Sergio Abramo con la polizia locale

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CATANZARO – Il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, ha ritirato l’ordinanza con cui ieri era stato disposto il divieto di praticare attività ludico-sportive di qualsiasi genere che potessero arrecare disturbo e molestie alle persone o cagionare danni al patrimonio pubblico e privato nelle pubbliche vie e piazze del territorio comunale, ad esclusione delle manifestazioni regolarmente autorizzate. 

Si chiude così in poche ore la polemica nata intorno al provvedimento, con il primo cittadino che, attraverso una nota, ha provato a spiegare i motivi che lo avevano indotto ad emanare il provvedimento: “L’intento dell’ordinanza – spiega una nota – non era assolutamente quello di negare il diritto al gioco da parte dei più piccoli, ma di prevenire il rischio di eventuali danni a cose e persone sulla scorta di segnalazioni ricevute da cittadini. La ratio dell’adozione del provvedimento non era, quindi, quella di porre limiti all’espressione ludica dei ragazzi, bensì di tutelare la tranquillità dei residenti, soprattutto gli anziani, nelle zone del centro abitato scoraggiando l’utilizzo delle piazze o di altri spazi pubblici come campi da calcio da parte non tanto dei bambini, ma degli adolescenti e degli adulti”. Il ritiro era stato sollecitato, in giornata, da associazioni, partiti, movimenti, cittadini, e dal garante della Regione Calabria per l’infanzia e l’adolescenza.

La storia e le polemiche

A Catanzaro non si gioca più in strada. Basta schiamazzi e bambini “molestatori”. Lo ha ordinato il sindaco Sergio Abramo. Bisogna tutelare la tranquillità, per questo è meglio che i bambini stiano in casa con gli occhi puntati su tablet, smartphone e televisori.

Quello che potrebbe sembrare uno scherzo (forse anche di cattivo gusto!) è invece realtà. Il sindaco Abramo ha emesso l’ordinanza numero 9 del 30 ottobre 2017 con la quale impone il “Divieto di praticare attività ludiche e/o sportive di qualsiasi genere nelle pubbliche vie e piazze di tutto il territorio comunale, che possano arrecare disturbo e/o molestie alle persone che stazionano in dette aree, nonché possano cagionare danni al patrimonio pubblico e/o privato”.

Ordinanza Abramo contro i giochi

L’oggetto dell’ordinanza è già di per sé allarmante, ma è il contenuto che chiarisce ancora meglio. Perché sotto accusa sono finiti i giochi di sempre, quelli con cui sono cresciute intere generazioni, magari anche incassando qualche rimprovero e qualche pallone bucato dal vicino facilmente irascibile. D’ora in poi tutto questo non potrà più accadere.

Il sindaco lo ha vietato espressamente, prevedendo persino una sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 500 euro, “fatto salvo quanto previsto dal Codice Penale”. I “malviventi” in strada sono anche ben chiariti nel testo dell’ordinanza sindacale: sono “taluni fruitori che con il gioco del pallone e/o altre attività ludiche e/o sportive, potrebbero arrecare disturbo e/o molestia a coloro i quali stazionano in tutta tranquillità in detti spazi, nonché causare danni ai beni del patrimonio pubblico e privato”.

Il sindaco ci ha tenuto a precisare che “il provvedimento è stato emesso a seguito di varie sollecitazioni da parte di alcuni cittadini, in particolar modo a Santa Maria e a Lido” che “hanno richiesto interventi a tutela della tranquillità nelle zone del centro abitato, in particolare nelle pubbliche vie e piazze”.

Troppe lamentele, dunque, per cui era diventato necessario intervenire “a difesa della sicurezza urbana e in ossequio ai poteri derivanti dalle norme vigenti in materia”.

Una vera e propria guerriglia urbana portata avanti, dunque, da tanti piccoli “criminali” che, nel 2017, hanno pensato bene, per troppo tempo, di dare un calcio ad un pallone, magari delimitando la porta con gli zaini di scuola o con qualche pietra. Cose superate dal tempo. Inutili in una realtà dove è più facile crescere tra le mura domestiche, incollati ai divani e ai giochi interattivi.

Superfluo dire che sui social è partito il tam-tam anti ordinanza, con foto e post pronti a criticare una scelta particolarmente discutibile. Le reazioni sono tante, ma una in particolare potrebbe essere significativa: scendere in piazza per una bella partita di calcio nel centro di Catanzaro. E magari, se Abramo dovesse chiedere di fare anche lui in tiro in porta, prendersi il pallone ed andare via ricordandogli l’ordinanza famosa.

Chissà quanto ci resterebbe male il sindaco della città che pare non essere mai stato un ragazzino?!

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