3 minuti per la lettura
Sono 17 i comuni al voto nel Catanzarese alle elezioni di maggio 2026, nessun comune sopra i 15 mila abitanti ma fari puntati su diversi centri rilevanti del territorio
LE elezioni amministrative del 24 e 25 maggio ridisegnano la mappa politica del Catanzarese, chiamando al voto diciassette Comuni distribuiti tra fascia ionica, tirrenica ed entroterra.
Un appuntamento che, pur interessando prevalentemente centri medio-piccoli, assume un rilievo tutt’altro che marginale negli equilibri territoriali, mettendo alla prova amministrazioni uscenti, alleanze civiche e nuovi assetti locali in un contesto sempre più dinamico.
A emergere con maggiore peso demografico sono Girifalco (5.623 abitanti), Montepaone (5.614) e Davoli (5.481), seguiti da Gizzeria (4.997), realtà che rappresentano i principali poli coinvolti nella tornata elettorale. Subito dopo si colloca Satriano (3.360), mentre sotto la soglia dei tremila abitanti si sviluppa un articolato tessuto di piccoli Comuni che costituiscono l’ossatura amministrativa della provincia: Serrastretta, Taverna, Montauro, Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, Amaroni, San Vito sullo Ionio, fino ai centri più piccoli come Carlopoli, Belcastro, Cerva, Palermiti, Martirano Lombardo e Andali.
È proprio in questo mosaico di realtà locali che si gioca una partita politica complessa, dove ogni territorio presenta dinamiche differenti. Nei centri costieri, come Montepaone, Davoli e Gizzeria, il confronto elettorale si intreccia con temi legati allo sviluppo turistico, alla pianificazione urbanistica e alla qualità dei servizi.
ELEZIONI 2026, I COMUNI AL VOTO NELL’ENTROTERRA CATANZARESE
Nei Comuni dell’entroterra, invece, il dibattito ruota attorno a questioni strutturali come lo spopolamento, la carenza di infrastrutture e la necessità di intercettare risorse per garantire servizi essenziali.Tra le sfide più rilevanti spicca quella di Girifalco, dove il sindaco uscente Pietrantonio Cristofaro, espressione del centrodestra, si confronta con Mario Deonofrio, già primo cittadino e riferimento del centrosinistra.
A Gizzeria, invece, si ripresenta Francesco Argento, chiamato a difendere il proprio mandato dalla candidatura di Salvatore Francesco Vescio.
Particolarmente vivace il quadro nel comprensorio del Soveratese. A Davoli si profila il duello tra l’uscente Giuseppe Papaleo e Vittorio Procopio, mentre a Montepaone il confronto tra Mario Migliarese e Massimo Rattà riporta in campo figure già protagoniste della vita amministrativa locale.
A Satriano la competizione si fa ancora più articolata con una sfida a tre che vede in campo il sindaco uscente Massimiliano Chiaravalloti, l’ex sindaco Michele Drosi e Giuseppino Basile.
Non mancano i casi segnati da fratture interne e ricomposizioni politiche. A Taverna, ad esempio, il confronto oppone il sindaco uscente Sebastiano Tarantino all’ex assessore Wladimir Vavalà, in una competizione che nasce dalla rottura di un precedente progetto amministrativo. A Sant’Andrea Ionio, invece, torna in campo Nicola Ramogida, chiamato a confrontarsi con l’ex sindaco Maurizio Lijoi, mentre a Montauro la corsa è a tre tra Giancarlo Cerullo, Pantaleone Procopio e Giuseppe Schipani.
I COMUNI CHE TORNATO AL VOTO DOPO UN COMMISSARIAMENTO
In altri centri la competizione appare più definita, con un numero ridotto di candidati o addirittura con liste uniche. È il caso di Carlopoli, dove si ricandida l’uscente Emanuela Talarico senza avversari, e di Andali, dove corre il solo Pietro Antonio Peta. Situazione simile anche a Cerva, chiamata a tornare al voto dopo il commissariamento seguito allo scioglimento per infiltrazioni mafiose nell’ambito dell’inchiesta “Karpanthos”: qui l’unica candidata è Sara Colistra, chiamata a guidare una fase particolarmente delicata per il ripristino della piena funzionalità istituzionale.
Il quadro complessivo restituisce una tornata elettorale eterogenea, segnata da sfide aperte, ritorni di ex amministratori e nuove candidature. In molti casi si tratta di competizioni che vanno oltre le appartenenze tradizionali, con liste civiche che aggregano esperienze diverse e ridefiniscono gli equilibri locali.
Il voto di maggio rappresenta dunque un banco di prova significativo non solo per le singole amministrazioni, ma per l’intero assetto politico del territorio. I cittadini saranno chiamati a scegliere tra continuità e cambiamento, valutando il lavoro svolto negli ultimi anni e le prospettive future, in un contesto in cui anche i piccoli Comuni continuano a svolgere un ruolo centrale nella tenuta sociale ed economica della provincia.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA