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Rifiuti in strada

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CATANZARO – Il presidente della Regione, Jole Santelli, ha incontrato questa mattina, nella sede della Giunta a Catanzaro, i prefetti delle cinque province calabresi per fare il punto sull’emergenza rifiuti, considerato che la raccolta della spazzatura è bloccata in gran parte della regione.

Santelli ha evidenziato che l’incontro si è svolto «in un clima di grande collaborazione e di cordialità interistituzionale, unitamente alla volontà di portare avanti un percorso di collaborazione, si è affrontato il raccordo sull’emergenza dei rifiuti e si è deciso di dare avvio al monitoraggio periodico delle attività che andranno messe in essere per normalizzarne il ciclo».

Quel che è stato ufficializzato al termine dell’incontro, è che «è stato avviato un processo di condivisione più generale degli atti organizzativi, non solo per quel che riguarda la gestione dell’emergenza, nella comune volontà di dare avvio a un nuovo percorso su una materia così delicata tra la Regione Calabria e le Prefetture calabresi».

Dietro al linguaggio burocratico della Regione si nasconde, però, una situazione drammatica. Un’emergenza che adesso rischia di amplificarsi perché alla carenza strutturale si aggiunge oggi quella di liquidità dei Comuni che fanno fatica a pagare i costi della raccolta e del trattamento. I rifiuti sono sempre stati per i Comuni un gioco a perdere: i sindaci devono pagare le tariffe al 100%, ma riescono a riscuotere intorno al 50 vista l’altissima evasione sui tributi. In questa situazione oggi si aggiunge l’emergenza Covid che ha spinto diversi sindaci a dimezzare se non a sospendere le tariffe.

I nodi di questi due fattori (carenza di impianti e difficoltà economiche) sono oggi sotto gli occhi di tutti con la sospensione del servizio di raccolta nella Locride, nella provincia di Cosenza, nella città metropolitana di Reggio Calabria.

Le discariche esistenti sono ormai sature e gli impianti di trattamento alternativi sono tutti rimasti al palo. L’ex presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, era partito ad inizio legislatura con lo slogan “discariche zero” ma poi vista la situazione aveva dovuto emanare ben dodici ordinanze contingibili e urgenti per aumentare la possibilità di abbanco delle discariche, quasi tutte gestite dai privati, ancora capaci di accogliere gli scarti dei rifiuti.

Da quanto siamo riusciti a sapere pare che invece la nuova presidente Santelli non abbia alcuna intenzione di firmare ordinanze se prima non ha contezza di quanto è accaduto. La presidente ieri ha scritto una missiva al dirigente Domenico Pallaria in cui chiede conto del perchè non sono partiti in provincia di Cosenza i previsti lavori di ampliamento di alcune discariche. Pare che copia di questa lettera sia stata anche inviata alla Procura della Repubblica.

Pallaria aveva preparato un’ordinanza che prevedeva l’aumento della capacità di abbanco della discarica di Crotone per ulteriori 75mila tonnellate. La Santelli ha detto no e chiesto un supplemento di istruttoria a Pallaria per capire per quale ragione le discariche pubbliche individuate nella precedente ordinanza a firma Oliverio, dopo otto mesi, sono ancora inattive o inutilizzabili. Al momento l’assessore al ramo Capitano “Ultimo” non ha reso noto la strategia che intende mettere in campo per venir fuori da questa emergenza.

Due giorni fa, però, ha tenuto una riunione alla Cittadella con il presidente dell’Ato Cosenza Marcello Manna (in rappresentanza dei 150 Comuni del cosentino). Nella riunione si è discusso della riapertura della discarica di San Giovanni in Fiore ed è stato presentato il progetto per aumentarne la volumetria, riempirla e tombarla per poi avviare la bonifica con il ripristino dei luoghi.

Situazione analoga anche nella Locride. «Ad oggi non siamo più nelle condizioni di sopportare il blocco degli impianti di trattamento dei rifiuti. La Regione Calabria individui presto una soluzione per lo smaltimento dei rifiuti», dice Katy Belcastro, sindaco di Caulonia e presidente dell’assemblea dei sindaci della Locride. La situazione rischia di precipitare se si pensa che siamo ormai alle porte della fase 2 e con la riapertura di molti esercizi commerciali la quantità di rifiuti prodotti è destinata ad aumentare. Proprio oggi, i sindaci dei Comuni che compongono la Città Metropolitana di Reggio Calabria hanno lanciato un appello urgente alla presidente Santelli affinché individui soluzioni cocrete (LEGGI).

Non a caso della vicenda si è occupata l’Anci calabrese con il presidente reggente Franco Candia che ha avuto un colloquio con l’assessore regionale all’ambiente Sergio De Caprio («l’assessore ha rassicurato che si sta lavorando per una soluzione compatibile in termini di urgenza»). Candia ha inviato anche una lettera alla presidente Santelli chiedendole di «adottare un provvedimento straordinario» applicando tutte le soluzioni «tecnicamente percorribili» che consentano di «fronteggiare e superare la crisi in corso perché il momento è delicato e deve prevalere l’esigenza di garantire anzitutto la salute e l’igiene pubblica». Candia ha poi concluso ribadendo alla governatrice calabrese che la strada amestra resta sempre quella della realizzazione di nuovi impianti. Anche qui la corsa è contro il tempo.

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