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Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto

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ROMA – La Procura di Roma ha riproposto in aula la richiesta di rinvio a giudizio di Mario Occhiuto per associazione a delinquere con l’aggravante della transnazionalità. Lo aveva fatto già alcuni mesi fa – a conclusione dell’inchiesta su una serie di progetti di riqualificazione ambientale per centinaia di milioni di euro dietro ai quali, secondo gli investigatori, si cela un giro di mazzette e di corruzione che fa capo all’ex ministro Corrado Clini – e lo ha ribadito ieri durante l’udienza preliminare.

I fatti in questione risalgono ai tempi in cui Clini è ministro dell’Ambiente e, in quanto tale, utilizza ingenti risorse del dicastero in Brasile, Messico, Iraq, Montenegro e Cina per interventi di efficientamento energetico. In tutto centododici milioni di euro, messi a disposizione per i vari Paesi ammessi a ricevere il contributo a fondo perduto, ma – si sospetta – gestiti senza gare a evidenza pubblica, bensì con totale discrezionalità da parte di Clini e del suo cerchio magico.

Non a caso, l’ipotesi degli inquirenti è che tutti gli appalti in questione siano stati assegnati dall’allora ministero a imprenditori a lui legati che ricambiavano poi il favore ricevuto «con denaro o altre utilità, attraverso prestazioni professionali vere o fittizie, assunzioni e incarichi». Uno scambio di cui non avrebbe beneficiato solo Clini, ma anche i suoi più stretti collaboratori e, soprattutto, Martina Hauser, a lui legata sentimentalmente.

Quest’ultima è stata assessore a Palazzo dei Bruzi durante il primo mandato di Occhiuto e, il sospetto odierno è che quell’incarico, retribuito con ottantottomila euro, fosse un modo per ricambiare la cortesia di una serie di commesse pubbliche in Cina ricevute negli anni precedenti dal futuro sindaco di Cosenza tra il 2008 e il 2010. L’udienza preliminare riprenderà il 19 febbraio.

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