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Presentato a Catanzaro il nuovo libro dello scrittore lametino Mauro Vasta che torna con il romanzo “Istruzioni per la fine del mondo – le vite degli altri”


“Ogni volta che qualcuno muore, un universo scompare. Ma tra l’inizio e la fine del mondo, c’è comunque il mondo”. È una frase contenuta in “Istruzioni per la fine del mondo – Le vite degli altri”, il nuovo romanzo scritto dall’autore lametino Mauro Vasta, presentato in prima nazionale a Catanzaro mercoledì pomeriggio nella gremita sala della Casa delle Culture che ha ospitato l’evento. A colloquiare con l’autore, tornato in libreria da qualche giorno con la sua quarta pubblicazione, è stata Simona Dalla Chiesa. Perfetta interlocutrice, che ha saputo valorizzare ulteriormente il romanzo di Vasta – di cui alcuni brani letti dall’attore Giancarlo Davoli – che esplora il concetto che “ogni morte rappresenti la fine di un universo, mantenendo però la centralità del mondo tra inizio e fine”.

Brillante dialogo che ha dato non pochi e diversi spunti di riflessione al pubblico intervenuto numeroso. Le centoquaranta pagine di “Istruzioni per la fine del mondo – Le vite degli altri”, (edito da Castelvecchi e con la prefazione di Pierluigi Talotta) raccontano la vita del protagonista Marco, detto “gemelluzzu”, figlio di una famiglia contadina del Sud Italia il quale, sopravvissuto ad un parto gemellare (da qui il suo soprannome) viene adottato ancora bambino da una coppia di zii benestanti e portato a vivere una vita più agiata, rispetto a quella che i suoi genitori possono offrirgli, in città. Lontano dalla sua vera realtà, strappato alla sua terra e alla sua famiglia d’origine, pagina dopo pagina, si evidenzierà come Marco, porterà con sé il peso di uno sradicamento che andrà a segnare ogni scelta della sua vita adulta.

IL FILO ROSSO DELL’AMORE

Tante le figure importanti e che aiuteranno “gemelluzzu” a crescere e diventare uomo dopo le tante fatiche. Una di queste è la nonna Nina, il ricordo della quale è sempre vivido in Marco. Perché nonna Nina è una figura forte, ha radici forti, è famiglia e mantiene viva la famiglia. È la luce del libro. Altra personalità forte nella vita di Marco, che Mauro Vasta evidenzia con una luce diversa, è quella di Margherita, la coprotagonista. Figura centrale del libro, come lo è l’amore mai consumato per lei, che “gemelluzzo” porta con sé per decenni fino a quando la rincontrerà grazie a un intreccio di casualità e destino. Perché il filo rosso che lega i vari personaggi del libro, è l’amore. L’amore per le proprie radici, la famiglia, l’amicizia, oltre che per la persona amata.

Attraverso i ricordi di nonna Nina, la storia di uno scarabeo stercorario, le leggi della fisica quantistica e il quadernetto di un misterioso Mago – che dà dei messaggi, delle metafore per la vita dei protagonisti del libro – Marco costruisce il suo modo di stare nel mondo: tra perdita e bellezza, tra fine e rinascita. Un romanzo, “Istruzioni per la fine del mondo – Le vite degli altri”, che parla dell’esistenza, della vita, dell’amore. Dell’amore salvifico. Un libro che non si lascia far attraversare in fretta per giungere alla fine – nonostante Mauro abbia una scrittura molto scorrevole, che dà molti punti di riflessione – ma fa sostare. Riflettere. Dove ogni personaggio incontrato pagina dopo pagina, fa conoscere un mondo. Un libro che resta. Un libro nel quale, ognuno di noi, si ritrova.

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