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Al calare della stagione invernale, continuano i disagi degli studenti per le infiltrazioni d’acqua nel ponte coperto.


Il Ponte Bucci non è soltanto un’opera di ingegneria, ma rappresenta l’arteria vitale dell’Università della Calabria. Estendendosi per quasi due chilometri, collega tra loro edifici didattici, dipartimenti e numerosi servizi distribuiti sui vari livelli del campus. La sua funzione però non è esclusivamente pratica, bensì assume anche un forte valore simbolico, contribuendo a consolidare l’identità architettonica dell’Unical nel panorama nazionale.

Con una stagione invernale alle spalle, particolarmente segnata da episodi di piogge intense, l’attenzione degli studenti si è concentrata sul problema delle infiltrazioni d’acqua nel ponte coperto. Tuttavia, tale criticità è un tema caldo nella comunità accademica, che da diverso tempo vive questo disagio, il quale incide sulla mobilità e sul comfort del passaggio pedonale sul ponte. A raccontare le loro esperienze sono proprio studenti ed ex studenti.

INFILTRAZIONI, I DISAGI DEGLI STUDENTI

‹‹Non sono più una studentessa, ma ho vissuto l’Unical per cinque anni e non c’è stato un giorno di pioggia in cui non ricordi di aver dovuto scansare pozzanghere sul ponte “coperto”›› dichiara Roberta M., ex studentessa dell’Unical, evidenziando come il problema sia radicato nel tempo. La stessa aggiunge: ‹‹Non ho le competenze per poter dire se compromette la sicurezza degli studenti, però se ci sono infiltrazioni d’acqua dal ponte scoperto non può essere niente di buono. È sicuramente un disagio per chi attraversa l’università e soprattutto per chi ci vive››.

Un’altra studentessa, Martina B., riferisce di aver attraversato il ponte con l’ombrello aperto nonostante la copertura: ‹‹Durante i temporali succede spesso. A mio avviso, non è una situazione normale per uno spazio che dovrebbe offrire riparo, e alla lunga diventa anche scomoda da gestire mentre ci si sposta tra le lezioni››.

Non diversa è la testimonianza di Francesco C., attualmente studente di ingegneria civile, che sottolinea, inoltre, come il disagio persista anche dopo la fine delle precipitazioni: ‹‹Ho vissuto più volte disagi legati alle infiltrazioni d’acqua nel ponte coperto. L’aspetto più frustrante è che l’acqua, probabilmente raccolta dal ponte carrabile, continua a essere rilasciata anche dopo la fine della pioggia. A questo si aggiunge la formazione di pozze d’acqua sul tappetino centrale, che rendono difficile attraversare il ponte senza bagnarsi››.

PONTE COPERTO, MIGLIORARE LA QUALITA’ DEGLI SPAZI

Sul piano della sicurezza, la percezione resta cauta ma non priva di preoccupazioni: «Non credo che, almeno nell’immediato, il problema comprometta direttamente la sicurezza del ponte. Tuttavia, il continuo passaggio dell’acqua potrebbe incidere negativamente sui materiali nel tempo. Per quanto riguarda il comfort degli studenti, invece, la situazione è sicuramente problematica: attraversare il ponte in quelle condizioni diventa scomodo e poco funzionale, soprattutto nei giorni di pioggia››.

Attraverso la voce degli studenti, prende corpo l’immagine di un problema radicato, che nel tempo è diventato parte della quotidianità di chi vive il campus. Se da un lato questo problema non intacca la percezione della sicurezza nella comunità studentesca, dall’altro appare evidente come le infiltrazioni incidano in modo significativo sulla qualità degli spazi e sull’esperienza degli studenti. In un’infrastruttura così centrale per la vita universitaria, interventi mirati di manutenzione e miglioramento non rappresenterebbero soltanto una risposta a un disagio diffuso, ma anche un investimento necessario per preservare nel tempo la funzionalità, la sicurezza e il valore simbolico del Ponte Bucci.

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