La statua di San Francesco contesa

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CASTROLIBERO (COSENZA) – Chissà se l’ufficiale giudiziario che venerdì scorso ha bussato alla porta della chiesetta di San Francesco di Paola, per prelevare proprio la statua del Santo, si immaginava che quell’azione avrebbe poi scatenato un vespaio di polemiche con protagonisti interessati su più livelli.

Siamo a Castrolibero, frazione Santa Lucia, poco più avanti del centro storico sulla strada provinciale che porta a Marano Principato e conduce tra le serre. Proprio qui nasce e si infervora questa storia, una storia di fedeli delusi e arrabbiati e che arriva a coinvolgere tra i suoi protagonisti parroco, Comune e la famiglia Zupi, tra le più antiche e facoltose del territorio.

Una storia che affonda le sue radici fino ad arrivare ai primi anni del Duemila, ed è da lì che bisogna partire per capire da un lato il rincrescimento dei fedeli e dall’altro un diritto di proprietà che evidentemente non hanno trovato una mediazione. La chiesa di Santa Lucia era una chiesa privata, di proprietà della famiglia Zupi. Quando venne chiusa al culto su ordine della diocesi di Cosenza, venne chiesto ai proprietari la possibilità di spostare la statua di San Francesco di Paola nella chiesetta attigua, di proprietà, invece della parrocchia.

La venerazione per il Santo, qui, è antica e nel mese di luglio la processione e la festa che si fanno in suo onore sono molto partecipate e sentite. Una richiesta accolta, forse non condivisa da tutti gli eredi Zupi, che negli anni sono diventati proprietari dello stabile, ma comunque San Francesco in anni recenti ha continuato a far bella mostra di sé nella chiesa che porta il suo nome e i fedeli ne hanno alimentato il culto, così come è sempre avvenuto da generazione in generazione.

A qualcuno tra i proprietari, però, il passaggio della statua non deve essere proprio andato giù, al punto da intentare una causa al tribunale di Cosenza per chiedere la restituzione e, a distanza di diversi anni e siamo ai giorni nostri, ha ottenuto ragione. Ecco perché l’ufficiale giudiziario venerdì scorso si è presentato, sentenza in mano, a prelevare la statua lasciando i fedeli nel più assoluto sgomento.

Il parroco, don Franco Zumpano, e il sindaco Giovanni Greco stanno studiando una strategia per far fronte comune e cercare in qualche maniera di mediare la situazione mentre su Facebook la polemica cresce a colpi di commenti e di like e su più fronti. Anche perché è venuto fuori un elemento da non trascurare: quando la chiesa venne chiusa al culto, gli eredi Zupi ne cedettero gratuitamente una parte, i cinque ottavi, al Comune compreso, ovviamente, tutto quello che conteneva, e quindi pure la statua di San Francesco di Paola.

Ma al Comune non sarebbe stato notificato nulla da parte del tribunale e, puntando sulla mancata possibilità di difendersi, la giunta comunale ha deliberato ricorso contro la sentenza, emessa solo nei confronti della parrocchia. Ecco perché è stato dato mandato a un legale per ricorrere contro la sentenza stessa. Ma la giustizia, si sa, non ha sentimenti e, soprattutto, ha suoi tempi da rispettare. San Francesco allora tornerà al suo posto o rimarrà nella disponibilità del ritrovato proprietario?

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