arredi di un esercizio pubblico. All’arrivo dei Carabinieri, anziché placarsi, la situazione è degenerata: la donna si è scagliata con estrema violenza contro i militari, accompagnando l’aggressione fisica con minacce e pesanti ingiurie.
I carabinieri sono intervenuti in un primo momento per procedere all’arresto. Poi i militari hanno segnalando il caso alla Divisione Anticrimine della Questura per l’adozione di misure preventive.
BADOLATO, IL PROVVEDIMENTO DEL DASPO WILLY: LA DONNA DOVRÀ STARE TRE ANNI LONTANA DAI LOCALI
Il Questore Linares, valutata la pericolosità sociale del soggetto: la donna ha numerosi precedenti per furto e lesioni personali ed ha applicato la misura di massima fermezza. Con il Daspo Willy, alla donna è stato imposto il divieto assoluto di accesso per la durata di tre anni a tutti gli esercizi pubblici e locali di pubblico intrattenimento situati nelle vicinanze del luogo dei fatti. L’impossibilità di stazionare nelle immediate vicinanze degli stessi.
Il provvedimento ha finalità preventive ed è volto a tutelare la sicurezza dei cittadini e la tranquillità dei luoghi della movida. La donna è stata formalmente avvisata. L’eventuale violazione del divieto non è una semplice sanzione amministrativa. Costituisce un reato punibile con la reclusione da uno a tre anni e una pesante multa.
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