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Il Giro d’Italia 2026, dopo la parentesi bulgara, riparte da Catanzaro prima tappa italiana della Corsa Rosa e nel capoluogo di Regione la festa della partenza è un tripudio di colori


CATANZARO – La Calabria si è tinta di rosa. Dopo la tre giorni bulgara, il Giro d’Italia ha finalmente abbracciato il pubblico italiano con la tappa che da Catanzaro ha portato il gruppo verso Cosenza, in una giornata che ha avuto il sapore della festa popolare prima ancora che della competizione sportiva. Sin dalle prime ore del mattino, il Parco della Biodiversità — cuore della partenza — è stato invaso da migliaia di appassionati, famiglie, bambini e curiosi arrivati per respirare da vicino l’atmosfera della corsa più amata dagli italiani. Un colpo d’occhio colorato e festoso: magliette rosa, cappellini, bandiere e gadget hanno trasformato l’area in un grande villaggio del ciclismo, tra musica, giochi e momenti di intrattenimento che hanno accompagnato l’attesa dello start.

Catanzaro ha risposto presente, mostrando il volto più caloroso e partecipato della città. Le strade del centro storico si sono riempite rapidamente di persone assiepate lungo le transenne, smartphone alzati e applausi pronti ad accompagnare il passaggio dei corridori. Per qualche ora il traffico, i ritmi quotidiani e persino il caldo sono passati in secondo piano: l’unico protagonista era il Giro.

LA SFILATA APERTA DAI LEADER DELLE QUATTRO CLASSIFICHE

Ad aprire la sfilata, come da tradizione, le quattro maglie simbolo della corsa: la rosa del leader della classifica generale, la ciclamino dedicata ai velocisti, la blu degli scalatori e la bianca riservata al miglior giovane. Un’immagine iconica che ha acceso l’entusiasmo del pubblico prima dell’avvio ufficiale della tappa.

Poi il lungo serpentone multicolore ha lasciato lentamente Catanzaro dirigendosi verso Cosenza, accompagnato dagli applausi do una città che per un giorno si è ritrovata al centro del grande ciclismo internazionale. Una festa di sport e partecipazione popolare che ha confermato, ancora una volta, quanto il Giro d’Italia riesca a diventare racconto collettivo, emozione condivisa e identità di un Paese intero.

GIRO D’ITALIA 2026, LA FESTA ALLA PARTENZA DI CATANZARO

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