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Anime, armature e accenti calabresi al Cosenza Comics: si riuniscono cosplayer di mondi magici e stravaganti facendo sognare i fans


Al Cosenza Comics & Games, tra stand coloratissimi, tornei, disegnatori, ospiti e merchandising nerd da far brillare gli occhi, c’era un esercito silenzioso (ma solo all’apparenza) che sfilava con fierezza: i cosplayer. Alcuni sembravano usciti direttamente dalla pagina di un manga, altri da un portale interdimensionale, altri ancora erano così fedeli ai personaggi da far venire il dubbio che l’anime si fosse materializzato tra le colline calabresi.

Abbiamo fatto due chiacchiere con loro. Tra cui: Sakura (direttamente da Naruto), Ysanne Isard (la glaciale antagonista di Star Wars Legends), Stella dalle Winx, due giovani Explorers da Attack on Titan (Marco Bodt e Jean Kirschtein), e persino alcuni mitici Dèi dell’Olimpo, oltre a personaggi tratti da Genshin Impact, League of Legends e Dark Souls.

A ogni intervista, la magia scattava già alla prima domanda: “Come ti chiami e chi stai interpretando?” Ed era lì che si accendevano gli occhi. Perché dietro ogni costume c’era una storia. C’era chi si era affidato a uno shop online (spendendo anche 200 euro per un set completo) e chi invece, con ago, colla a caldo e tanta pazienza, aveva lavorato due, tre, fino a sei mesi per costruire ogni singolo dettaglio. Alcuni armati di foam, altri di cuciture, altri ancora di tutorial su YouTube, tutti avevano una cosa in comune: l’amore per il personaggio.

Non tutti partecipano alle gare di cosplay, ma tanti sì. Qualcuno, con orgoglio, ha anche raccontato di vittorie, premi e applausi. Ma altri, con altrettanto orgoglio, hanno detto di preferire restare lontani dalle luci della ribalta.

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I consigli dei cosplayer e l’amore per i personaggi

Quando abbiamo chiesto: “Che consiglio daresti a un cosplayer alle prime armi?”, le risposte si sono allineate in un coro: «Divertiti, sii te stesso. Non c’è bisogno di essere perfetti»

E in effetti, questo spirito lo si respirava ovunque: zero competizione, mille sorrisi. Così come ci hanno detto cosa li ha portati al Comics «le gare, gli amici, la voglia di immergermi in un mondo che amo» e cosa non vedevano l’ora di fare: «vivere tutto come se fossi davvero nel mio anime preferito!». E poi c’è stata la domanda più surreale:

“Se potessi vivere nel mondo del tuo personaggio, cosa faresti per prima cosa?” Le risposte? Epiche. Qualcuno avrebbe dichiarato guerra a Shigaraki, altri si sarebbero allenati con Kakashi, c’è chi avrebbe voluto lanciare fulmini o scatenare una guerra, e chi avrebbe semplicemente “cercato di non morire”. Anime e cultura locale si sono fusi in un’esplosione di risate e orgoglio calabrese.

Il cosplay al Cosenza Comics non è solo un costume. È un viaggio, una dichiarazione d’amore. È un modo per dire: “Questo sono io, e oggi posso essere chi voglio.” E mentre tra i padiglioni risuonavano le sigle di One Piece e le urla dei tornei di Super Smash Bros, una cosa era chiara: Cosenza ha un cuore otaku che batte fortissimo. Che sia con la spada in mano, le ali del Survey Corps o le canzoni magiche delle Winx… i cosplayer ci sono, e sono pronti a tornare. Prossima tappa? Il palco. O forse, semplicemente, un altro sorriso.

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