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Il tribunale di Lamezia Terme

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Una lite tra due coinquilini a San Pietro a Maida nel Lametino finisce in un tentato omicidio con una escalation di tensione fino all’accoltellamento di uno dei due salvato dall’intervento di un passante


SAN PIETRO A MAIDA – Un tentato omicidio scaturito per futili motivi all’interno di un’abitazione tra due cittadini extracomunitari, ad evitare il peggio è stato l’intervento di un passante, che ha portato all’arresto di Hirsi Omar Abdi, cittadino somalo domiciliato a San Pietro. Erano circa le 18 di venerdì 17 aprile, quando passando da via 25 Aprile un cittadino si è trovato davanti una scena inaspettata: due cittadini di origini somale stavano litigando tra di loro, entrambi presentavano ferite; immediatamente è intervenuto per evitare il peggio.

Gli autori del fatto sono Hirsi Omar Abdi e M. A., i due convivono in un’abitazione di via Zurigo, vivono a San Pietro a Maida da diversi anni ed entrambi sono occupati presso ditte del circondario. Hanno avuto una lite accesa scaturita per questioni futili (probabilmente legate alla gestione e l’ordine della casa).

Dal racconto (su cui ci sono indagini in corso) parrebbe che uno dei due abbia aggredito il connazionale e questi nel difendersi abbia schivato con la mano il coltello con cui l’altro lo voleva pugnalare. La lite è nata in casa e poi proseguita in strada dove i due avrebbero avuto una colluttazione e solo con l’arrivo di un passante si è conclusa evitando il peggio. Sul luogo di via 25 Aprile sono poi giunti i carabinieri della stazione di Curinga allertati dal cittadino sampietrese.

TENTATO OMICIDIO NEL LAMETINO, L’INTERVENTO DEI CARABINIERI E L’AVVIO DELLE INDAGINI

I militari hanno trovato uno dei due contendenti riverso a terra in stato confusionale e di semi coscienza, che ha spiegato ai militari giunti dalla stazione di Curinga, che lo aveva aggredito alle spalle il suo connazionale, nella cucina della loro abitazione e che la lite è proseguita in strada dove l’aggressore avrebbe continuato a colpirlo con il coltello e solo grazie all’arrivo del cittadino si è fermato.

Nell’appurare i fatti i carabinieri nelle persone dell’appuntato Giuseppe Caudullo e Vincenzo Conidi ed il Maresciallo Maria Elisabetta Iodice, si sono poi recati nell’abitazione dove sarebbe scaturita la lite. Una volta sul posto hanno trovato oggetti e mobili riversi a terra e la possibile arma dell’aggressione, un coltello di 20 cm che presentava tracce di sangue posto sotto sequestro per le indagini. Nell’abitazione vi era anche il presunto aggressore Hirsi Omar, fermato e portato nella caserma dei carabinieri di Curinga. Una volta giunti qui ha nominato il suo avvocato, Roberto Sorrenti del foro di Lamezia Terme. Hirsi è stato poi trasferito nella caserma di Girifalco, dove ha trascorso la notte, in attesa di essere portato in tribunale.

Nella mattinata di ieri (sabato 18 aprile) si è tenuta presso il tribunale di Lamezia Terme la convalida dell’arresto dinnanzi al Giudice Rosario Aracri ed alla presenza del PM Oronzo Giovanni e del difensore Roberto Sorrenti. Il Giudice ha ritenuto la sussistenza del quadro indiziale che vede l’imputato accusato del reato di tentato omicidio. Per tale ragione è scattato l’arresto e il trasferimento nel carcera di Siano. Essendo incensurato, l’imputato avrebbe potuto ottenere gli arresti domiciliari ma dato che i due vivono nella stessa abitazione, il giudice ha ritenuto opportuno trasferirlo in carcere.

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