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Le bare di Anna e dei suoi due figli alla camera ardente allestita ieri a Catanzaro

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Catanzaro piange Anna e i suoi piccoli angeli dopo la tragedia che ha scosso la comunità. Oggi lutto cittadino


CATANZARO – A due passi da via Zanotti Bianco. A pochi metri dal teatro della tragedia che ha spezzato tre vite, e segnato per sempre famiglie, amici, parenti: una intera comunità di Catanzaro. Il silenzio si impone e si espande come una nebbia che offusca assieme alle lacrime le prospettive di un futuro su cui non finirà mai di pesare il dolore: quanto accaduto nella notte tra martedì e mercoledì scorso ha definitamente tratto la linea, tra il prima e il dopo. E il silenzio avvolge la casa funeraria Elysium, dove è stata allestita la camera ardente per Anna Democrito e i suoi figli, Giuseppe e Nicolò Trombetta, che hanno perso la vita cadendo nel vuoto, dal terzo piano della casa dove mamma e figli vivevano, assieme a papà Francesco e a Maria Luce, la bimba di sei anni che lotta per vivere a Genova, ricoverata al Gaslini.

Il silenzio è fatto di sguardi bassi, di mani strette, di lacrime trattenute. Un silenzio che racconta più di qualsiasi parola il dolore profondo che ha travolto una famiglia e, con essa, un’intera città.
La camera ardente per rendere omaggio alle tre vittime della tragedia che ha sconvolto Catanzaro è stata aperta alle 11.30. Un dolore composto ha accolto l’arrivo dei tre feretri, in un clima di commozione generale, segnato da preghiere e segni della croce. Attorno, i familiari più stretti: la madre di Anna, la sorella, i fratelli. Occhi lucidi, volti segnati, ma una dignità che prova a tenere insieme ciò che resta.

Il padre, Francesco, è lontano. Si trova all’ospedale Gaslini di Genova, accanto alla terza figlia, Maria Luce. Il suo arrivo è atteso nelle prossime ore o, più probabilmente, appena in tempo per i funerali. Nel frattempo, per tutti loro, c’è l’abbraccio continuo di amici e conoscenti, una presenza discreta ma costante che prova a sostenere un dolore che appare insostenibile.

Catanzaro si ferma. Si raccoglie. Si stringe. Dal quartiere di Viale De Filippis arrivano volti e ricordi, parole che tremano. «Erano tre bambini pieni di vita – racconta un vicino – in un palazzo abitato soprattutto da anziani. Riempivano le giornate, portavano allegria. Ora c’è solo silenzio. E io darei qualsiasi cosa per sentire ancora le loro voci». Giuseppe e Nicolò, “due angeli”, come li chiamano nel manifesto funebre. E Anna, una madre strappata troppo presto alla vita, lasciando dietro di sé un vuoto che nessuna parola può colmare.

È l’ora del rispetto. I familiari hanno chiesto di vivere questo momento nella massima intimità, lontani da clamori e da immagini. Solo lo stretto necessario, con discrezione, per raccontare una tragedia che ha colpito tutti. Perché quando il dolore è così grande, anche raccontarlo diventa difficile.

La camera ardente resterà aperta fino a oggi 25 aprile 2026, giorno in cui si celebreranno i funerali, alle ore 17.00, nella Basilica dell’Immacolata. Per questa giornata, il sindaco Nicola Fiorita ha proclamato il lutto cittadino. Le bandiere saranno esposte a mezz’asta sugli edifici comunali durante la cerimonia funebre, mentre l’Amministrazione ha invitato la cittadinanza a osservare un minuto di silenzio, anche in occasione di eventi culturali, sportivi e sociali.

Un invito esteso a tutta la comunità – cittadini, istituzioni, associazioni e attività produttive – a manifestare il proprio cordoglio nelle forme ritenute più opportune, anche attraverso la sospensione delle attività durante lo svolgimento dei funerali.
Sarà il momento dell’ultimo saluto. Ma sarà anche il momento in cui una città intera proverà a stringersi attorno a una famiglia spezzata, condividendo un dolore che non appartiene più solo a chi lo vive da vicino, ma a tutti. Perché in quel silenzio, oggi, c’è Catanzaro intera.

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